Roberto Floreani a Esxence 2026: le soglie dell’invisibile

Che cosa ci fanno le opere di Roberto Floreani, considerato uno dei più importanti astrattisti italiani contemporanei, studioso delle avanguardie storiche e teorico dell’astrazione, all’interno di Esxence, la più importante manifestazione mondiale dedicata alla profumeria artistica? E quale legame può esistere tra una ricerca pittorica che da oltre quarant’anni indaga materia, spiritualità e percezione e un universo fatto di essenze, fragranze e memorie olfattive? La risposta sta probabilmente proprio nel terreno che questi due mondi condividono. Perché tanto la pittura di Floreani quanto il profumo lavorano su ciò che non è immediatamente visibile: evocano ricordi, sollecitano la memoria, chiamano in causa dimensioni profonde dell’esperienza e della coscienza. Nasce da qui Fare Vuoto / Emptying, l’installazione che l’artista veneziano ha realizzato per Esxence – The Art Perfumery Event 2026, la principale manifestazione internazionale dedicata alla profumeria artistica e di nicchia, in programma dal 3 al 6 giugno negli spazi dell’Allianz MiCo – Milano Convention Centre. Giunta alla sua sedicesima edizione, la rassegna riunisce ogni anno a Milano centinaia di marchi provenienti da tutto il mondo, trasformando la città nel principale punto d’incontro internazionale per la cultura del profumo contemporaneo. Quest’anno il tema scelto è Sensing the World, un invito a riflettere sul ruolo dei sensi, della memoria e della percezione nella costruzione della nostra esperienza del reale.

In questo contesto, la presenza di Floreani appare meno sorprendente di quanto possa sembrare. Del resto la sua ricerca occupa da molti anni un posto di rilievo nel panorama artistico italiano. Nato a Venezia nel 1956 e attivo da oltre quattro decenni, l’artista ha costruito un percorso che si inserisce in quella che lui stesso definisce la “via italiana all’Astrazione”, una linea che dalle Compenetrazioni iridescenti di Giacomo Balla attraversa il Novecento per arrivare fino ai nostri giorni. Invitato alla Quadriennale di Roma, presente nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2009 curato da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, autore di importanti saggi dedicati al Futurismo e all’astrazione, Floreani rappresenta una figura oggi sempre più rara: quella dell’artista che affianca alla pratica della pittura una costante riflessione teorica sul significato stesso dell’arte. Non sorprende quindi che proprio lui sia stato proclamato Artist of the Year 2024 dai lettori di Artuu, riconoscimento che ha coinciso con un più generale ritorno di attenzione verso la pittura astratta e verso quelle ricerche che, in un’epoca dominata dall’immagine istantanea e dalla comunicazione continua, rivendicano il valore del silenzio, della contemplazione e dell’interiorità. Non a caso, parlando dell’astrazione contemporanea, Floreani ama definirla una forma di “resistenza” al predominio del materiale sullo spirituale e del prezzo sul valore. Una posizione che attraversa tanto la sua attività di pittore quanto quella di saggista e studioso delle avanguardie storiche, da anni impegnato a ricostruire quella che considera la specificità della tradizione astratta italiana.

Al centro di Fare Vuoto si trova uno dei temi più recenti della sua ricerca: la Soglia. Nove opere distribuite nello spazio costruiscono un percorso che invita il visitatore a rallentare, a sospendere il flusso continuo di stimoli che caratterizza una manifestazione come Esxence e a predisporre invece un ascolto più attento e consapevole. Nelle superfici dense e stratificate di Floreani, percorse da incisioni, rilievi e aperture geometriche che si accendono come varchi luminosi, la soglia non è soltanto un elemento compositivo, ma diventa metafora di un attraversamento: il passaggio da uno stato percettivo a un altro, da ciò che appare a ciò che si intuisce. È un tema che negli ultimi anni ha assunto una centralità crescente nel suo lavoro e che si lega alla sua idea dell’astrazione come esperienza conoscitiva e non semplicemente estetica. Nei suoi scritti Floreani ha spesso sostenuto come una parte importante dell’arte astratta contemporanea possa rappresentare uno spazio di riflessione interiore capace di opporsi al materialismo e all’eccesso di rumore che caratterizzano il presente. Non una fuga dalla realtà, ma piuttosto un tentativo di guardarla in profondità. La Soglia diventa così il simbolo di una possibilità di trasformazione, di un passaggio tra differenti livelli della percezione e della consapevolezza. “L’opera”, dice Floreani, “può essere un veicolo per un messaggio di natura spirituale”. Un’affermazione che aiuta a comprendere anche il senso di Fare Vuoto: non un semplice intervento espositivo, ma un invito a rallentare, a prendere distanza dal continuo affollarsi delle sollecitazioni esterne, , per predisporre un ascolto più profondo di sé e del mondo.

Ed è forse proprio questo il punto d’incontro con il mondo del profumo. Perché l’olfatto, più di ogni altro senso, agisce in una zona di confine tra memoria e immaginazione, tra presenza e assenza, tra esperienza fisica e dimensione mentale. In mezzo alle centinaia di fragranze che popolano Esxence, le opere di Floreani sembrano così suggerire una pausa, una sospensione, quasi un invito a ricordare che ogni autentica esperienza sensoriale comincia da un gesto semplice e sempre più raro: fermarsi a guardare, ad ascoltare, a lasciare che un’immagine, un profumo o una forma trovino il tempo di sedimentare dentro di noi.

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Alessandro Riva
Alessandro Riva
Alessandro Riva, critico d’arte e curatore, è nato a Milano nel 1964. Tra le sue mostre principali, ricordiamo: Sui generis - la ridefinizione del genere nella nuova arte italiana (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2001), Totemica (Casa del Mantegna, Mantova, 2001), Italian Factory, The New Italian art scene (Biennale Internazionale d’arte, Venice, Strasburg and Turin, 2003), Street Art Sweet Art (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2007), Crossover (Venezia, Arsenale, 2013), Pop Up Revolution! (Milano, 2015), Unknownmonk (Mosca, 2015), Pop Up Italian Show (Hubei Museum of Arts, Wuhan, China, 2015). Ha collaborato con artisti italiani e stranieri nella realizzazione di progetti sia in Italia che all’estero, curato festival internazionali, libri e monografie su artisti. Tra gli ultimi ricordiamo il volume “Primary Form in Re-idol” di Yue Minjun e “Nicola Samorì” per Liaoning Fine Arts Publishing House. Ha collaborato con Rai2 e Rai3 con il programma “Blu Notte”, e con diverse radio e web tv come giornalista culturale e conduttore di programmi dedicati all’arte. Come giornalista d’arte, ha collaborato con molte testate nazionali, specializzate e non, e ha diretto riviste di settore, come “Italian Factory Magazine” e “Arte In”.

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