La Bocca di GUFRAM: un divano iconico degli anni ’70

Il sofà “Bocca” progettato dallo Studio65 e prodotto da GUFRAM

Ci sono oggetti che diventano delle vere e proprie icone, come il curioso divano “bocca” di GUFRAM, ideato dagli architetti dello Studio65.

Nel mondo esistono oggetti tanto particolari quanto iconici, veri e propri simboli di un periodo storico: il sofà “Bocca” è proprio uno di questi.

Ideato negli anni ‘70 dagli eclettici architetti italiani dello Studio65 e prodotto dalla ditta piemontese GUFRAM dei fratelli Gugliermetto – il nome dell’azienda deriva da Gugliermetto-fratelli-mobile –  “Bocca” deve il suo nome a ciò che effettivamente rappresenta: due labbra femminili del colore di un rossetto rosso vivo.

I materiali scelti dall’azienda GUFRAM per la realizzazione del divano sono il poliuretano espanso schiumato a freddo a portanza differenziata per lo schienale e la seduta, mentre il rivestimento è in tessuto elasticizzato.

Tutto ha inizio da una commissione: Marilyn Garosci, proprietaria del centro estetico milanese American Contourella, desiderava dare un tocco creativo alla sua nuova attività, e così incaricò l’intero progetto di interior design agli architetti dello Studio65.

Dopo aver ideato ogni singolo ambiente nei minimi dettagli, grazie anche al contributo dei giovani designer Ferruccio Tartaglia e Adriano Garizio, gli architetti notarono che all’ingresso della hall mancava qualcosa che potesse riassumere l’essenza del centro estetico.

Salvador Dalì, “Volto di Mae West”, 1935

Ed ecco che un bel giorno Audrito – uno degli architetti di Studio65 – ebbe la tanto attesa ispirazione per completare questo progetto. Gli tornò alla mente un famoso quadro surrealista del pittore spagnolo Salvador Dalì, ovvero il “Volto di Mae West”, 1935.

Quest’opera rappresenta il volto dell’omonima attrice americana, caratterizzato dalle illusioni ottiche tipiche del Surrealismo e trasformato in una vera e propria stanza: occhi che diventano quadri, il naso che fa da sostegno a un orologio tutto d’oro e, infine, le labbra della protagonista che diventano un divano rosso.

Dopo essere stato progettato, “Bocca” viene subito notato dalla famosa rivista Vogue. Inutile dire che l’oggetto di design divenne in poco tempo una vera e propria icona, considerato un gioiello della Pop Art e simbolo del Radical Design Italiano.

Dal 2008 sono state ideate altre due versioni alternative: Dark Lady (in tessuto nero e piercing di metallo cromato) e Pink Lady (in tessuto rosa). Un’ulteriore variante in oro, dal nome Boccadoro, è stata prodotta nel 2016 dall’azienda GUFRAM in edizione limitata, per celebrare i 50 anni di attività.

Cover Photo Credits: Un poster della mostra “Objects of Desire Surrealism and Design 1924–Today” del Vitra Museum

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Valentina Longo
Valentina Longo
Appassionata d’arte, cultura orientale, cinema e letteratura, ha conseguito una laurea in “Comunicazione e Didattica dell’Arte” e successivamente ha frequentato un master in “Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali”.

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