Una banana fissata al muro, un gabinetto d’oro, un papa abbattuto da un meteorite: Maurizio Cattelan ha costruito la propria fama attraverso immagini che il pubblico comprende in pochi secondi. Immagini così immediate da avere spesso oscurato ciò che viene dopo la risata. Ora l’artista italiano porta alla Neue Nationalgalerie di Berlino una mostra che vuole liberarlo definitivamente dall’etichetta di provocatore.
Dal 10 settembre 2026 al 7 marzo 2027, l’edificio progettato da Mies van der Rohe ospita NIGHT, la prima grande personale di Cattelan in Germania. La mostra nasce dal Preis der Nationalgalerie 2026, assegnato all’artista da una giuria internazionale, e riunisce opere storiche e nuove commissioni concepite in rapporto con l’architettura del museo e con la memoria politica di Berlino.

Cattelan ha escluso molti dei lavori che lo hanno trasformato in un fenomeno pop. Non ci sarà Comedian, la banana venduta nel 2024 per 6,2 milioni di dollari, né l’interesse della mostra sembra concentrarsi sulla ricostruzione della sua carriera. NIGHT affronta piuttosto il potere, la violenza, l’identità e il modo in cui la storia continua ad abitare il presente.
Fra le opere più destabilizzanti compare Him, realizzata nel 2001: vista da dietro sembra raffigurare un bambino inginocchiato in preghiera, ma avvicinandosi si scopre il volto di Adolf Hitler. Esposta in passato anche nell’ex ghetto di Varsavia, la scultura obbliga lo spettatore a confrontarsi con un’immagine dell’orrore resa deliberatamente fragile e ambigua. Nel 2016 una sua versione è stata venduta da Christie’s per 17,2 milioni di dollari, record d’asta per Cattelan.
A Berlino Him dialoga con Dawn, figura femminile dai capelli veri con le mani bloccate in una posa che ricorda la crocifissione. Sopra il pubblico incombono migliaia di piccioni tassidermizzati, presenze silenziose che osservano il museo dall’alto. All’ingresso, invece, Never riprende Oskar Matzerath, il bambino protagonista del Tamburo di latta di Günter Grass, trasformandolo in una sentinella della memoria tedesca. Fra le nuove opere c’è Purgatory, una Porta di Brandeburgo ridotta di scala. Il monumento che ha rappresentato prima la divisione e poi la riunificazione della Germania diventa un passaggio incerto, troppo piccolo per conservare intatta la propria retorica. Cattelan interviene così su simboli riconoscibili senza limitarsi alla parodia: li rende vulnerabili, costringendoli a produrre significati nuovi.
La Neue Nationalgalerie non è un semplice contenitore. L’artista ha descritto l’edificio trasparente di Mies van der Rohe come uno spazio simile a una chiesa, regolato da assi e geometrie con cui la mostra deve negoziare. Il buio evocato dal titolo modifica quella trasparenza: è il tempo del sonno, della paura e del desiderio, ma anche una sospensione prima dell’alba.
La forza di Cattelan rimane la capacità di tradurre questioni enormi in immagini facili da ricordare e impossibili da risolvere. Il mercato ha trasformato le sue provocazioni in trofei milionari, ma NIGHT prova a riportare l’attenzione sul loro nucleo più inquietante. Dietro ogni battuta resta una domanda su chi esercita il potere, chi costruisce i nemici e quanto facilmente la memoria possa essere manipolata.
«Il problema è che le persone spesso si fermano allo scherzo», ha spiegato l’artista. Berlino, città nella quale storia e ricostruzione convivono ancora nello spazio urbano, è forse il luogo più adatto per verificare cosa rimanga quando la risata finisce.



