FROM arriva alla quarta stagione con un vantaggio raro e un rischio enorme: ha costruito una delle mitologie horror più magnetiche degli ultimi anni, ma ha anche chiesto allo spettatore un atto di fede sempre più impegnativo. La città, i mostri, gli alberi, i talismani, le visioni, i bambini, il Man in Yellow, Fatima, Smiley, Tabitha e Jade: ogni elemento sembra promettere una rivelazione decisiva, eppure la serie continua a vivere in una zona di sospensione che affascina e, a tratti, irrita.
La quarta stagione, conclusa il 28 giugno 2026, conferma questa doppia natura. Da una parte alza finalmente la posta in gioco, spostando il racconto dalla semplice sopravvivenza alla costruzione di una vera cosmologia dell’orrore. Dall’altra insiste sul suo vizio principale: moltiplicare simboli, traumi e piste narrative senza sempre restituire una direzione proporzionata all’attesa. Il risultato è una stagione potente, spesso inquietante, ma anche appesantita da un’architettura narrativa che continua a rimandare il centro del discorso. La serie è stata rinnovata per una quinta e ultima stagione, prevista per il 2027, e questo rende ancora più evidente quanto la quarta funzioni come grande preparazione al finale.
Il personaggio più importante della stagione è il Man in Yellow, qui più attivo e manipolatorio. La sua capacità di assumere la forma di Sophia e di usare la fragilità degli abitanti contro di loro dà alla serie un antagonista finalmente più concreto. La morte di Elgin, manipolato fino alla fine, è uno dei momenti più duri perché mostra quanto la città sappia trasformare il bisogno di senso in obbedienza cieca. È un passaggio riuscito: FROM lavora bene quando fa capire che il vero orrore non sta solo nelle creature notturne, ma nella disperazione con cui gli esseri umani cercano una spiegazione.
Il problema è che la stagione spesso confonde densità con profondità. Ogni episodio aggiunge un nuovo indizio, un nuovo trauma, una nuova visione, una nuova regola del luogo. Il Bottle Tree, i portali, i talismani sottratti, i fulmini rossi, i terremoti, il rituale legato alle ossa dei bambini: tutto contribuisce a una sensazione di collasso, ma non sempre a una reale progressione drammatica. Il finale, con la rimozione del Bottle Tree e la perdita delle protezioni, è visivamente e narrativamente forte, ma arriva dopo un percorso che in diversi momenti sembra più interessato ad aumentare il rumore mitologico che a chiarire il disegno.
Fatima resta l’elemento più ambiguo e interessante. Dopo il parto mostruoso, il suo legame con le creature diventa una delle intuizioni più disturbanti della stagione. La possibilità che possa percepirle, controllarle o addirittura trasformarsi per proteggere gli altri apre uno spazio narrativo potente, perché sposta il confine tra umano e mostruoso. Qui FROM trova una delle sue immagini migliori: il corpo come territorio contaminato, la maternità come incubo, la protezione come forma di metamorfosi. Anche in questo caso, però, la serie tende ad allungare il mistero fino al limite, lasciando lo spettatore più affamato che soddisfatto.
La morte di Marielle funziona sul piano emotivo, ma rivela anche un’altra debolezza della stagione: alcuni personaggi sembrano esistere soprattutto per essere sacrificati al momento giusto. FROM sa creare tensione, sa sporcare le relazioni, sa far sentire il peso fisico della paura. Quando deve distribuire il valore narrativo tra i suoi personaggi, però, tende a privilegiare il meccanismo del mistero rispetto alla complessità umana.
La quarta stagione è quindi un capitolo necessario, intenso, pieno di immagini efficaci, ma anche il punto in cui la serie mostra con più chiarezza il proprio limite. FROM 4 affascina perché promette un ordine nascosto dietro il caos; frustra perché quell’ordine resta ancora troppo spesso fuori campo. La città diventa più grande, più antica, più feroce. Lo spettatore, però, ha bisogno che la quinta stagione trasformi finalmente l’accumulo in rivelazione.
Il finale lascia tutti nel punto più fragile: talismani perduti, mostri più vicini, rituali incompleti, Victor quasi ucciso da Henry, Fatima sospesa tra salvezza e mostruosità. È un cliffhanger efficace, ma anche un patto definitivo con il pubblico. Dopo quattro stagioni, FROM può ancora permettersi il mistero, ma non può più vivere solo di promessa. La quinta stagione dovrà dimostrare che dietro la nebbia non c’era soltanto un grande labirinto, ma una visione.


