Milano, la città che sale. Una mostra a episodi per raccontare i protagonisti dell’arte e della cultura milanesi

Continua lo speciale progetto espositivo “Milano città che sale“, allestito nei 200 metri quadrati della Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore, trasformati in uno spazio mutevole e in continuo rinnovamento, che invita alla scoperta della città attraverso le anime più visionarie dall’immediato secondo dopoguerra fino agli inizi del XXI secolo che hanno segnato la storia culturale di Milano, intrecciando connessioni fra letteratura, arte, teatro, comunicazione e design, linguaggi e sperimentazioni, delineando cosi una narrazione complessa e affascinante della città, come crocevia di pensiero e creatività. La progettazione è a cura di Fabio Vittucci, direttore editoriale di Scalpendi, la casa editrice milanese fondata nel 2003, che ha avviato e realizzato diversi progetti di collane innovative e sperimentali per una nuova visione editoriale. Pubblica una vasta gamma di libri sull’arte, dall’archeologia all’arte contemporanea, includendo saggi storico-artistici, cataloghi di mostre, monografie su singole opere e volumi dedicati al restauro.

Elio Vittorini sul marciapiede del Naviglio Mondadori Portfolio Angelo Cozzi


Il format è molto originale: si tratta infatti della prima mostra “a episodi”. La serialità è conosciuta in letteratura da tempo, con l’obiettivo di ampliare e fidelizzare il pubblico di lettori: basti pensare a Zola, Joyce, Balzac, o Collodi. Esempi classici a puntate pubblicati su periodici e riviste come Il Conte di Montecristo di Dumas e Guerra e pace di Tolstoj. In televisione come sappiamo le serie fidelizzano il pubblico. Perché dunque non applicarla all’arte? Da qui la casa edtrice Scalpendi ha ideato un percorso pioneristico, dal 14 luglio 2025 al 18 gennaio 2026. La mostra è composta da sette episodi/esposizioni, ciascuno della durata di 21 giorni. Ogni tre settimane, una nuova installazione sostituisce la precedente, proponendo una nuova prospettiva sul ruolo di Milano nel contesto contemporaneo, sul piano intellettuale e artistico, ma anche imprenditoriale e culturale. Il progetto si fonda su una rete di collaborazioni di alto profilo, con prestigiose istituzioni culturali e archivi, garantendo rigore scientifico e qualità narrativa tra cui l’APICE dell’Università degli Studi di Milano, la Fondazione Gramsci di Roma, Casa Testori, l’Archivio Studio Origoni Steiner il Dams e il Centro Ricerche Attore e Divismo di Torino, l’Archivio Giancolombo di Milano, l’Archivio Fotografico Mondadori Portfolio, e tanti altri.

03_Albe e Lica anni ’60 Foto Mulas Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati

Dopo le prime “puntate” dedicate a Elio Vittorini, Giovanni Testori, Albe Steiner, il Laboratorio di Comunicazione Militante, tuttora in corso fino al 26 ottobre, a novembre dal 3 al 23, sarà la volta di Milanottanta: aspetti del sistema artistico e culturale a Milano a cura di Davide Colombo. Seguirà dal 1 al 21 dicembre, Paolo Rosa: disegnare il nuovo, a cura di Andrea Balzola. Ci porta nel 2026, l’ultimo episodio, La Spinatelli. La realtà dell’illusione, a cura di Fabio Vittucci. La casa editrice Scalpendi ha dedicato a questa famosa scenografa e costumista milanese legata agli innumerevoli allestimenti scaligeri, alla danza internazionale e al lungo sodalizio con Giorgio Strehler, un volume dallo stesso titolo.
Innovativa anche sul piano tecnologico, la mostra adotta la telepresenza robotica, consentendo un’esperienza personalizzata e accessibile anche a distanza. A differenza delle tradizionali visite virtuali, grazie a questo corpo robotico Double 3 su due ruote, è il “visitatore” stesso a decidere in autonomia il proprio percorso all’interno dello spazio espositivo, personalizzando l’esperienza e partecipando attivamente alla visita. Una scelta che allarga il pubblico ma che al tempo stesso apre riflessioni su come cambia la fruizione stessa dell’esperienza culturale nello spazio museale. La tecnologia del resto ha già avuto un impatto significativo sul modo in cui visitiamo i musei, offrendo nuove opportunità ed esperienze interattive. Molti musei hanno sviluppato app per visitare gli spazi sullo smartphone che offrono informazioni dettagliate sulle opere esposte, per riuscire ad attrarre, coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico, sempre più esigente e sempre più informato.

Studio Luisa Spinatelli con le maschere per i Giganti della montagna


Il titolo La citta che sale riprende quello del celebre dipinto di Umberto Boccioni del 1910 (oggi conservata al MoMA di New York) considerato uno dei più fulgidi e riusciti esempi della poetica futurista. In un turbine di colori, scie cromatiche, movimento e velocità, immortalava il dinamismo di una città in rapida trasformazione. Una trasfigurazione espressiva di un soggetto realistico, il cantiere di una periferia urbana di Milano, Piazza Trento, nella quale stava per essere costruita una vasca di raffreddamento per la nuova centrale elettrica, che il pittore vedeva dalla finestra della sua abitazione.
Quel titolo evocativo sembra anche voler essere un monito – la città cresce davvero, se ha la capacità di restare un laboratorio vivo di cultura e di creatività. Di innovazione sociale di interazione. È questa tensione, non la lo skyline dei grattaceli a restituire il ritmo della Milano che conta: la stessa energia irregolare e impetuosa che Boccioni aveva intrappolato nel vortice delle pennellate della sua tela. Perché come ci ricorda Italo Calvino (moriva 40 anni fa) ne Le città invisibili (1972), le città non sono solo loghi fisici, “ma sono fatte di memoria, di desideri, sono luoghi di scambio, non soltanto di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi” che riflettono le interazioni umane.

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Cristina Tirinzoni
Cristina Tirinzoni
Cristina Tirinzoni, laureata in scienze politiche, igornalista professionista di lungo corso e critico teatrale, iscritta all’Associazione Nazionale Critici di Teatro, ha collaborato con le maggiori testate femminili, occupandosi delle pagine di cultura, libri, arte, teatro, psicobenessere. Convinta che la bellezza (forse) salverà il mondo e che non si finisce mai di scoprire e di raccontare grandi e piccoli costruttori e seminatori di bellezza. Ha pubblicato due libri di poesie Sia pure il tempo di un istante (Neos edizioni) e Come un taglio nel paesaggio (Genesi editore).

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