L’arte non si copia: cinque visioni audaci per la prima edizione dei Jaguar Arts Awards

Cinque giovani artisti, cinque visioni radicali, un unico filo conduttore: la forza dell’originalità. Con la prima edizione dei Jaguar Arts Awards, in collaborazione con il Royal College of Art di Londra, il leggendario marchio britannico celebra la creatività che osa, che sperimenta, che non copia. Un premio che non è solo un riconoscimento, ma un manifesto: “Copy Nothing”, l’invito a reinventare ciò che già conosciamo, a scardinare il prevedibile, a trasformare il linguaggio estetico in un gesto di libertà.

Il Gerry McGovern Award, riconoscimento più prestigioso, è stato assegnato a Jobe Burns per la scultura Intimate Conversation, un’opera che sintetizza alla perfezione la filosofia Jaguar: eleganza, materia e introspezione. Realizzata con vernici luminescenti per auto su acciaio e alluminio di recupero, la scultura di Burns è una doppia forma fluida, quasi organica, che sembra respirare. Due presenze che si sfiorano, si osservano, si riflettono, come in un dialogo intimo tra la tecnologia e la memoria. La materia industriale, fredda e rigida, si trasforma in superficie sensibile, capace di catturare la luce e restituirla come emozione. È una metafora perfetta dell’identità Jaguar, sospesa tra il rigore meccanico e il battito umano del design.

L’opera vincitrice si distingue per la sua densità concettuale e la sua forza estetica: il colore, ribellandosi alla perfezione lucida dell’industria automobilistica, diventa pittura, gesto, vibrazione. Un’arte che non replica, ma inventa. La borsa di studio assegnata a Burns gli ha permesso di trasferirsi in uno studio rurale, dove continua la sua ricerca su materiali e sculture su larga scala, immaginando installazioni pubbliche che dialogano con la natura e la luce.

Accanto a lui, altri quattro artisti hanno ricevuto i Jaguar Awards, ognuno interprete di un diverso modo di intendere la creatività contemporanea. Yvann Zahui, con il trittico fotografico Auto-Portraits, reinterpreta l’automobile come proiezione dell’identità personale. Le immagini, potenti e intime, rivelano un autoritratto psicologico in cui la macchina non è più un oggetto, ma un’estensione del sé, un involucro che riflette desiderio, appartenenza, libertà. Zahui ha utilizzato la sua borsa di studio per approfondire nuove tecniche di stampa e manipolazione digitale, aprendo la strada a un linguaggio visivo ancora più sperimentale.

Emma Goring, premiata per Modern Tradition, esplora invece il rapporto tra artigianato e contemporaneità, unendo materiali classici e forme futuriste in un dialogo tra passato e presente. Ali Bartlett, con Illuminated Silence, gioca con la luce e la trasparenza, creando strutture sospese che sembrano respirare in silenzio, mentre Annabel MacIver, autrice di Colour Wheel, trasforma il colore in un’esperienza sensoriale pura, in cui la pittura si espande nello spazio diventando movimento e ritmo.

Ogni vincitore rappresenta una sfaccettatura dell’universo creativo Jaguar: tecnica e intuizione, precisione e libertà, eleganza e coraggio. Il legame con il Royal College of Art non è casuale: entrambe le istituzioni condividono una stessa visione culturale, quella di un’arte capace di spingersi oltre la forma per toccare l’essenza delle idee.

Nel solco di questa filosofia, Jaguar continua a espandere il proprio linguaggio visivo, intrecciando design, performance e arte contemporanea. Non a caso, nel 2024 il brand aveva presentato a Miami la Type 00, prima manifestazione concreta della sua nuova identità creativa, un manifesto estetico che ha conquistato l’attenzione globale.

I Jaguar Arts Awards segnano dunque un punto di svolta: non un semplice premio, ma un gesto culturale. Un riconoscimento alla visione, al rischio, alla capacità di generare bellezza attraverso l’innovazione.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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