Per le opere di alto rango, ovvero i capolavori della storia dell’arte, il ping pong Christie’s – Sotheby’s è una costante. Non fa eccezione Le Rond Rouge (1939) di Wassily Kandinsky. La tela, protagonista dell’asta serale londinese di Christie’s dedicata al XX / XXI secolo del prossimo 5 marzo, è recentemente (nel 2018) passata in asta da Sotheby’s New York dove ha toccato quota 20,6 milioni di dollari.
Ma andiamo con ordine. Il 5 marzo, all’8 di King Street, a pochi passi dall’esclusiva St. James’s Square, andrà in scena una delle vendite all’incanto più attese della stagione, la 20th / 21st Century: London Evening Sale.
Opere di Edgar Degas, John Singer Sargent, Pablo Picasso, Bridget Riley, Gerhard Richter, Lucian Freud e Cecily Brown animeranno l’asta regina della marquee week londinese.
Uno dei capolavori della serata sarà una scultura di Henry Moore mai comparsa in asta. King and Queen (1952-53), è questo il titolo dell’opera, è un bronzo, alto 162 cm, stimato tra i 10 e i 15 milioni di sterline (tra i 13,65 e i 27,29 milioni di dollari). Altro highlight dell’asta sarà Le Parc Monceau (1878) di Claude Monet. L’opera, stimata tra i 5,5 e gli 8,5 milioni di sterline (tra i 7,49 e gli 11,6 milioni di dollari), non è mai stata esposta al pubblico dal 2007, quando fu acquisita proprio da Christie’s.
Facciamo qualche passo indietro e torniamo a noi. Anzi, torniamo al Kandinsky.
L’artista russo dipinse Le Rond Rouge nella primavera del 1939, dopo il suo trasferimento dalla Germania nazista alla Francia prebellica. Con la chiusura del Bauhaus di Dessau da parte dei nazionalsocialisti nel 1932, la scuola d’arte d’avanguardia si ristabilì per un breve periodo come istituzione privata a Berlino. Molti dei suoi docenti non riuscirono a sfuggire alla censura della Gestapo, e la scuola chiuse definitivamente nel 1933. Kandinsky e la moglie si stabilirono al 135 di Boulevard de la Seine a Neuilly-sur-Seine, un ricco sobborgo di Parigi, dove avrebbero trascorso il resto della vita. Fu durante il soggiorno nella capitale francese che il pittore sviluppò un nuovo vocabolario visivo, incorporando più pastelli e forme biomorfe.
Kandinsky ebbe una lunga relazione con la metropoli francese, che aveva visitato per la prima volta nel 1889 quando iniziò a esporre in diverse gallerie. Trascorse i suoi anni di formazione nel 1906-07 nella periferia di Sèvres con Gabriele Münter. Per i due decenni successivi, Kandinsky mantenne i contatti con l’ambiente parigino e, attraverso la mediazione di Henri Le Fauconnier, conobbe Matisse, Delaunay e Picasso. Mentre veniva riconosciuto a livello internazionale e venerato come figura chiave del Der Blaue Reiter e del Bauhaus, nel 1929 e nel 1930 si tennero mostre dedicate alla sua opera a Parigi.
Le Rond Rouge è riconosciuta come un’opera chiave del periodo parigino. La composizione, potente, vibrante, è incentrata su un audace cerchio rosso tra forme giocose e figure geometriche, suggerendo una rottura con le convenzioni. Ci troviamo al cospetto di un esempio cardine dello stile tardo di Kandinsky, in cui influenze surrealiste si fondono con la sua caratteristica astrazione. D’altronde parliamo di un’epoca in cui i surrealisti dominavano la topografia culturale parigina e la metropoli francese era un focolaio di rivalità creativa.
Questi stimoli ispirarono manifestazioni drammatiche di colore e forma, in particolare il passaggio dai colori primari ai pastelli e l’incorporazione della sabbia nelle tele. Contrasti netti di texture e colore caratterizzano questi dipinti, molti dei quali evidenziano una distintiva “musicalità”.
L’opera rimase nella collezione dell’artista fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1944, per poi passare alla vedova, Nina Kandinsky. L’illustre provenienza comprende quindi la Galerie Maeght, il celebre collezionista svizzero Gustav Zumsteg e la Collezione Fridart, dove la tela si sarebbe unita a molti altri capolavori dell’artista.
A sottolineare l’importanza del dipinto all’interno dell’opera di Kandinsky, la “rotonda” vanta una lunga storia espositiva. Le Rond Rouge fu esposta per la prima volta due anni dopo la morte dell’artista, nella primavera del 1946 alla Galerie René Drouin di Parigi. La troviamo poi esposta in occasione di una storica retrospettiva sulla carriera dell’artista allo Stedelijk Museum di Amsterdam nell’inverno 1947-1948 e alla Biennale di Venezia del 1986. Più recentemente, la tela è stata in prestito a lungo termine alla Courtauld Gallery di Londra per sedici anni, tra il 2002 e il 2018.
L’opera potrebbe essere venduta per una cifra compresa tra i 10,5 e i 15,5 milioni di sterline (14,3 e i 21,1 milioni di dollari). In caso di raggiungimento della stima alta supererebbe il precedente record raggiunto da Sotheby’s nel 2018, ma visto il periodo storico, non sarà così scontato.



