Jason Hendrik Hansma, a Bologna le esplosioni visive di “In our real life”

Immaginate di trovarvi di fronte a un paesaggio in preda alla distruzione. Il fuoco divampa all’infinito, le onde sommergono tutto ciò che vi circonda, eppure, in quel furioso istante, qualcosa di inaspettato vi travolge: un senso di meraviglia, uno stupore terribile e affascinante che innesca molteplici riflessioni sulle sfide del presente. Jason Hendrik Hansma nella sua personale “In Our Real Life” riesce a rendere tutto questo reale, trasformando dei disastri naturali in arte. Alchemilla presenta a Palazzo Vizzani, nell’ambito Art City Bologna 2025, una mostra audace che lancia una sfida al fruitore obbligandolo a confrontarsi con il doppio volto degli eventi climatici estremi: le bellezza e l’orrore.

Frammenti di video amatoriali individuati in rete sono estratti, scaricati e plasmati dall’artista per costruire nuove narrazioni. Attraverso una pratica simile al vidding, prassi digitale in cui i fan rieditano frammenti di prodotti visivi, come film e serie TV, per riscriverne la trama e rielaborare il suo significato, Hansma non solo ci mostra la devastazione, ma ci trasporta nel cuore stesso di questi eventi, in un luogo surreale dove violenza e serenità non si scontrano, anzi si sovrappongono, generando stimoli emozionali, visivi ed mentali. 

Jason Hendrik Hansma IN OUR REAL LIFE_installation view Alchemilla_Ph Leonardo Morfini

Il progetto espositivo è composto da due installazioni video contrapposte, due elementi in dialogo. Nel video “Waves”, l’artista raccoglie filmati di mareggiate provenienti da diverse parti del globo, da Saint Malo in Francia a Koh Lanta in Thailandia, unite in un montaggio che restituisce la fragilità dell’ordine umano di fronte alle onde che travolgono in ogni cosa. L’aspetto sonoro, a cura di Kelman Duran, ha un ruolo nevralgico nell’opera, costruendo un’atmosfera sospesa, quasi mistica, ponendosi in contrasto con l’irruenza delle onde che si infrangono sull’architettura urbana. Il mare, seppur accompagnato dalla sua potenza indomabile, appare come una presenza quasi meditativa, dove il rumore ritmico delle onde sfuma in un universo parallelo, distante dalla realtà concreta in cui non esiste il tragico, ma solo il sublime. 

Mentre in “Embers” è il fuoco il protagonista assoluto. Una serie di incendi incessanti mostrano il dilagare delle fiamme, che bruciano senza sosta. Non si tratta di documentazione, bensì di interiorizzazione del disastro, il video restituisce l’intensità emotiva dei presenti. Il lavoro nasce dall’esperienza personale degli incendi in Australia, come afferma l’autore: “La casa dei miei genitori rischiava di bruciare. Ogni giorno ricevevo video dagli amici e dalla famiglia. Il paesaggio surreale, rosso, denso di fumo. Guardavo questi filmati mentre ascoltavo musica. Lentamente il film ha iniziato a scriversi da solo”

Jason Hendrik Hansma IN OUR REAL LIFE_installation view Alchemilla_Ph Leonardo Morfini

I tizzoni brillano nell’oscurità della notte, le scintille lottano per sopravvivere nel buio, come le persone combattono per allontanarsi attraversando il pericolo. Il rogo inestinguibile e la bellezza del suo luccichio conquistano lo sguardo accompagnati dalla versione rallentata di “Close to You” di Rihanna, che assume un tono straniante, quasi a voler dissolvere la speranza lasciando spazio alla malinconia. 

Hansma non offre una mera osservazione estetica dell’evento, ma conduce una ricerca sulla manipolazione delle immagini video. Nello scandagliare lo sconfinato archivio che è internet, intende indagare la nostra percezione del reale, evidenziando quanto la nostra comprensione degli eventi di cronaca sia filtrata dai mass media. Riflette sull’eccesso di dati e sull’imposizione del linguaggio visivo come mezzo di controllo della notizia, dell’impatto che questa ha sui destinatari. Questa “scrittura visiva” inverte le parti, investendo lo spettatore di un ruolo attivo, partecipe nella creazione del significato. 

Jason Hendrik Hansma IN OUR REAL LIFE_installation view Alchemilla_Ph Leonardo Morfini

L’ultima tappa di “In Our Real Life” vuole essere un agognato respiro, un momento di pausa dalla frenesia del video. Nessun filmato, solo finestre aperte come schermi in presa diretta sul tessuto urbano che ci riportano alla pace, lasciandoci godere della routine cittadina, della quotidianità. Una piccola sala, un ambiente intimo, che rappresenta un invito a ripensare il confine tra realtà vissuta e mediata. Un confine ormai così labile che sembra non esaurirsi mai, regalandoci svariate interpretazioni

L’esposizione è solamente il primo avvincente appuntamento del programma “Climatica”, a cura di Gabriele Tosi, che concentra molteplici ricerche artistiche incentrate sulle connessioni percettive, fisiche ed emotive che intercorrono tra spazio privato e ambiente. “In Our Real Life” si inserisce perfettamente in questo contesto, trasportando la riflessione sull’emergenza climatica all’interno di una residenza storica, un luogo raccolto eppure simbolico, capace di custodire la fragile soglia che divide la sfera pubblica da quella personale.

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Francesca Calzà
Francesca Calzà
Francesca Calzà (Rovereto, 1998), consegue la laurea triennale in Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Firenze. Si trasferisce poi a Bologna, dove completa il corso di laurea magistrale in Arti visive, specializzandosi sul Seicento bolognese. Durante gli studi inizia una collaborazione con la testata giornalistica online The Soundcheck, occupandosi prevalentemente di arte contemporanea, musica e moda. Successivamente prosegue il suo percorso nelle arti visive come curatrice della mostra «Time capsule. (In)finita misura delle cose», premiata come miglior progetto espositivo della sezione Nice & Fair presso Paratissima, e poi fornendo il suo contributo critico alla piattaforma T.O.E Art Market, per la quale realizza articoli, testi critici e con il ruolo di art advisor si occupa della ricerca di nuovi talenti, oltre a curare la promozione degli artisti iscritti alla piattaforma. Attualmente continua la sua carriera come curatrice indipendente e articolista.

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