Il ritorno alle origini passa dall’arte: a Locorotondo sei artisti dialogano con la storia del Leonardo Trulli Resort

Nel cuore della Puglia, tra la luce della Valle d’Itria, la geometria dei trulli e il ritmo degli ulivi, il Leonardo Trulli Resort interpreta l’ospitalità come una forma di relazione con il paesaggio. La pietra, il silenzio, il tempo disteso e la memoria di una famiglia definiscono un luogo nel quale il lusso coincide con lo spazio, con la calma e con la possibilità di ritrovare una misura più autentica. È da questa identità, sedimentata nel corso di oltre tre secoli, che prende forma Ritorni. Il risveglio delle origini, la mostra ospitata a Locorotondo dal 13 luglio al 30 settembre 2026.

Realizzata in collaborazione con Oblong Contemporary Gallery e accessibile anche al pubblico esterno su prenotazione, la rassegna riunisce le opere di Fulvio Bifarini, Stefano Bombardieri, Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Gianfranco Meggiato e Stefano Pierotti. Sculture e dipinti attraversano i giardini, le ville, i trulli e gli ambienti interni del resort, costruendo un itinerario dedicato alla materia, alla memoria, alla fragilità umana e al rapporto con il cosmo.

Photo_Courtesy_Leonardo Trulli Resort

Custode di questo luogo è Rosalba Cardone, erede di una storia iniziata più di trecento anni fa, quando i suoi antenati edificarono pietra dopo pietra i trulli che ancora oggi ne definiscono il carattere. L’apertura all’arte contemporanea nasce dalla volontà di affidare alla tradizione una nuova possibilità di espressione, mantenendo vivo il legame tra ciò che il luogo è stato e ciò che può ancora diventare.

Al centro del progetto si trova la figura simbolica di Leonardo, antico proprietario della masseria e interprete di un rapporto essenziale con la terra. A lui apparteneva un piccolo mondo fatto di una masseria, un trullo solitario e un paesaggio agricolo scandito dal lavoro, dalle stagioni e dalla continuità dei gesti. Quando questa eredità è giunta a Rosalba Cardone, il compito di conservarla si è trasformato in una responsabilità più ampia: permettere al luogo di continuare a respirare nel presente e di generare nuove forme di vita.

Abstract metal lattice sculpture with gold and dark tones on a mirrored pedestal by a poolside.
Giangranco Meggiato_installazione a bordo piscina

Il resort si presenta così come un organismo in evoluzione. Il trullo originario è entrato a far parte di un villaggio di pietra, la masseria si è trasformata in uno spazio dedicato all’accoglienza, mentre l’orto, i vigneti e gli ulivi secolari continuano a seguire il ritmo naturale delle stagioni. Ogni elemento viene reinterpretato all’interno di una continuità che coinvolge architettura, paesaggio, memoria familiare e sensibilità contemporanea.

Il titolo Ritorni. Il risveglio delle origini individua il nucleo concettuale della mostra. Ritornare significa riconoscere ciò da cui si proviene, rileggerlo attraverso il presente e ricavarne una nuova direzione. L’origine diventa una materia viva, capace di attivare lo sguardo e la coscienza. Tra i trulli e gli ulivi, le opere si inseriscono come presenze autonome e, allo stesso tempo, profondamente connesse con l’ambiente.

Il percorso è articolato idealmente in sei momenti interiori: il risveglio della materia, della memoria, della vita, dell’uomo, della danza e del cosmo. Ogni artista interpreta una soglia diversa di questo itinerario. La materia riconduce al principio, la memoria diventa radice, la vita richiama la necessità della protezione, l’essere umano incontra la propria vulnerabilità, la danza apre uno spazio di libertà e il cosmo ricompone l’esperienza individuale all’interno di un ordine più vasto.

Bronze giraffe statue on a black pedestal in a sunlit outdoor seating area with cushions and greenery behind.
Giuseppe Maiorana_installazione sotto la grande quercia_

Le sculture instaurano un rapporto diretto con la forza fisica della pietra pugliese, con le geometrie dei trulli e con la presenza degli ulivi. Il paesaggio assume la funzione di dispositivo espositivo, mentre il movimento del visitatore diventa parte integrante dell’esperienza. Ogni opera modifica la percezione del luogo attraverso relazioni, proporzioni e risonanze, invitando a cambiare punto di osservazione e a seguire le trasformazioni della luce sulle superfici. In questo incontro, la materia scultorea entra in relazione con la memoria costruttiva delle architetture. I volumi contemporanei dialogano con forme nate da un sapere antico, tramandato attraverso il lavoro manuale e l’esperienza. Il gesto di chi ha innalzato le pietre incontra quello di chi oggi attribuisce alla materia una nuova configurazione simbolica. Il passato agisce come forza generativa, mentre il presente ne assume la responsabilità interpretativa.

Fulvio Bifarini_petite galerie a bordo piscina

Il lavoro di Fulvio Bifarini accompagna il passaggio dal respiro monumentale del parco agli ambienti più raccolti del resort. Le sue grandi tele astratte a olio nascono da un gesto istintivo, nel quale il colore si fa corpo, energia e traccia emotiva. La pittura assume il carattere di un atto primario, legato al bisogno ancestrale dell’essere umano di lasciare un segno e di rendere visibile ciò che appartiene alla dimensione interiore. Le superfici pittoriche trattengono tensioni, stratificazioni e aperture, introducendo nel percorso una diversa qualità del tempo. Inserite negli spazi abitati del resort, le opere stabiliscono una relazione diretta con la luce, l’architettura e la quotidianità. Il colore diventa uno strumento di conoscenza emotiva, capace di restituire la complessità delle sfumature e la vitalità del sentire.

Le opere di Stefano Bombardieri, Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Gianfranco Meggiato e Stefano Pierotti ampliano questa riflessione attraverso linguaggi e sensibilità differenti. Emergono tra gli ulivi, accompagnano i sentieri e costruiscono corrispondenze con le architetture in pietra. Ogni intervento conserva la propria identità, mentre l’insieme compone una narrazione condivisa sul legame tra essere umano, natura e tempo. Il ritorno evocato dal titolo coincide con la possibilità di riconoscere la terra come parte della propria identità e di ritrovare una misura capace di tenere insieme esperienza individuale e memoria collettiva.

Lying white tiger statue with black stripes in front of a stone building with a tall cone-shaped roof and blue sky above
Stefano Bombardieri_installazione nell’antico baglio

Nel Leonardo Trulli Resort, l’arte contemporanea entra in una storia già iniziata e ne apre un nuovo capitolo. I trulli, gli ulivi, le sculture e le tele diventano custodi di una narrazione comune, nella quale l’eredità di Leonardo continua a vivere attraverso la cura di Rosalba Cardone e la capacità dell’arte di trasformare la memoria in futuro.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

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