“Mettila da parte”: il nuovo podcast di Hubove Studio tra vissuto personale e creatività condivisa

Con il podcast “Mettila da parte”, Eleonora Rebiscini e Matteo Catania – fondatori di Hubove Studio – inaugurano un nuovo capitolo della loro ricerca editoriale e creativa. Dopo anni di lavoro come consulenti, docenti e content creator, i due hanno scelto di mettere in voce non solo le competenze maturate nel campo della comunicazione e delle arti digitali, ma anche le esperienze personali e professionali che hanno segnato il loro percorso.

L’idea nasce da un’esigenza precisa: sottrarsi al ritmo accelerato e frammentato dei social per aprire uno spazio più intimo, narrativo e riflessivo, in linea con la filosofia di lungo formato che da tempo caratterizza i progetti di Hubove Studia, la società di consulenza fondata da Rebiscini e Catania che unisce pratiche editoriali, consulenza strategica e progettualità culturale.

“Mettila da parte” si sviluppa come una serie di cinque puntate che indagano ciò che solitamente resta nascosto dietro i risultati: scelte, sacrifici, intuizioni, momenti di difficoltà e di crescita. Il titolo stesso racchiude questa prospettiva: ogni cammino creativo è frutto di ciò che si è deciso di conservare lungo la strada, di ciò che è stato messo da parte per arrivare dove si è. In questo senso, il podcast diventa un archivio narrato di processi, più che un racconto di successi, e si distingue per l’approccio personale e sincero con cui Eleonora e Matteo aprono il loro vissuto a chi desidera entrare o orientarsi nel mondo dell’arte, della cultura e delle professioni digitali.

Complementari per inclinazioni e modalità – Eleonora più vicina a un registro riflessivo e divulgativo, Matteo più attento agli aspetti legati alla creatività e al design – i due autori intrecciano prospettive differenti, generando un dialogo che non si limita al piano personale ma si rivolge a una comunità più ampia, fatta di studenti, giovani professionisti e appassionati.

Piacere di conoscervi! È da poco uscita la prima puntata del vostro nuovo podcast “Mettila da parte” e sono curiosa di sapere da cosa nasce e cosa vi ha portato a mettervi in gioco anche in prima persona davanti a un pubblico.

E: Diciamo che è una cosa che è partita un po’ esternamente sul mio profilo personale, perché io ho sempre raccontato molto di me e del mio lavoro sui social. Nell’ultimo anno e mezzo però non l’ho fatto per mancanza di tempo, ma anche perché la piattaforma Instagram non era più affine a determinate cose che volevo comunicare ed infine perché lavorando molto con i social, iniziavamo ad essere saturi. Negli ultimi 12 mesi ci siamo concentrati molto sulla nostra newsletter e sul lungo formato e quindi, volendo fare un podcast da tempo, io la vedo un po’ come un prolungamento di quello che abbiamo iniziato tempo fa insieme. Matteo è un content creator e l’abbiamo trasposto sul formato lungo che è più di nostra affinità, abbiamo cercato di condensare una serie di cose senza il vincolo del tempo, come ad esempio succede con dei reel.

Da utente noto che ormai siamo bombardati di contenuti di vario formato. Vi chiedo se invece voi abbiate trovato una chiave vostra, oltre alla più importante, che è il punto di vista intimo e personale, ma anche qualcosa che sia il valore aggiunto rispetto ad altri podcast.

M: In realtà ci è venuto in mente perché noi siamo anche docenti dell’Accademia Treccani e incontriamo studenti che vorrebbero subito entrare nel mondo del lavoro e spesso ci chiedono. “Ma qual è il trucco per lavorare in questo settore?” Ogni volta rispondevamo ma senza essere davvero esaustivi, poi ci siamo messi a pensare e ci siamo chiesti “quali sono quelle cose senza le quali non saremmo qui?”

Allora, Eleonora che è la maga delle parole, ha tirato fuori questo concetto, il “mettila da parte”, cioè cosa abbiamo messo da parte per poter essere qui. È nato questo concept che giá c’era e che pensiamo di espandere in qualche modo; sicuramente si tratta di un format unico perché sono cose nostre, che abbiamo organizzato in prima persona, quello che ci ha permesso di fare il nostro processo. 

E: Un altro fattore che ci ha influenzato è anche il fatto che siamo grandissimi consumatori di podcast, anche se ne fruiamo in due modalità differenti, lui ascolta quelli più verticali su creatività e design, mentre io preferisco quelli più riflessivi e divulgativi, che trattano tematiche differenti, diciamo orizzontali.

Foto Hubove Studio Matteo Catania Eleonora Rebiscini

Si sa che tutti mettiamo da parte qualcosa, ma poi esce sempre solo il risultato finale e nessuno approfondisce il fatto che dietro ci sono veramente sacrifici e rinunce. Invece nel vostro podcast, avete messo proprio il focus su questo lato, raccontando le vostre esperienze. Com’è strutturato questo percorso nel podcast?

E: È un podcast “chiuso”, saranno cinque puntate e usciranno una volta a settimana. Abbiamo cercato di spaziare con gli argomenti, ispirandoci anche molto alle domande dei nostri studenti: ci sarà una puntata dedicata alla creatività e al modo in cui noi la intendiamo e la viviamo diversamente, e in generale, essendo anche una coppia nella vita, inseriamo alcuni aneddoti personali. 

“Mettila da parte” può anche essere visto come una guida o comunque una serie di consigli pratici per i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo dell’arte. Avendo anche esperienza come insegnanti, cosa consigliereste a un ragazzo neo-laureato a fronte di così tanti linguaggi espressivi disponibili?

M. Quello che raccontiamo è il nostro percorso personale e poi professionale: non ci sentiamo persone speciali, al contrario, al netto di alcune condizioni di partenza che abbiamo delineato nella prima puntata (una laurea, un Erasmus ecc.) siamo persone ordinarie. È questa narrazione che vorremmo portare avanti: il percorso di ognuno di noi è unico, ma allo stesso tempo ci sono elementi comuni a tutti. Ai ragazzi e le ragazze appena laureati cerchiamo di comunicare questo: di andare oltre quello che l’università propone e guardarsi intorno con occhi più curiosi, e su questo Internet può aiutare parecchio. Le professioni digitali legate all’arte e alla cultura sono in continua espansione, per questo motivo consigliamo sempre di tenere gli occhi aperti.

Progetti futuri?

M. Noi siamo già una società che fa consulenza e negli anni abbiamo preso progetti che oggi ci permettono di avere una stabilità su base annuale. Ci piacerebbe sicuramente fare una seconda stagione del podcast, magari questa volta non saremo solo noi due.

E. Sicuramente abbiamo delle ambizioni molto alte, quello che posso dire è che mi piacerebbe estendere i nostri servizi e attuare le strategie digitali per i nostri clienti anche tramite podcast. Del resto, uno degli obiettivi di Mettila da parte è proprio questo: far vedere che possiamo anche gestire un progetto editoriale di questo tipo, dalla A alla Z.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Chiara Pasquino
Chiara Pasquino
Apprezza l’arte in tutte le sue forme, dalla danza all’arte figurativa. Si sofferma maggiormente sul ruolo delle artiste donne dedicando ad esse una pagina social per farle conoscere meglio. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e successivamente in Arte, Valorizzazione e Mercato insegue il sogno di allestire e curare mostre.

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