Cagliari accoglie una nuova riflessione sull’identità e sull’eredità culturale del Mediterraneo con la collettiva “Scatti di Viaggio – Memorie del Mediterraneo”, aperta il 31 luglio 2025 presso la Sala Tecnologica della Manifattura Tabacchi. Prodotta da Ogliastra Eventi con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e curata dal collettivo Holy Club, la mostra affronta il tema del viaggio non solo come esperienza fisica ma come movimento interiore e culturale, capace di intrecciare memorie, simboli e tensioni tra i popoli affacciati sul Mare Nostrum.
Il Mediterraneo, nella visione curatoriale di Holy Club, viene interpretato come frontiera liquida e spazio di interconnessione, crocevia storico di rotte, conflitti, spiritualità e incontri. Le opere in mostra – tra fotografia, arte digitale, videoarte e installazioni interattive – traducono questa molteplicità in linguaggi eterogenei ma coerenti, attraversati da tensioni visive che uniscono ricerca formale e affondo sociale.
Accanto ai lavori del collettivo Holy Club – THEM, Beatrice Vigoni alias Cryptomadonne, Adriano Lombardo e Andrea Nose Barchi – espongono dieci artisti finalisti selezionati tramite una call internazionale che ha raccolto circa 100 candidature da tutta Europa: Manuel Macadamia, Maria Sky, Aldo Salucci, Federica Rodella, Fabiola Sangineto, Avvassena, Nebvla, Sabine Delafon, SVCCY e Vincenza Gervasi. Le loro opere si affiancano per affinità tematica, varietà di linguaggi e potenza espressiva, rafforzando l’obiettivo del progetto: raccontare il Mediterraneo come narrazione di identità fluide, memorie sommerse e visioni collettive.
Ogni intervento si impone come testimonianza soggettiva ma condivisa, dove l’intimità del linguaggio si apre al confronto collettivo. Tra gli esempi più significativi, le installazioni interattive di Adriano Lombardo, dedicate all’interconnessione culturale attraverso il mare; i ritratti tipografici di THEM, che danno volto a Ulisse e Penelope attraverso parole antiche e contemporanee; la pixelart di Cryptomadonne, che reinterpreta i codici visivi delle sacerdotesse minoiche; e lo scatto fotografico di Andrea Nose Barchi, una Madonna avvolta da plastica, potente metafora della tradizione soffocata dal presente.
Il valore curatoriale della mostra si fonda anche su una giuria tutta al femminile: Rebecca Pedrazzi, Chiara Canali, Alessia Cuccu e Sara Calandra. Esperte in arte digitale, comunicazione culturale e linguaggi emergenti, hanno garantito una selezione rigorosa e diversificata, orientata a valorizzare sperimentazione e pertinenza tematica.
A rendere il progetto ancora più partecipato, la mostra prevede due premi per le opere in concorso: il Premio della Critica, assegnato dalla giuria, e il Premio del Pubblico, decretato dai voti raccolti online fino al 26 settembre 2025. Entrambe le opere vincitrici verranno acquisite da Ogliastra Eventi per entrare a far parte di una collezione permanente dedicata all’arte contemporanea sul Mediterraneo.
Alessia Cuccu, parte della giuria, ha dichiarato “La selezione degli artisti finalisti riflette una straordinaria eterogeneità di linguaggi e approcci, dimostrando quanto il Mediterraneo sappia generare immaginari differenti e complementari. La call ha permesso di mettere in dialogo proposte che spaziano dalla fotografia e dalla videoarte alle opere nate da un formato fisico fino a quelle nate dall’intelligenza artificiale, capaci tutte di trovare una loro dimensione suggestiva.
È stato sorprendente osservare come ogni artista abbia saputo offrire una visione personale, restituendo una ricchezza di prospettive che raccontano non solo un mare, ma una pluralità di identità e narrazioni. La vera forza di questa iniziativa sta nell’aver portato alla luce una dimensione artistica ancora poco esplorata, ma con enormi potenzialità di sviluppo e con esiti espressivi di grande interesse per il pubblico e per il panorama contemporaneo”
La mostra è visitabile fino al 30 settembre 2025, su prenotazione, presso Sa Manifattura – Viale Regina Margherita 33, Cagliari. Un’occasione per scoprire un racconto visivo, collettivo e immersivo, dove l’arte contemporanea si fa strumento di riflessione sulla storia, sull’identità e sulle connessioni invisibili che ancora oggi uniscono le sponde del nostro mare comune.


