Domenica 20 luglio 2025, alle ore 16:30, presso Porta Nuova a Smerillo (FM), Gianluca Panareo presenterà PRECIPITE. Eco della terra, una performance site-specific curata da Cecilia Casadei, in collaborazione con il coro Equi-voci di Urbisaglia diretto da Cristina Picozzi. L’evento è parte del programma della XV edizione del Festival Le parole della montagna, sotto la direzione artistica di Simonetta Paradisi, e si colloca come unico appuntamento performativo all’interno della manifestazione.
Nel cuore dei Monti Sibillini, in uno scenario naturale di straordinaria potenza, Precipite assume la forma di un concerto installativo per voce, pietra e macchina. Una composizione che non è semplice esibizione ma atto rituale, dove linguaggi apparentemente distanti si intrecciano per interrogare il significato profondo della parola “precipizio”, tema portante dell’edizione 2025 del festival.
La pietra, estratta simbolicamente dal massiccio sibillino, è protagonista tanto quanto il braccio meccanico che l’attiva e il coro che la circonda. Tre presenze che incarnano una tensione tra natura, artificio e spiritualità, in una relazione fatta di ritmo, vibrazione e risonanza. Il gesto della macchina non è freddo né neutro, ma si configura come ritmo arcaico, metronomo per un canto che si innesta nel paesaggio come un’eco primordiale.
Il coro Equi-voci, con la sua tessitura di voci collettive, interviene come memoria del territorio, corpo acustico che accompagna, amplifica e contrasta la brutalità cadenzata del suono generato dalla pietra e dal metallo. Il risultato è una performance immersiva, dove il pubblico non è spettatore passivo ma testimone di un equilibrio instabile, di un dialogo continuo tra vibrazione e silenzio, tra il peso della materia e la leggerezza della voce.
Al centro dell’opera di Panareo vi è una riflessione poetica sull’istante che precede la caduta: il momento sospeso in cui tutto è ancora possibile. Non un evento distruttivo, ma una soglia percettiva, un tempo dilatato che si offre come possibilità simbolica. Il precipizio, in questa visione, non è abisso ma varco, non è fine ma apertura. È vibrazione pura: un modo per ascoltare la terra.
La ricerca di Gianluca Panareo si definisce da tempo nella pratica performativa e installativa, attraverso un linguaggio che integra tecnologie meccaniche, processi fisici e presenza corporea. Nato nel 1988 e attivo tra Pesaro e Milano, l’artista ha un background teatrale e cinematografico, progressivamente destrutturato per arrivare a una sintesi radicale. I suoi dispositivi – tra macchina e rito – sono strumenti per attivare forme di spiritualità laica, capaci di rivelare la densità simbolica del reale.
Precipite si inserisce pienamente in questo percorso, portando all’interno di un contesto paesaggistico e culturale carico di memoria come quello di Smerillo una performance capace di restituire un’esperienza densa di suono, materia e tensione spirituale. La scelta di collocare l’evento all’interno del festival Le parole della montagna, che da quindici anni indaga una parola chiave attraverso arte, filosofia, scienza e poesia, conferma il valore interdisciplinare e profondamente contemporaneo della proposta di Panareo.
Il paesaggio diventa così dispositivo narrativo, luogo di attivazione simbolica in cui l’opera si radica e da cui trae la sua forza. Il pubblico verrà immerso in una scena dove non c’è palco né quarta parete: c’è solo terra, vibrazione, corpo e macchina, in un atto che ambisce a riattivare un contatto profondo con ciò che ci circonda e con ciò che, nel nostro tempo, rischiamo di non percepire più.



