Le opere di sei artiste italiane in mostra a Palazzo Strozzi

Marta Roberti, “Pavone”, 2020, disegno inciso su carta carbone ricoperta di grafite, cm 300×420, Courtesy l’artista

L’esposizione affronta tematiche importanti come la natura, il potere, il corpo, dal punto di vista femminile.

Dal 28 ottobre al 12 dicembre 2021 Fondazione Palazzo Strozzi presenta Alter Eva. Natura Potere Corpo, una mostra che contiene le opere di sei artiste italiane.

Il progetto si inserisce all’interno di Palazzo Strozzi Future Art, programma della Fondazione Palazzo Strozzi, nato dalla collaborazione con Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati; la mostra innesca, partendo da un punto di vista femminile, una riflessione sul futuro fondato su nuovi principi di coabitazione naturale e sociale.

Protagoniste della mostra Alter Eva. Natura Potere Corpo sono Camilla Alberti, Irene Coppola, Martina Melilli, Margherita Moscardini, Silvia Rosi, Marta Roberti, artiste nate tra gli anni Ottanta e Novanta, le cui opere, tra scultura, pittura, fotografia e installazione, vanno a comporre negli spazi della Strozzina una narrazione sfaccettata dove la natura decostruita o immaginifica si affianca a corpi esibiti o raccontati, e forti dichiarazioni politiche dialogano con le storie intime e personali di appartenenza culturale.

Tutte le sei artiste condividono un impegno rivolto al cambiamento per una trasformazione del nostro modo di osservare, parlare e agire nel mondo. Mettendo in discussione il patriarcato, i ruoli di genere, l’antagonismo tra natura ed essere umano, i ruoli restrittivi e le relazioni di potere, la mostra costruisce futuri alternativi proponendo nuove possibili forme di relazione.

Con un gioco di parole che richiama il concetto di Alter-Ego, il titolo della mostra rimanda un nuovo modello di donna e si collega, in maniera suggestiva, alla teoria scientifica di Eva mitocondriale, teoria secondo la quale tutti gli esseri viventi avrebbero una linea di discendenza femminile in quanto il DNA mitocondriale si tramanda solo in linea matrilineare.

Camilla Alberti, “Unbinding Creatures. La sala delle rovine. Organismo 2”, 2021, alluminio, gesso, vernice bianca, legno, plastica, frammenti di vetro, vinile, conchiglie, cm 130x70x66, Courtesy l’artista

La mostra parte quindi da una riflessione sui legami tra ogni donna e i suoi antenati e si estende fino ad abbracciare il mondo naturale, la flora, la fauna e le connessioni interspecie, osservando la discendenza da una prospettiva antropologica e biologica. La riflessione critica della mostra si articola nella triade concettuale, Natura, Potere, Corpo che rimanda a tre principi cardine di mediazione con il mondo. La Natura che ci circonda e con la quale abbiamo un legame originario e un equilibrio da ristabilire; il Potere, ossia le relazioni che definiscono la struttura e l’organizzazione delle società; il Corpo, come centro e misura, come parte di un sistema complesso che continua al di là di noi.

Le arti visive che fronteggiano il dibattito contemporaneo indagano temi ricorrenti quali l’impegno per un futuro ecosostenibile basato sulla coesistenza tra specie diverse, lo scardinamento del punto di vista dominante nel racconto storico, il ripensamento del nostro modo di usare il linguaggio per dare forma al mondo. La trasformazione culturale in atto investe numerosi ambiti della vita pubblica e privata e costituisce un terreno di ricerca per artisti, intellettuali, scrittori, registi e filosofi.

La mostra è realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione di IED Firenze – Master in Curatorial Practice classe 2020/2021.

Cover Photo Credits: Irene Coppola, “Perhaps as sensual molecular curiosity”, 2021, concentrazione di polvere vulcanica e paraffina pigmentata, cm 10 x 130, base in polvere 25 kg, Courtesy l’artista

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