“Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me”: l’animazione AI che conquista la Cina e apre il dibattito sul futuro dell’intrattenimento

Un titolo dal sapore fantasy, personaggi che sembrano usciti da una strana combinazione tra “Il Trono di Spade” e il folklore cinese, oltre 170 milioni di visualizzazioni su Douyin e Bilibili, e una trama talmente surreale da sembrare un esperimento più che un prodotto finito. “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me”, una micro serie drammatica di produzione cinese completamente generata dall’intelligenza artificiale, senza alcun apporto di attori in carne e ossa, è diventata in poche settimane un fenomeno virale in Cina, attirando l’attenzione più che per la qualità per l’assurdità delle sue scelte visive e narrative. Un grandioso e magnifico delirio di immagini e narrazioni, a metà tra il sogno di fine estate e l’incubo. 

La serie è stata realizzata attraverso strumenti di intelligenza artificiale, che hanno permesso di creare in tempi rapidissimi un’animazione ibrida tra immagini generate, montaggio automatico e sequenze narrative ridotte all’osso. Il risultato però è un collage visivo ancora “grezzo”, caratterizzato da movimenti goffi, transizioni imprecise e personaggi che cambiano fisionomia di scena in scena. La serie è composta da video di pochi minuti suddivisi in una cinquantina di episodi. Tra le scene più discusse in rete quelle che vedono la protagonista abbattere la tana del demone nemico con un escavatore, un personaggio maschile che partorisce cuccioli di volpe e un antagonista finale che richiama le figure giocattolo Labubu di POP MART, l’oggetto di culto del 2025. 

Non sono emerse indicazioni ufficiali su un distributore o produttore specifico della micro serie, ma il massiccio numero di visualizzazioni suggerisce una forte presenza sui principali servizi di short video cinesi, in particolare Douyin, la versione cinese di TikTok, e Bilibili, piattaforma di riferimento per la condivisione di video tanto assurdi quanto virali. In questo contesto, caratterizzato da contenuti “instant” e fruizione rapida, “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me” appare come un prodotto imperdibile e particolarmente sopra le righe. Lo si legge anche nei commenti online, in bilico tra “non riesco a smettere di guardarlo”, a quanto “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me” sia però anche in grado di generare quell’attaccamento che solo il mix tra tecnologia e confusione creativa sa in qualche modo alimentare. E se molti utenti sottolineano l’incoerenza narrativa e la scarsa qualità tecnica, tanti altri hanno contribuito al successo mostruoso della microserie, confessando di non riuscire a staccarsi dallo schermo. È un meccanismo che ricorda le dinamiche dell’intrattenimento “trash”: più il contenuto è caotico, più diventa ipnotico e condivisibile.

Un mercato che sperimenta

In Cina, l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva è già diffuso, soprattutto nei cortometraggi drammatici realizzati in serie e nei contenuti a basso costo destinati al web. “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me” rappresenta però un passo ulteriore: dimostra come l’estetica generata dall’AI, anche quando imperfetta, possa trovare un pubblico disposto non solo ad accettarla, ma persino a celebrarne alti e bassi come fenomeno culturale, tra pop e trash.

Il successo di questa serie apre un interrogativo per l’industria dell’intrattenimento: fino a che punto la viralità può sostituire la qualità? Prodotti come la serie cinese generata dall’IA sembrano suggerire che la soglia di attenzione e l’impatto immediato contino più della coerenza narrativa o della cura estetica. Una tendenza che rischia di modificare il modo in cui vengono concepiti i contenuti digitali, spingendo i produttori a privilegiare quantità, rapidità e capacità di sorprendere, anche a scapito della tradizione narrativa.

Del resto, un colosso dell’intrattenimento made in China come COL sta puntando con decisione sulla realizzazione di una filiera produttiva esclusivamente dedicata alle “micro serie”: oltre 1000 titoli distribuiti in mandarino e in inglese e un successo globale come “From rags to rank one”, che ha raggiunto 238 milioni di visualizzazioni in un solo giorno, con una media di 77 minuti di visualizzazione per utente e oltre un miliardo di visualizzazioni cumulative in Cina. Il prossimo passo? Naturalmente è l’integrazione dell’intelligenza artificiale non solo nei processi produttivi ma anche in quelli creativi ed espressivi. 

Resta da capire se “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me” rimarrà un episodio isolato, una sperimentazione estrema, oppure, come sembra, rappresenta l’inizio di un nuovo paradigma. L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento al servizio della creatività, ma si sta trasformando in un linguaggio culturale autonomo, capace di ridefinire le aspettative del pubblico e i modelli di consumo. “Nine-Tailed Fox Demon Falls for Me” non sarà ricordata per la sua qualità artistica, ma per aver dimostrato che nell’ecosistema digitale contemporaneo anche il caos può diventare un prodotto di successo.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Valentina Monarco
Valentina Monarco
Nata a Napoli, laureata in scienze politiche, giornalista professionista dal 2009. Ha iniziato come ufficio stampa e addetto alla comunicazione per enti e istituzioni del territorio, collaborando con diverse testate nazionali e locali. Oggi è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di iniziative che uniscono storia, territorio e sperimentazione, e collabora con diverse realtà, locali e nazionali, come giornalista freelance, esplorando nuovi racconti e progetti culturali.

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