Quale forma assume un’istituzione culturale capace di accogliere davvero la complessità della società contemporanea? Da questa domanda prende avvio Personeper. Verso istituzioni culturali accessibili, la nuova collana in tre volumi pubblicata da Nomos Edizioni, curata da Anna Chiara Cimoli e Domenico Sergi e realizzata in collaborazione con la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Il progetto nasce nel quadro del piano nazionale di formazione dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, sviluppato dalla Scuola insieme al Ministero della Cultura – Direzione generale Musei nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Il risultato è una raccolta editoriale che intreccia ricerca teorica, esperienze sul campo e strumenti progettuali, rivolta alle professioniste e ai professionisti impegnati nella trasformazione di musei, biblioteche, archivi e parchi archeologici.
Al centro della collana emerge un’idea precisa: l’accessibilità rappresenta un principio strutturale dell’istituzione culturale. Coinvolge l’architettura, i linguaggi, le modalità di relazione, la selezione delle storie, la rappresentazione dei pubblici e la distribuzione del potere decisionale. Diventa così un processo aperto, capace di evolvere attraverso l’ascolto, la partecipazione e il confronto con comunità differenti.
In una società attraversata da disuguaglianze, nuove vulnerabilità e trasformazioni profonde, i luoghi della cultura assumono una responsabilità pubblica sempre più ampia. Possono diventare spazi di riconoscimento, cittadinanza e giustizia sociale, nei quali ogni persona trovi occasioni di esperienza, conoscenza e rappresentazione.
I tre volumi di Personeper affrontano questa prospettiva attraverso altrettante dimensioni: quella politica e sociale, quella linguistica e quella spaziale.
Riconoscersi. Rappresentazione, partecipazione, giustizia sociale, a cura di Simona Bodo, analizza il ruolo delle istituzioni culturali nella costruzione di una società democratica. Musei, archivi e biblioteche appaiono come luoghi nei quali elaborare memorie plurali, condividere autorità interpretativa e promuovere forme concrete di partecipazione. Il riconoscimento diventa un atto culturale e politico: riguarda chi viene raccontato, chi prende parola e chi contribuisce alla definizione dei significati.
Il secondo volume, Guardare, leggere, ascoltare. Scritture possibili, curato da Roberta Caddeo, concentra l’attenzione sul linguaggio, inteso come infrastruttura dell’accessibilità. Parole, testi, didascalie e dispositivi di mediazione costruiscono il rapporto tra istituzione e pubblico, determinando la comprensibilità dei contenuti e la qualità dell’esperienza. Il volume affronta la leggibilità, il linguaggio inclusivo, la progettazione partecipata e il contrasto all’hate speech, proponendo una scrittura culturale fondata sull’ascolto e sulla consapevolezza delle relazioni di potere.
Con Fare spazio. La costruzione collettiva dei luoghi, a cura di Fabio Fornasari, l’indagine si estende agli ambienti fisici e relazionali. Lo spazio culturale emerge come esperienza condivisa, costruita dai comportamenti, dagli attraversamenti e dalle interazioni tra persone. Progettare significa allora generare condizioni di accoglienza, orientamento e coabitazione, riconoscendo la pluralità dei corpi, dei tempi e delle modalità di fruizione.
A dare forma visiva alla collana sono le illustrazioni e le mappe concettuali di Giulia De Amicis. Il disegno accompagna il pensiero, rende visibili le connessioni e facilita l’orientamento tra concetti complessi. Sul retro della sovraccoperta di ogni volume compare inoltre una mappa riassuntiva staccabile, utilizzabile come poster e strumento operativo.
Con Personeper, l’editoria diventa una pratica di trasformazione istituzionale. La collana offre conoscenze, domande e metodi per immaginare luoghi della cultura capaci di rappresentare la società nella sua ricchezza, accogliere pubblici diversi e costruire nuove forme di appartenenza.




