La pittura come necessità impellente. Videointervista a Mirko Baricchi

“Io non dipingo ciò che vedo, vedo ciò che dipingo. Sono giunto a questo. Dopo venticinque anni di pratica quotidiana, ogni giorno ho dipinto, anche quando non l’ho fatto fisicamente ero nella pittura”

In queste parole di Mirko Baricchi è sintetizzata l’identità espressiva non solo della sua ricerca, ma anche del suo essere artista sempre: un’esigenza espressiva, un bisogno, una necessità del dipingere, che non scende a compromessi e con il quale ci si relaziona, si instaura un rapporto imprescindibile di dialogo, di confronto – scontro.

Abbiamo intervistato Mirko Baricchi presso il suo studio nella campagna veneta: un luogo affascinante, immerso nella natura, quella natura che è divenuta protagonista delle sue opere, anche se come ci spiega lo stesso artista, il soggetto pittorico è un pretesto, non è vincolante e non si rende indispensabile nel suo estendersi al reale.

Prima erano determinanti alcuni “attori” come Pinocchio, la lepre o la casa: il primo una sorta di alter ego, mentre la lepre, proveniente da una dimensione alchemica, è simbolo di libertà ed indipendenza, o come ci suggerisce Joseph Beuys: “Figura che passa liberamente da un livello di esistenza all’altro, che rappresenta l’incarnazione dell’anima o la forma terrena di esseri spirituali con accesso ad altre regioni”. Ecco che queste presenze, così come “il mondo di natura”, il paesaggio divengono iconografie allegoriche, apparizioni sempre riferite a un modo per poter predisporsi all’atto della contemplazione, della riflessione e del silenzio, che precede la completa immersione all’interno di quella sottile linea che vive tra spazio e tempo, che consente di rendere visibile ciò che non lo è.

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Alberto Mattia Martini
Alberto Mattia Martini
Alberto Mattia Martini, critico d'arte, docente e giornalista ha al suo attivo numerose ed importanti mostre organizzate sia in spazi pubblici, che in gallerie private. Attualmente insegna Storia e teoria dei metodi rappresentazione presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Storia dell'arte Contemporanea e Sistema, mercato dell'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Cuneo Ha rivestito il ruolo di Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Rovereto e di Direttore Artistico presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha insegnato anche Storia dell'Arte Contemporanea e Moderna. Giornalista inscritto all'albo nazionale, ha collaborato e collabora con numerose testate tra cui tra cui: Flash Art, D’Ars, Artein, Espoarte e Artribune.com. É inoltre inscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Tribunale di Parma. Ha collaborato per diversi anni, fino alla sua morte con Pierre Restany, noto critico internazionale nonché fondatore del movimento artistico del Nouveau Réalisme.

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