Quando Delacroix inventò l’arte concettuale

In questa rubrica vi raccontiamo storie, aneddoti, gossip e segreti, veri, verosimili o fittizi riguardanti l’arte e gli artisti d’ogni tempo. S’intende che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti sia puramente casuale…

Fu il più grande dei romantici, formidabile disegnatore, pittore inimitabile, dotato di una cultura smisurata e di un ingegno fuori dal comune. Scandalizzò i benpensanti con La morte di Sardanapalo, innovò la pittura di storia, anticipò l’artivismo contemporaneo, cavalcò ogni passione, non si sottrasse a nessuna battaglia, viaggiò in tutto il mondo, studiò e ammirò i classici (e finanche i primitivi) per diventare più moderno dei moderni. Stiamo parlando di Eugène Delacroix, che lo scrittore Tahar Ben Jelloun una volta definì colui che ha “varcato la frontiera dell’immaginario”.

Beh, sapete, fu lui a inventare l’arte concettuale, e non Marcel Duchamp e neppure Joseph Kosuth. Si racconta infatti che un giorno, imbattendosi in un ragazzo che voleva imparare a disegnare, ma non aveva ancora appreso il dono della sintesi né l’arte della buona composizione, dopo averlo ascoltato con attenzione, gli disse: “Vedi, ragazzo mio, tu vorresti disegnare cinquantamila figure in un solo foglio di carta. Ebbene t’insegno io la maniera”. Quello, incuriosito e incantato, gli chiese in che modo.

E Delacroix allora disse: “Disegna un muro e scrivici sopra: ‘Dietro questo muro passano in questo momento cinquantamila uomini’. Avrai più buon successo di me, che sono stato così ingenuo da voler disegnare le cinquantamila persone una per una e per davvero!”.

Le puntate precedenti degli aneddoti sulle vite degli artisti le potete trovare qua:

Picasso e quella strana passione per il bagno

Manet, Monet e quel giudizio velenoso su Renoir

Annibale Carracci, i tre ladroni e l’invenzione dell’identikit

Il prossimo aneddoto sulla vita degli artisti lo trovate qua:

Il senso di Schifano per la logica e per gli affari

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Alessandro Riva
Alessandro Riva
Alessandro Riva, critico d’arte e curatore, è nato a Milano nel 1964. Tra le sue mostre principali, ricordiamo: Sui generis - la ridefinizione del genere nella nuova arte italiana (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2001), Totemica (Casa del Mantegna, Mantova, 2001), Italian Factory, The New Italian art scene (Biennale Internazionale d’arte, Venice, Strasburg and Turin, 2003), Street Art Sweet Art (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2007), Crossover (Venezia, Arsenale, 2013), Pop Up Revolution! (Milano, 2015), Unknownmonk (Mosca, 2015), Pop Up Italian Show (Hubei Museum of Arts, Wuhan, China, 2015). Ha collaborato con artisti italiani e stranieri nella realizzazione di progetti sia in Italia che all’estero, curato festival internazionali, libri e monografie su artisti. Tra gli ultimi ricordiamo il volume “Primary Form in Re-idol” di Yue Minjun e “Nicola Samorì” per Liaoning Fine Arts Publishing House. Ha collaborato con Rai2 e Rai3 con il programma “Blu Notte”, e con diverse radio e web tv come giornalista culturale e conduttore di programmi dedicati all’arte. Come giornalista d’arte, ha collaborato con molte testate nazionali, specializzate e non, e ha diretto riviste di settore, come “Italian Factory Magazine” e “Arte In”.

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