Milano Design Week: sostenibilità e consapevolezza per un domani che è già oggi. I progetti più interessanti

Mondi Connessi: è il tema di Fuorisalone 2025, evento che va ad inserirsi in una serie di importanti e numerosi appuntamenti per quella che sarà – a breve – la Milano Design Week. Un tema attuale e dal molteplice significato, che non rimanda esclusivamente ad una connessione di tipo tecnologico quanto anche e soprattutto ad un anelato e ritrovato rapporto con l’ambiente e la Natura, “immaginando il design come sempre più impegnato a ridurre il proprio impatto ecologico. Progetti che mostrano come tecnologie sostenibili e energie rinnovabili possono connettersi nei contesti urbani e domestici.”

Tra architettura, arte contemporanea e moda, l’ecosostenibilità ci appare sotto diverse forme. Passa dai materiali, come nel caso di Nazena: dedicandosi al riciclo degli scarti tessili, la start-up innovativa declina un nuovo modo di interagire con l’interior design, con soluzioni estetiche e funzionali per spazi a misura d’uomo – e consapevoli. Fibre riciclate vengono utilizzate per pannelli decorativi, piastrelle, rivestimenti e complementi d’arredo. L’evento Text-ures, presso la sede di Via Ponte Vetero 2, permetterà ai visitatori di scoprire il processo di trasformazione, stimolando una riflessione profonda sul ciclo di vita dei prodotti. Il collettivo statunitense Unless, invece, presenterà la sua linea di abbigliamento sportivo realizzato unicamente con materiali vegetali naturalmente smaltibili, dimostrando che un mondo senza plastica è realmente attuabile e possibile. In collaborazione con Under Armour, la loro presenza alla Milano Design Week garantisce la battaglia contro la fast fashion che continuerà a ricoprire il pianeta di plastica, unless

Gucci | Bamboo Encounters celebra poi il pionieristico utilizzo di questa straordinaria pianta in quelle che sono state la storia e l’identità dello storico brand di moda. Materiale resistente, leggero ma rubusto, sostenibile ed ecocompatibile per eccellenza: ne sono celebri i manici delle small tote bags, ma non solo. Progettata dallo Studio 2050+, la mostra vede famosi designers cimentarsi con la reinvenzione e la ricontestualizzazione del bambù, per risultati inediti e audaci.  

E ancora spunta nel quartiere CityLife l’installazione di una scultura gonfiabile e monumentale che ricicla il nylon degli spinnakers: è collegata alla North Sails, all’amore per il mare e al designer Marco Oggian che per la Design Week rielabora con una capsule-collection alcuni dei capi iconici dell’azienda – felpe, t-shirt, sailor jacket e costumi da bagno – con la sua marcata ironia meditativa. Questa duplice progettualità non solo sottolinea l’impegno profuso da North Sails nell’ambito della sostenibilità, ma attraverso l’installazione ci suggerisce di guardare alla vela con gli occhi di un bambino, ritrovando la passione non solo per lo sport in sé e per sé ma anche per il mare e per la sua salvagaurdia.

Mondi Connessi trova poi una compiutissima interpretazione nel progetto Portanuova Vertical Connection, in Piazza Gae Aulenti. Qui, un fitto e continuo dialogare tra le parti di installazione, tecnologia e natura lascia spazio a fruizioni di incredibile rilevanza: un vero e proprio percorso pedonale all’interno di una struttura modulare e sostenibile realizzata in layher, arricchita da alberi e allestimenti vegetali che integrano il tutto nel già presente verde urbano. Grazie alla presenza di videowall, l’esperienza potrà essere personalizzata dai visitatori, che tramite l’intelligenza artificiale attiveranno contenuti personalizzati per una passeggiata unica, al termine della quale sarà possibile “adottare” gli alberi usati nella scenografia. Il progetto, realizzato dallo studio Evastomper con il supporto scientifico del Prof. Stefano Mancuso, rafforza il legame tra comunità e ambiente, impegnandosi a restituire alla Natura ciò che essa stessa ha donato, ipotizzando la consapevolezza della Città del Futuro.

Sulla stessa scia si colloca la Manifesto House di Muji, con ingresso libero presso il Giardino Pippa Bacca. Il brand – no brand – giapponese noto per la sua strategia minimal ( e senza logo) riscontrabile nei suoi prodotti – che spaziano da cancelleria, abbigliamento, elettrodomestici, a prodotti per la casa – crea con lo studio francese 5∙5 una microarchitettura in cui confluisce tutta la filosofia giapponese: dagli oggetti Muji trasformati attraverso l’upcycling, alla raccolta dell’acqua piovana, dall’utilizzo di materiali sostenibili a soluzioni innovative di isolamento termico grazie a tessuti riciclati.

E se Pelagic.earth ha ideato quella che sarà l’installazione immersiva “The Core Matter of Design // End—of—Life Plastics Manufacturing“, al fine di invitare a guardare i “rifiuti” come un’opportunità per cambiare il mondo,  pare infine, che tra gli innumerevoli progetti presenti in una delle settimane più importanti dedicate al design (e al futuro della sostenibilità), Ikea abbia trovato il giusto titolo a quello che dovrebbe essere già oggi il nostro domani: l’esposizione “Do something. Change Everything” mostra come anche la più piccola delle azioni crei a catena un susseguirsi di reazioni positive.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Marina Piccola Cerrotta
Marina Piccola Cerrotta
Marina Piccola Cerrotta nasce a Napoli nel 1991. Studia Antropologia e Storia dell'arte, conseguendo la Laurea Magistrale presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Vince poi il concorso Generazione Cultura e frequenta la LUISS Business School. Dopo le esperienze di redattrice per Vesuviolive e Fanpage, cura nel 2018 la mostra "Forcella Reigns", di Francesca Bifulco e Alex Schetter, a Los Angeles. Ha collaborato al reparto cretivo e come art consultant delle gallerie d'arte Liquid art system. Nel 2023 pubblica il suo libro "Una limonata blu", edito da Guida Editori con la prefazione del Prof. Marino Niola.

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