Frida Opera Musical debutta a Milano: grande impatto visivo, ma la narrazione fatica a trovare ritmo

Dopo il grande successo di “La Divina Commedia Opera Musical” e “Van Gogh Cafè Opera Musical”, la Mic International Company porta in scena Frida Opera Musical, scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano, diretto da Andrea Ortis e con la partecipazione di Drusilla Foer. Un viaggio che racconta la straordinaria esistenza di Frida Kahlo nel Messico post-rivoluzionario, tra fermenti ideologici, arte murale, influenze europee e figure chiave come Zapata, Trotsky, Breton, Tina Modotti, solo per citarne alcune. È un viaggio corale nel cuore di un’epoca segnata dal desiderio di cambiamento, in cui Frida vive con sfrontata autenticità.

Porta firma italiana la prima opera teatrale musicale al mondo su Frida Kahlo, in collaborazione con il Museo Frida Kahlo “Casa Azul” e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico e con il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. “Frida Opera Musical” ha debuttato lo scorso 30 ottobre al Teatro Arcimboldi di Milano e partirà poi per un tour che toccherà Firenze, Roma e Torino. 

In circa due ore e mezzo di spettacolo, il musical racconta la straordinaria esistenza di Frida Kahlo, artista, icona del femminile, anima ribelle di un’epoca in tumulto, una delle personalità artistiche più influenti del nostro tempo e più originale, ma anche più stereotipata e utilizzata ai fini di marketing. Dalla giovinezza segnata dalla poliomielite e dal terribile incidente stradale dei 18 anni, che segna per sempre il suo fisico e la condanna a dolori cronici lancinanti, all’amore per il pittore Diego Rivera (qui interpretato da Andrea Ortiz). Dai viaggi a Parigi e a New York all’amore per la cultura messicana e la lotta politica, lo scopo di “Frida Opera Musical” è restituire l’immagine umana e vera dell’artista e della donna, con attenzione particolare alla sua grande forza d’animo e alla resilienza che le ha permesso di trasformare ogni dolore e sofferenza in arte e bellezza.

Frida appare in continuo dialogo e confronto con la Morte, non quella europea, cupa e triste, ma quella messicana, fatta dell’ironia e dei colori sgargianti della Catrina (Drusilla Foer). D’altronde, potrebbe esserci vita senza la morte? E potrebbe esserci gioia, senza la sofferenza?

Come già accaduto per “Van Gogh Cafè Opera Musical”, che abbiamo recensito l’anno scorso, lo spettacolo è un caleidoscopio di linguaggi visivi e artistici, dalla recitazione alla danza alla proiezione di alcune delle opere più iconiche della Kahlo e di Rivera. I 26 interpreti in scena si destreggiano in canti corali e singoli e in diverse coreografie che ricalcano lo stile delle ambientazioni della storia, dalla Parigi del primo Novecento all’America della Grande Depressione*, fino all’allegria del Messico tinto di forti rimandi al popolo Azteco. 

“Frida Opera Musical” è di grande impatto visivo, cui, oltre alle proiezioni su doppio fondale, contribuiscono i bellissimi costumi di Erika Carretta, ma il ritmo narrativo appare lento e spezzato, e gli interpreti principali – Drusilla Foer/la Catrina, Andrea Ortis/Diego Rivera e Federica Butera nei panni di Frida – non riescono a prevalere né in forza dell’energia portata sul palco né del copione sulla invece ottima performance del resto del cast artistico.

L’impressione generale che se ne ricava è di una rappresentazione visivamente piacevole, un po’ noiosa nelle parti non cantate o ballate, che sarebbe sicuramente potuta durare qualche decina di minuti in meno non guastando il senso e lo scopo di “Frida Opera Musical”, ma donandole sicuramente l’impatto, l’energia e la vitalità che contraddistingue la figura artistica che si intende celebrare.

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