In Italia, la cultura continua a generare valore nonostante una disponibilità economica sempre più ridotta. Il comparto culturale si conferma centrale non solo per il turismo, di cui rappresenta la principale attrattiva, ma anche per l’economia interna e la partecipazione sociale. Gli italiani, pur condizionati dall’andamento inflattivo e dalla perdita del potere d’acquisto, dimostrano ancora una propensione concreta al consumo culturale.
Secondo il 21° Rapporto Annuale Federculture, presentato da Alberto Bonisoli, ex ministro della Cultura e oggi direttore dell’Ufficio Studi della federazione, nel 2024 la spesa media mensile per ricreazione, sport e cultura è stata di 104,96 euro. Si tratta di un incremento dell’1,7% rispetto al 2019, che tuttavia si traduce in un calo reale di oltre il 4%, considerando l’aumento del costo della vita. Anche la quota di spesa culturale sul totale delle uscite familiari si riduce leggermente, passando dal 4% al 3,8%.
All’interno di questo quadro complessivo si registrano forti differenze legate all’età e alla composizione familiare. I giovani e le coppie con figli superano abbondantemente la media nazionale, con una spesa culturale mensile che raggiunge i 180 euro. Al contrario, le persone over 65 che vivono sole restano su livelli molto bassi, al di sotto dei 50 euro. La propensione alla spesa, quindi, esiste, ma è selettiva e riflette le disuguaglianze sociali ed economiche.
Uno dei dati più rilevanti del rapporto riguarda la ripresa del settore dello spettacolo dal vivo, che nel 2024 segna un ritorno pieno ai livelli pre-pandemici. Si registrano oltre 3 milioni di eventi, 253 milioni di spettatori e 4 miliardi di euro di spesa complessiva. Il comparto che comprende cinema, teatro, concerti e mostre raggiunge 147,6 milioni di spettatori e una spesa di 2,26 miliardi di euro. In particolare, i concerti pop e rock guidano la crescita, con introiti quasi raddoppiati in cinque anni: da 514 milioni nel 2019 a 989 milioni nel 2024, confermando una domanda sempre più orientata all’esperienza dal vivo e alla dimensione collettiva.
Il teatro si dimostra stabile, con un pubblico fedele e una spesa media elevata. Più debole la ripresa del cinema, che continua a risentire della concorrenza delle piattaforme digitali e resta sotto i livelli del 2019. Al contrario, i musei statali segnano risultati molto positivi: nel 2024 hanno registrato 60,8 milioni di visitatori e 382 milioni di euro di incassi, in crescita del +5,4% nei visitatori e del +21,7% nei ricavi rispetto al 2023. Confrontando i dati con il 2019, l’aumento è ancora più significativo: +11% di ingressi e +57,6% di entrate.
Anche il settore editoriale mostra una tenuta generale. Il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno, con una lieve crescita dei lettori assidui, ossia coloro che leggono 12 o più libri in dodici mesi. Le librerie fisiche si confermano il principale canale di vendita, mentre la quota di titoli pubblicati in formato e-book resta stabile, attestandosi intorno al 45%.
Secondo Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, i dati dimostrano che gli sforzi istituzionali per sostenere la domanda culturale stanno producendo risultati visibili. Tuttavia, sottolinea, “la piena valorizzazione del patrimonio culturale è un processo lungo, da affrontare in modo condiviso”, confermando l’intenzione di mantenere un dialogo costante con Federculture.




