Amici, Nemici, Letti e Mariti (Friends, Foes, Beds and Beaus) è il titolo della prima mostra personale presentata della galleria milanese Gió Marconi di Patrizio di Massimo, pittore figurativo autodidatta capace di fondere nella sua pratica intima e introspettiva l’iconografia classica alla cultura visuale contemporanea.
In questa mostra, allestita nei monumentali spazi di quello che si conferma tra i capisaldi milanesi dell’arte contemporanea, di Massimo intraprende un percorso di maturazione e sperimentazione artistica e personale, restituendo con la sua raffinata poetica il processo analitico sistematico e quotidiano compiuto nel guardare se stesso, riesaminando passato e presente attraverso la propria sensibilità e il proprio sistema affettivo. Per Patrizio di Massimo l’arte è lo strumento di accettazione, riflessione e comprensione di tematiche quotidiane e complesse come i rapporti personali e familiari, la presenza-assenza, la mascolinità, l’introspezione umana in generale, e utilizza la pittura non tanto come medicina ma come “pratica medicativa per rimanere presenti a se stessi” durante l’inesorabile scorrere della vita.

Le sue articolate composizioni non sono mai frutto di una pittura dal vero. L’artista si avvale del medium fotografico organizzando shooting nei quali coordina nel dettaglio i soggetti delle sue rappresentazioni, persone a lui care e spesso provenienti dal mondo dell’arte come artisti, collezionisti o curatori; personaggi che gli permettono di identificarsi di volta in volta in ruoli diversi, indagandone l’identità e offrendoci un accesso privilegiato alla propria vita e alle sue relazioni attraverso un filtro visionario e simbolico.
La mostra si sviluppa secondo cinque capitoli articolati attraverso stanze diverse, in un allestimento minimale che sembra dare continuità alle ambientazioni delle scene rappresentate che assumono connotazioni domestiche e familiari pur trattandosi spesso di riferimenti a luoghi pubblici simbolo della città di Milano, come l’Aula 1 dell’Accademia di Brera, il salone della Triennale di Milano e Villa Necchi Campiglio, tappa di un progetto centrale per lo sviluppo della sua pratica realizzato nel 2011.
Attraverso soggetti appartenenti alla sua sfera affettiva e a citazioni di luoghi fondamentali per la sua evoluzione artistica, di Massimo parla al pubblico attraverso la rielaborazione della sua vita personale, in cui i soggetti assurgono quasi al ruolo di attori e si stagliano su sfondi simbolici ed evocativi. Tutti i lavori, risultato di un processo di lavoro durato un anno nel suo studio londinese, rappresentano l’evoluzione di un artista la cui urgenza espressiva appare coerentemente guidata dalle medesime istanze che ne hanno caratterizzato il percorso sin dagli esordi all’Accademia di Brera di Milano, mettendo a punto una tecnica a olio sempre più solida e una consapevolezza stilistica perfettamente riconoscibile.

Nella “Stanza dei Litigi”, cuore pulsante della mostra anche grazie ai numerosi riferimenti alla città di Milano, i protagonisti sembrano danzare vorticosamente con un’espressività volutamente distorta e grottesca. L’artista si diverte a trascinare lo spettatore da una tela all’altra in una sorta di sequenza di eventi, mentre attraversa le emozioni della rabbia e della tristezza in un’atmosfera di pathos pulsante. Tutte realizzate nel 2024 e caratterizzate da grandi dimensioni, le opere Concetto Spaziale (Alice e Elena); Natura Morta con Chitarra e Maschera (Michele e Monia); Aula Uno (Beatrice e Loredana) e Lacrime (Gaia) raffigurano amici appartenenti al mondo dell’arte e alla sfera familiare, riprendendo sarcasticamente uno dei temi più cari all’artista, quello della lite e dello scontro.

Altro elemento centrale nella ricerca dell’artista è quello della mascolinità, che di Massimo esplora in se stesso attraverso gli autoritratti (definiti “Amuleti” e contraddistinti da dimensioni notevolmente inferiori alle altre opere e dalla presenza della coccinella come simbolo di buon auspicio) e nei suoi soggetti. I cinque ritratti della “Stanza degli Uomini” si concentrano su tale tematica e si ispirano a pose tradizionali che contrastano con la modernità dei personaggi raffigurati e con le convenzioni della società contemporanea.

Third Eye Chakra Empty Bed, 2024
Oil on linen
200.5 x 160.3 cm
204.5 x 164 x 5.6 cm (framed)
Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan
Photo: Eleonora Agostini
La vita personale e la dimensione domestica sono tematiche ricorrenti in tutte le sezioni della mostra; di Massimo dedica la “Stanza della Famiglia” all’esplorazione di temi quali paternità, genitorialità e cura, rappresentando se stesso in compagnia della moglie Nicoletta Lambertucci e della figlia Diana. La serie di dormienti, ritratti sempre a letto nei momenti di più intima vicinanza, rappresenta per l’artista una modalità esclusiva e analitica di elaborare la nuova vita paterna e gli assestamenti che questa comporta.

Patrizio di Massimo
Concetto Spaziale (Alice e Elena) / Concetto Spaziale (Alice and Elena), 2024
Oil on linen
210.3 x 180 cm
213.7 x 184.3 x 5.6 cm (framed)
Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan
Photo: Eleonora Agostini
È in questi dipinti che si fa lentamente largo il panneggio, i cui dettagli pittorici evidenziano ulteriormente le sfumature emotive presenti nelle tele e ne calibrano l’intensità. Poco alla volta letti e coperte, lenzuola e cuscini diventano coprotagonisti, occupando il primo piano della tela e spingendo i corpi a spostarsi, fino a costringere fuori dal perimetro del quadro la figura umana e diventare gli indiscussi soggetti del dipinto stesso. Nella “Stanza dei Letti Vuoti”, una serie di emozionanti dipinti monocromi, l’eliminazione della figura umana costituisce una nuova tipologia pittorica basata sull’astrazione che lo porta a lavorare esclusivamente sul panneggio, in un’atmosfera profondamente meditativa con riferimenti ai sette chakra in un processo di decodificazione dei colori dello spettro cromatico e al concetto di assenza, che assume spesso le caratteristiche di una presenza costante.
Amici, Nemici, Letti e Mariti (Friends, Foes, Beds and Beaus) di Patrizio di Massimo è visitabile presso gli spazi della galleria Gió Marconi in via Alessandro Tadino 15 a Milano fino all’8 marzo 2025.






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