Geometrie essenziali, nastro adesivo e grandi capolavori. Dal 15 maggio al 16 giugno 2026, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ospita “EGO – Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori”, mostra personale di No Curves a cura di Antonello Grimaldi negli spazi della Sala del Foro Romano. Il progetto porta il linguaggio dell’artista dentro uno dei luoghi simbolo della memoria artistica milanese, costruendo un dialogo tra pittura del passato, cultura urbana e identità contemporanea.
La mostra parte da un gesto visivo netto: intervenire sui protagonisti della storia dell’arte attraverso il balaclava, trasformando il passamontagna da simbolo di anonimato urbano a maschera universale. Non più soltanto occultamento, ma dispositivo critico per riflettere sull’ego dell’uomo contemporaneo, sulla sovraesposizione digitale e sul bisogno costante di costruire un’immagine di sé nello spazio pubblico dei social media.
Attraverso il nastro adesivo, No Curves destruttura l’iconografia classica senza cancellarla. I personaggi dei capolavori vengono tradotti in un nuovo codice visivo, fatto di linee, campiture, tagli geometrici e riferimenti alla strada. Il passato resta riconoscibile, ma viene attraversato da un’estetica urbana che ne modifica la percezione e lo porta nel presente.
Nel percorso espositivo, le figure rinascimentali e storiche diventano presenze metropolitane. Il Musico di Leonardo da Vinci assume i tratti di un DJ contemporaneo, dove il confine tra artista e influencer si fa sempre più sottile. Il ritratto di Michel de l’Hospital di Moroni diventa un gentleman urbano, immagine di una società fondata sull’apparire. Le opere ispirate a Caravaggio aprono invece una riflessione sul valore, sulla memoria e sull’immaginario popolare, mentre il ritratto di Napoleone viene ricondotto alla dimensione quotidiana di un lavoratore comune. A completare il percorso, la figura di Giuseppina Negroni Prati Morosini, reinterpretata come icona femminile contemporanea.
Accanto alle riletture dei capolavori, la mostra presenta anche due serie inedite. Maschere Silenziose introduce una sperimentazione sul vetro, materiale che diventa metafora di una società fatta di barriere invisibili e fratture sociali concrete. Metamorfosi di Carta lavora invece sull’estetica patinata delle riviste, generando nuove identità e nuove maschere dell’ego contemporaneo.
EGO costruisce così un ponte tra museo e strada, tra arte classica e cultura visuale contemporanea, tra volto e maschera. Nel lavoro di No Curves, il nastro adesivo diventa quindi linguaggio, ovvero uno strumento capace di rendere contemporanei i capolavori senza privarli della loro memoria. Dentro l’Ambrosiana, l’artista mette in scena una domanda semplice e disturbante: quanto resta dell’identità quando l’immagine prende il posto del volto?




