Milano approda in Laguna: le “Visioni Urbane” di Claudia Ferrarini trasformano Venezia in un ponte tra due città

Tra le calli veneziane affiora il profilo di Milano. Non come semplice citazione o suggestione, ma come paesaggio emotivo, fatto di scorci, architetture, memoria e dettagli che diventano racconto. È questo il cuore di Visioni Urbane, la mostra di Claudia Ferrarini ospitata fino al 30 settembre  negli spazi del BW Premier Collection CHC Continental Venice, un progetto che consolida la tradizione dell’hotel come luogo di dialogo tra ospitalità e arte contemporanea.

L’esposizione costruisce un ideale asse tra due città che, pur profondamente diverse, condividono una lunga storia di scambi culturali. Venezia accoglie così l’immaginario di un’artista milanese che da oltre trent’anni attraversa linguaggi differenti – dalla pittura all’illustrazione, fino al tatuaggio artistico – mantenendo sempre riconoscibile una cifra espressiva capace di coniugare rigore tecnico e sensibilità narrativa.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso due nuclei distinti ma complementari. Da una parte, grandi dipinti a olio in cui il richiamo alla classicità greco-romana diventa occasione per riflettere sul valore senza tempo della figura, della natura e del simbolo. Ferrarini recupera un immaginario archetipico e lo restituisce con una pittura intensa, materica, capace di dialogare con la contemporaneità senza rinunciare alle proprie radici.

Dall’altra emerge il volto più intimo dell’artista attraverso gli acquerelli realizzati en plein air, raccolti nelle serie La mia Milano e Le Chicche di Milano. Qui lo sguardo si posa sulla città con un’attenzione quasi affettiva: lo Stadio di San Siro, il Castello Sforzesco, Brera, ma anche fregi, cortili, fontane e particolari architettonici che spesso sfuggono alla frenesia quotidiana. Non si tratta di vedute celebrative, bensì di una geografia sentimentale che invita a riscoprire la dimensione nascosta del capoluogo lombardo.

La serie Le Chicche di Milano è nata da un paziente lavoro sul territorio e diventata negli ultimi anni un fenomeno seguito anche sui social. Ferrarini trasforma dettagli apparentemente marginali in protagonisti dell’opera, facendo emergere storie, curiosità e stratificazioni che raccontano la città ben oltre la sua immagine più nota. È un invito a guardare Milano con occhi nuovi, lasciandosi sorprendere dalla ricchezza del suo patrimonio diffuso.

Claudia Ferrarini, Bar Basso, ph courtesy dell’artista

L’allestimento veneziano aggiunge un ulteriore livello di lettura. Le opere dedicate a Milano trovano infatti spazio in una città che ha fatto della contaminazione culturale uno dei propri caratteri distintivi. Il dialogo tra le due realtà urbane non è soltanto geografico, ma diventa simbolico: due identità differenti si riflettono l’una nell’altra attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Accanto all’esposizione prende forma anche il racconto di un percorso professionale che continua a evolversi. A Milano, infatti, lo Studio-Atelier di Claudia Ferrarini si prepara a inaugurare, dall’autunno 2026, una nuova stagione di attività culturali con workshop e sessioni di pittura en plein air aperti al pubblico. Un’estensione naturale della sua ricerca, fondata sull’incontro tra esperienza artistica, osservazione della realtà e condivisione.

Con Visioni Urbane Claudia Ferrarini costruisce una narrazione visiva in cui la città diventa memoria, identità e luogo dell’immaginazione. Portarla a Venezia significa affidare questo racconto a uno scenario che, da sempre, vive di riflessi e di incontri. Ne nasce un dialogo delicato tra due capitali della cultura italiana, unite da un percorso che restituisce all’arte la capacità di creare connessioni, oltre i confini geografici e oltre le immagini più prevedibili delle città.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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