Un’incursione durata meno di cinque minuti ha colpito il Musée Renoir di Cagnes-sur-Mer, sulla Costa Azzurra. All’alba dell’8 settembre, due persone si sono introdotte nel Domaine des Collettes, la villa nella quale Pierre-Auguste Renoir trascorse gli ultimi anni della propria vita, e hanno rimosso quattro dipinti. Due tele sono state abbandonate nel giardino durante la fuga; le altre due risultano ancora disperse.

I ladri avrebbero aperto un varco nella recinzione che circonda il giardino e raggiunto l’edificio poco prima delle sei del mattino. Secondo quanto riferito dal sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, erano equipaggiati con una sega per metalli, impiegata per tagliare i meccanismi che fissavano le cornici. L’allarme è scattato alle 5:48, avvisando contemporaneamente la polizia municipale e quella nazionale.
Gli agenti sono arrivati sul posto in meno di cinque minuti. La rapidità dell’intervento avrebbe costretto i responsabili ad accelerare la fuga e ad abbandonare due delle opere appena sottratte. I dipinti sono stati ritrovati nel parco del museo, mentre gli altri due sono stati portati via. La Procura di Grasse ha aperto un’indagine e gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere ed effettuando i rilievi alla ricerca di impronte.
Nelle prime ore successive al furto era circolata una valutazione di circa 9 milioni di euro. Il sindaco ha però evitato di confermare successivamente l’entità del danno, mentre è ancora in corso l’inventario della collezione. Anche l’identità esatta delle tele recuperate e di quelle mancanti non è stata comunicata ufficialmente. Alcune fonti internazionali hanno associato al colpo titoli come Portrait of Madame Colonna Romano, Coco Lisant e Young Girl at the Well, ma la distinzione definitiva fra opere ritrovate e trafugate resta da chiarire.
Il valore del furto non è soltanto economico. Creato nel 1960, il museo occupa la casa neoprovenzale fatta costruire da Renoir nel 1908 sulla collina delle Collettes. Circondata da ulivi secolari, aranci e fichi, la villa conserva una dozzina di dipinti originali, circa quaranta sculture, fotografie, mobili e oggetti personali, compresi il cavalletto e la sedia a rotelle dell’artista. È quindi una casa-museo nella quale opere, paesaggio e memoria biografica formano un unico insieme.
Il caso riporta in primo piano la sicurezza dei musei francesi, già scossa da una serie di incursioni. Nel luglio 2026 erano stati colpiti il museo di Châtillon-sur-Seine, dove è scomparso un gioiello del Tesoro di Vix, e il Musée Lalique di Wingen-sur-Moder, dal quale sono stati sottratti oggetti per oltre 4,5 milioni di euro. Il Ministero della Cultura francese ha risposto con un piano articolato in 33 misure, arrivando a raccomandare la rimozione temporanea degli oggetti più preziosi quando non sia possibile garantirne adeguatamente la protezione.
Le case-museo presentano un problema specifico: devono conservare il carattere domestico e storico degli edifici, ma custodiscono beni dal valore altissimo. Rafforzare infissi, recinzioni e sistemi di sorveglianza senza trasformarle in fortezze è una delle sfide più delicate della tutela contemporanea. Il furto di Cagnes-sur-Mer mostra quanto possa essere fragile questo equilibrio: sono bastati pochi minuti per sottrarre alla comunità due opere conservate proprio nei luoghi in cui Renoir aveva continuato a dipingere fino alla morte.



