La fotografia come “recita”. Juergen Teller ad Atene ci “invita” nel suo mondo

Il 18 ottobre, negli spazi di Onassis Ready, ha aperto You Are Invited, la nuova mostra del fotografo di fama internazionale Juergen Teller, una retrospettiva che raccoglie serie, opere singole e video, mescolando lavori storici e immagini inedite dagli anni ’90 a oggi. Il percorso si apre in modo disarmante: una fotografia di Teller bambino, nudo in una bacinella rossa, scattata dal padre. Da lì, il ritmo cambia, le immagini si fanno più crude, dirette, autentiche, fino a chiudersi con uno scatto ormai iconico: Teller nudo, sdraiato sul dorso di un asino. Accanto, un testo personale in cui l’artista ricorda un episodio traumatico vissuto in Turchia anni fa, sfiorando il tema della vulnerabilità con la consapevolezza e l’ironia che da sempre caratterizzano il suo lavoro.

Teller ha collaborato con alcuni dei nomi più influenti della moda contemporanea: Helmut Lang, di cui fu un collaboratore chiave negli anni ’90, Vivienne Westwood, con la quale ha condiviso un lungo sodalizio creativo e una amicizia stretta (è stato Teller a convincerla a posare nuda sul suo divano per la campagna del proprio marchio), Marc Jacobs, Rei Kawakubo, Yves Saint Laurent, tra molti altri. Eppure, nonostante decenni di riconoscimenti e glamour, Teller continua a rifiutare l’idea che una fotografia sia solo uno scatto. Per lui, ogni immagine è un oggetto complesso, un insieme di elementi, persone, contesto ed energia che si fondono in qualcosa di profondamente intimo.

Mostra piano terra JUERGEN TELLER ©Margarita Yoko Nikitaki

La tensione tra il crudo e il poetico attraversa tutta la mostra. Le celebrità ritratte appaiono sorprendentemente ordinarie, mentre le immagini dal messaggio sociopolitico mantengono un’estetica da fashion shoot. È un equilibrio sottile che costruisce un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile: il suo modo di interpretare ciò che vede, ciò che percepisce, ciò che accade o non accade. Non mancano le ferite personali: Teller parla apertamente del suicidio del padre e di come quell’assenza abbia segnato la sua visione del mondo e della fotografia. Il titolo della mostra, You Are Invited, nasce proprio da un’idea di accoglienza: un riferimento al linguaggio religioso cattolico, alle chiese che “invitano” chi ha bisogno a trovare rifugio spirituale. La fede cattolica di Teller emerge anche nella volontà di trasmettere, attraverso le sue immagini, la “pesantezza” delle cose brutte nel mondo, senza filtri ma con profondità e umanità.

Non ci sono didascalie accanto alle opere, Teller desidera che ciascuno interpreti le foto liberamente, come lui stesso osserva la realtà attraverso l’obiettivo. Ogni mostra è site-specific, pensata in dialogo non solo con il Paese che la ospita, ma anche con l’edificio stesso, con le sue geometrie e la sua atmosfera. La selezione delle fotografie cambia di volta in volta, in metratura, soggetto e modalità di esposizione, perché Teller vuole che ogni progetto sia fresco e attuale.

Juergen Teller mostra piano -1 ©Andreas Simopoulos

Il fotografo ha raccontato di aver iniziato a ritrarsi continuamente per capire cosa significa essere fotografato da famosi e per esplorare la vanità implicita in questa dinamica. Per lui, la fotografia è una sorta di “recita”: un atto che indipendentemente dal soggetto, richiede attenzione all’osservazione e alla spontaneità. “Non voglio scioccare, ma voglio sorprendere col mio lavoro. Sono molto serio col mio umorismo”, ha dichiarato Teller, riassumendo perfettamente la doppia anima del suo lavoro: il crudo e l’ironia, l’intimità e la leggerezza, il personale e l’universale. You Are Invited diventa così un invito a entrare nel mondo di Juergen Teller, a osservare senza pregiudizi e a sentirsi parte di un’esperienza che è insieme privata e condivisa.

Passiamo al piano -1. Qui il visitatore viene accolto da fotografie grandissime: ogni scatto ritrae una donna sola, dentro o davanti a chiese diverse in tutta Italia. Tutte le donne hanno uno sguardo serio e intenso, come in un vero e proprio photo shoot per Harper’s Bazaar. Tra queste, Mariacarla Boscono, top model internazionale italiana, spicca per la sua presenza magnetica. L’idea nasce da una precedente esperienza: un anno fa il Vaticano aveva commissionato a Teller di fotografare Papa Francesco.

Le immagini sono disposte lungo i muri dello spazio, creando un effetto avvolgente, mentre all’interno dello stesso ambiente l’artista ha ricreato due piccole stanze dove lo spettatore può entrare e vedere i video, molto raw e immersivi. In questo modo Teller ha trasformato il piano -1 in una sorta di cattedrale, e all’interno delle stanze, in una piccola cappella. Le fotografie delle donne rappresentano un tributo alla madre dell’artista, mentre i video esplorano il legame con il padre e con il suocero, temi ricorrenti nella sua ricerca intima. Teller spesso usa la sua voce nei video: “It is like I do my self portraits with my voice”, sottolineando come anche il suono diventi parte del suo autoritratto e della sua narrazione.

ONASSIS READY fuori ©Andreas Simopoulos

ONASSIS READY

Il nuovo spazio di Onassis Foundation in Aghios Ioannis Rentis ad Atene. Ricavato da un’ex fabbrica in un’ex area industriale della città, è progettato per accogliere opere sperimentali e diventare una piattaforma per le voci artistiche più innovative a livello globale. Al suo interno si trova anche l’hub ateniese di Onassis ONX, programma internazionale con sede a New York che supporta artisti che lavorano con tecnologie emergenti. Con un’attenzione sia all’arte contemporanea sia all’innovazione, Onassis Ready inaugura la sua prima grande mostra per la stagione artistica 2025-26 della Fondazione Onassis Stegi.

Un ringraziamento speciale al Onassis Team per la disponibilità e alla responsabile della sicurezza per l’ accoglienza e l’ assistenza durante la Press Day.

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