Nel salotto degli spiriti: Fata Morgana riporta in vita le visioni di Palazzo Morando

Si racconta che la contessa si aggiri nella notte negli ambienti della casa. Singolari movimenti di mobili, rumori non identificati, ombre che scappano dietro le porte e voci che sussurrano. La contessa è Lydia Caprara di Montalba (1876-1945) insieme al marito Gian Giacomo Morando Attendolo Bolognini (1855-1919), ha vissuto a Palazzo Morando, oggi sede della collezione di Costume e Moda del Comune di Milano, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, data della sua dipartita. Nata da una ricchissima famiglia di banchieri, aveva trasformato il suo salotto in un punto di riferimento per la città e per le nobildonne della sua epoca, in un ambiente che guardava alla medianità, allo spiritismo, all’esoterismo e alla scrittura automatica.  

Fata Morgana: memorie dall’invisibile 2025.
Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Marco De Scalzi

Un fil rouge lega la storia del luogo e la nuova mostra Fata Morgana: memorie dall’invisibile prodotta dalla Fondazione Trussardi, che da quasi trent’anni di attività, di cui ventitré sotto la direzione artistica di Massimiliano Gioni, lavora come un’identità nomade attraverso incursioni in spazi pubblici e privati inseriti nel tessuto cittadino, diventando “un laboratorio diffuso di esperienze e immaginazione”, come dichiara la presidente Beatrice Trussardi

La mostra, visitabile fino al 30 novembre, si snoda negli ambienti labirintici del museo, partendo dalle suggestioni del poema “Fata Morgana”, scritto nel dicembre del 1940 da André Breton (1896-1966), teorico del movimento Surrealista, che ne aveva redatto i manifesti, di cui il primo nel 1924. Ma anche guardando al lavoro della pittrice svedese Hilma af Klint (1862-1944), cui è dedicata un’intera stanza al piano nobile, con 16 opere esposte per la prima volta, Primordial Chaos, parte di una serie, che indaga l’origine della creazione. L’artista è stata la prima a essersi avvicinata all’astrazione, sulla scia del suo interesse per il mondo ultraterreno, complice anche la prematura perdita della sorella più piccola. 

Fata Morgana: memorie dall’invisibile 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Marco De Scalzi

Oltre duecento le opere suddivise in più sezioni, iniziando dal piano terra avvolto dall’oscurità, così come le tematiche affrontate. È facile incrociare nella parte dedicata a Spiriti Guida, Medium e Mistiche e Il Messaggio automatico opere di Georgiana Houghton, Annie Besant, James Tilly Matthews e i preziosi ricami sul tessuto di Johanna Natalie Wintsch. Immagini fotografiche d’epoca mostrano le sedute spiritiche svolte intorno ai tavoli da Linda Gazzera e dalla spiritista Eusapia Palladino, interpretata nel video monocanale “The Book of Evil Spirits”, del 2015, da Chiara Fumai. Ma anche disegni e pitture che sono l’esito di esperienze riferite a fenomeni paranormali, come l’ampio esempio di artisti autodidatti: Augustin Lesage, Fleury-Joseph Crépin, Fernand Desmoulin e i collage di Nadja (Léona Delcourt), protagonista del libro omonimo di André Breton. Diversi i linguaggi utilizzati, come l’opera radiofonica di Antonin Artaud, censurata prima della sua messa in onda nel 1948, oppure il video “La coquille et le dergyman”, del 1928, di Germaine Dulac, primo film surrealista anticipatore del cinema d’avanguardia, in cui aveva collaborato lo stesso Artaud nella stesura della sceneggiatura. 

Fiori e piante riprese dai manuali di botanica e da un immaginario ultraterreno, la rappresentazione di corpi femminili e immagini che rivestono un potere salvifico, sono raccontate nelle sezioni Giardini cosmici, Le voci dello spirito, Fiori di carne e Salvare il mondo. Fantasiose formazioni nei disegni di Madame Favre e di Minnie Evans, nei dipinti dalle forme biomorfe di Lily Stockman, o in quelle geometriche di Emma Kunz. Gli acquerelli degli anni ’40 di Carol Rama mostrano donne dalle bocche rosse, celebrate anche nel lavoro preparatorio per l’opera monumentale The Dinner Party di Judy Chicago, o nella figura aliena di Andra Ursuta. Il colore esplode nelle serigrafie dell’ex suora Corita Kent, e nella pittura della predicatrice Sister Gertrude Morgan. Il corto d’avanguardia di Kenneth Anger, uno della serie di nove film sperimentali, indaga l’occulto e i suoi rituali, così come i dipinti di Marian Spore Bush, sono l’esito di esperienze medianiche. L’installazione World Rescue Project, di Vanda Vieira-Schmidt è costituita da fogli disegnati durante il suo lungo ricovero psichiatrico, che diventano simbolo della lotta contro il male. 

Fata Morgana: memorie dall’invisibile 2025.
Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Marco De Scalzi

Il corpo si libera da costrizioni e organi al piano nobile, come cita il titolo della sezione Corpi senz’organi, che richiama il pensiero teorizzato da Gilles Deleuze e Pierre-Félix Guattari, e prima ancora da Artaud, proprio nel film in mostra. Un corpo che diventa un campo di forze, libero di muoversi. Emblematico il lavoro di Goshka Macuga che riempie una teca del museo con la scultura Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, sospesa tra due sedie. Corpi che indagano la dimensione terrena e interiore nelle maquette di Guglielmo Castelli, nelle maschere dipinte di Paulina Peavy, negli abiti prodotti da Giuseppe Versino durante la sua permanenza in un ospedale psichiatrico, e nella colonna smaltata di Chiara Camoni che mima la natura. Se il video (incompiuto) Witch’s Cradle (La culla della strega) del 1943 di Maya Deren ha come soggetto la stregoneria e le sue ritualità (soprattutto il Vudù), la culla, ma questa volta con una bambola al suo interno, si materializza nella teca di Rosemarie Trockel e Günter Weseler, in un’ambientazione surreale e inquietante. Immagini di una vita primordiale futuristica che anticipano la sezione Immagini primordiali con i lavori, tra gli altri, di Olga Fröbe-Kapteyn e Emma Jung Rauschenbach, che ruotano intorno alla dimensione dell’inconscio, degli archetipi e del mito, insieme ai fantasmi dipinti da Giulia Andreani con la tecnica del monocromo di grigio Payne. 

Fata Morgana: memorie dall’invisibile 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Marco De Scalzi

Il mimetismo riecheggia nell’ultima sezione Simulacra, ambientata nelle stanze sontuose tra stucchi, specchi e arredi eleganti, come l’incontro della pittura custodita nel portagioie antico di Dominique Fung sul tavolo nella stanza cinese con vasi e pareti decorate. Camouflage perfetto anche per la scultura sdraiata sul pavimento di Jill Mulleady, che evoca santi e martiri, o l’opera sonora curata da Andreas Fischer e Thomas Knoefel con la collaborazione di Melvyn Willin, che raccoglie i suoni provenienti dalle sedute spiritiche dall’inizio del secolo scorso. Il percorso si chiude con il video “La Gola” del 2024, di Diego Marcon, che racconta il melodramma tra i sogni e gli incubi dei suoi protagonisti, Gianni e Rossana, attraverso un susseguirsi di sguardi tra chi è osservato (i protagonisti) e chi guarda (il pubblico). La mostra Fata Morgana sollecita lo spettatore a soffermarsi sulle potenzialità della visione, non solo guardando alla realtà fenomenica, ma soprattutto accogliendo e dando “forma all’invisibile”. 

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