Non solo muri: la Pulpa Street Art Gallery porta la cultura urbana nel cuore di Pescara

Si è conclusa da pochi giorni la prima edizione della Pulpa Street Art Gallery all’Aurum di Pescara, e una cosa è evidente: questo evento ha tracciato uno spartiacque deciso per l’arte urbana cittadina. Da qui in avanti, il discorso sulla street art locale non potrà più prescindere da ciò che è accaduto tra quelle sale.

Ventitré artisti — nomi che negli anni hanno alimentato, costruito e amplificato l’ecosistema del Pulpa Festival — sono stati invitati a reinterpretare il tema dell’“urban hero”. Due giorni di tempo, una tela di un metro per un metro, libertà totale. Il risultato? Una costellazione tagliente di sguardi, estetiche e linguaggi che confermano quanto la street art, quando liberata dal muro e portata su tela, possa mantenere intatta la sua forza bruciante.

Il concetto di “Urban Heroes” è da sempre la vena pulsante delle attività del Pulpa al di fuori del contesto strettamente murale: iniziative che restano contaminate dalla cultura street, anche quando si spostano su formati più “convenzionali”.

Il Pulpa Festival: facciamo un passo indietro

Pulpa nasce come street art festival e nel 2025 arriva alla sua quinta edizione. Ogni anno cresce: nuovi artisti, nuovi muri, nuove storie. È grazie al Pulpa se molti quartieri di Montesilvano — comune satellite di Pescara — oggi possono vantare un patrimonio visivo che arriva da ogni parte del mondo.

Per questo autunno, l’organizzazione ha scelto di deviare dal percorso consueto e tentare una mossa più strategica: portare il festival al chiuso, con live painting e musica dal vivo. Un passaggio necessario, quasi inevitabile: permettere agli artisti di raccontare non solo l’opera finita, ma il processo, l’istinto, l’errore, la scelta. E offrire al pubblico un’occasione per capire come un linguaggio nato sui muri possa sopravvivere e trasformarsi sulle tele, senza perdere voce, ritmo e urgenza.

Ho trascorso due giorni insieme agli artisti e a Enrico Peca, il motore instancabile del Pulpa. Tra cavalletti montati al volo, corse in furgone per materiali e aggiustamenti dell’ultimo minuto, mi ha raccontato la scintilla che ha acceso lo spin-off:

“Da tempo cercavo un modo per dare spazio agli artisti qui, nel mio territorio, senza aspettare l’estate e i muri disponibili. Dopo alcuni test fuori città, ho deciso di rischiare e creare questo spin off, la Pulpa Street Art Gallery. Qualcosa che a Pescara e forse in Italia mancava. I muri diventano il primo esercizio, il luogo in cui si impara a riconoscere un segno, un colore, una voce. Mi interessa che chi vive qui possa riconoscere un tratto per strada e poi ritrovarlo in una stampa da portare a casa. L’educazione all’arte nasce così: da un bambino che si innamora di un murale, da una mamma che gli racconta chi l’ha fatto, da un artista che non è lontano ma vicino, raggiungibile. È questo il senso della Pulpa Street Art Gallery: trasformare lo sguardo quotidiano in un seme, e lasciarlo crescere”

Devo ammettere che il rischio c’è stato, e non è stato piccolo. Però il grande coraggio di fare una cosa totalmente al di fuori degli schemi è stato ripagato da un flusso continuo di visitatori, non solo pescaresi: cittadini da tutto l’hinterland sono arrivati all’Aurum per assistere a qualcosa che mancava da troppo tempo.

L’Aurum non è solo uno spazio espositivo, ma è un simbolo e quale miglior posto per portare qualcosa del genere? Trasformato nel 1919 in distilleria dalla famiglia Pomilio, grazie a una comunicazione avanguardistica è diventato luogo fondamentale della città di Pescara e sede di un prodotto destinato a diventare un’icona: l’Aurum, il liquore dal nome coniato da Gabriele d’Annunzio. Dentro quelle mura, tra arte, storia e cultura, è sempre esistito un certo magnetismo creativo. Oggi, quindi, ospitare un evento come “Pulpa Street Art Gallery” non è un caso: è un ritorno naturale alla vocazione originaria del luogo, una nuova forma di distillazione: non più di liquori, bensì di stili, visioni e linguaggi.

Gli autori dei live painting — ora parte della nuova galleria d’arte itinerante del festival — sono:
Andrew Tosh, Antonino Perrotta, Attilio Spagnuolo, Luca Barcellona, Edoardo Ettorre, Emeid, Ipman, Luca Ledda, Mandi Oh, Mrfijodor, Neve, Piera Mattioli, Refreshink, Rizek, Samuele Romano, Tony Gallo, Tris, Vittorio Valiante.

A loro si affiancano i nuovi talenti selezionati dal Pulpa:
Valentina Coletta, Eduarda Suchek, Valentina Lenti, Greta Danese.

Le loro opere inizieranno un lungo viaggio in Italia, tra nuovi allestimenti ed esposizioni, fino a trovare una nuova dimora: saranno infatti acquistabili durante gli eventi.

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disagian
disagian
Da oltre 10 anni archivio e condivido storie legate a street art e graffiti writing. Ho ideato e registrato il primo podcast in Italia in cui si parla solo ed esclusivamente di questi temi dal titolo Disagismi Urbani. Faccio le foto ai muri, documento in video i miei viaggi e racconto le città in maniera alternativa

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