Luca Di Franco alla guida dei Musei e Parchi Archeologici di Capri: “Riannodare il filo tra storia, cultura e paesaggio”

Riannodare il filo che lega storia, natura, archeologia e mito è la missione che si è dato Luca Di Franco, nuovo dirigente dei Musei e Parchi Archeologici di Capri, realtà che raccoglie alcune delle testimonianze più straordinarie della presenza romana nel Mediterraneo.

L’ente gestisce un patrimonio diffuso e straordinariamente ricco: Villa Jovis, residenza prediletta dell’imperatore Tiberio arroccata sul promontorio orientale dell’isola; la Certosa di San Giacomo, con i suoi chiostri silenziosi e le collezioni del Museo Diefenbach; la Grotta Azzurra e la Villa di Gradola. Infine, il nuovo Museo Archeologico “L’Isola dei Cesari — Capri da Augusto a Tiberio”, testimonianza della centralità dell’isola in epoca imperiale, inaugurato nel luglio 2024, che ha dato per la prima volta all’isola uno spazio dedicato all’esposizione permanente della sua straordinaria eredità imperiale.

Di Franco, Funzionario Archeologo presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli (2020–2025), con responsabilità su Capri, Penisola Sorrentina e Piana Campana, ha diretto numerosi scavi archeologici, tra cui quelli legati all’Alta Velocità Napoli–Bari. In precedenza (2017–2020) è stato responsabile della sezione romana, dell’archivio e della conservazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Studioso delle produzioni scultoree ellenistico-romane, dell’iconografia classica e delle ville marittime romane, è autore di articoli e monografie scientifiche. Ha diretto il progetto “Masgaba” sulle antichità di Capri e partecipato a iniziative espositive di rilievo come le mostre sui Marmi Torlonia e il nuovo Museo Correale.

Luca Di Franco

La sfida principale che Di Franco si trova ad affrontare è, in apparenza, paradossale: Capri è una delle mete più fotografate e celebrate del mondo, eppure i suoi siti culturali restano tra i meno frequentati dell’isola. Per Capri la priorità è quella di far conoscere i siti culturali”, spiega ad Artuu Magazine il neo dirigente Di Franco. “Capri è nota per il paesaggio, per la natura burrascosa, ma la connessione con l’opera dell’uomo è meno valorizzata. I siti che afferiscono ai Musei e Parchi Archeologici di Capri sono ancora poco frequentati. L’obiettivo è renderli oggi non solo visitabili, ma soprattutto vissuti”. Di Franco immagina i siti culturali dell’isola come “luoghi dell’anima, spazi dove la comunità e i visitatori possano ritrovarsi, non semplici contenitori di collezioni da attraversare in fretta”.

Museo archeologico di Capri

Un parco archeologico diffuso, da integrare nel territorio

La natura stessa dei Musei di Capri — un parco archeologico diffuso, con sedi sparse su un’isola di dieci chilometri quadrati — impone una visione di rete. “Il primo elemento è creare connessione con la comunità e con gli enti amministrativi locali”, sottolinea Di Franco. “Essendo un parco archeologico diffuso, è necessario inserirlo all’interno di percorsi già esistenti nel territorio, che abbraccino anche altri itinerari culturali, per creare una rete capillare e una sensibilizzazione della comunità, per far capire come questi siti siano collegati tra loro. La cultura e il mito di Capri nascono proprio dal connubio tra archeologia, paesaggio e architettura”. 

Tutti i viaggiatori arrivati a Capri nell’Ottocento – prosegue – hanno rappresentato Villa Jovis, hanno ambientato le strade come se fossero nel mondo greco. Questo perché chi arrivava a Capri respirava il mondo antico. Archeologia e architettura moderna, come la Certosa o la Grotta Azzurra, nell’eleganza naturalistica sono gli elementi trainanti di Capri. Questo legame va rafforzato”. 

Il bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra e la nuova identità del museo

Sul fronte della comunicazione e della promozione, Di Franco sottolinea come sia necessario “fornire un’identità al museo, un logo, una comunicazione unitaria e identitaria”. Nel 2026 ricorrono i duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra, un anniversario che, nella visione del nuovo dirigente dei Musei di Capri, può rappresentare un importante volano di promozione dei siti culturali isolani. “Dobbiamo organizzare eventi che possano promuovere l’ente e ampliarne la conoscenza, in quest’ottica è importante l’impegno nella celebrazione del bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra”

Certosa di San Giacomo

Nuove generazioni e spazi vissuti: dalla Certosa al digitale

Per avvicinare un pubblico più ampio, e in particolare le nuove generazioni, Di Franco individua nella Certosa di San Giacomo il luogo cardine del sistema. Il complesso monastico, che ospita il Museo Diefenbach — dedicato al pittore simbolista Karl Wilhelm Diefenbach — e il Museo Archeologico, è destinato ad ampliarsi con nuovi spazi condivisi. “Presto – sottolinea Di Franco – avremo una serie di dispositivi multimediali che, nella mia idea, potranno avvicinare molto il pubblico più vasto, non direttamente settoriale”. Non solo: “Villa Jovis e la Certosa con il parco, che dovrà essere riaperto, così come Casa Rossa e la Villa di Gradola, associata alla Grotta Azzurra e attualmente oggetto di scavi, sono luoghi dove ritrovarsi, che parlano profondamente della storia e della particolarità di Capri”. 

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Valentina Monarco
Valentina Monarco
Nata a Napoli, laureata in scienze politiche, giornalista professionista dal 2009. Ha iniziato come ufficio stampa e addetto alla comunicazione per enti e istituzioni del territorio, collaborando con diverse testate nazionali e locali. Oggi è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di iniziative che uniscono storia, territorio e sperimentazione, e collabora con diverse realtà, locali e nazionali, come giornalista freelance, esplorando nuovi racconti e progetti culturali.

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