Dal 23 al 31 maggio 2026 la città di Cremona ospita Fossil, progetto di installazioni e sculture mixed media di Luca Baldocchi, conosciuto anche con l’identità digitale user_1973511, realizzato nell’ambito della manifestazione Cremona Contemporanea, a cura di Rossella Farinotti. L’esposizione si configura come una presenza deliberatamente diffusa nello spazio urbano e si sviluppa attraverso cinque sedi cittadine, costruendo un percorso che trasforma la fruizione del pubblico in un attraversamento progressivo della città. La decisione di non concentrare le opere in un unico spazio espositivo non rappresenta soltanto una scelta organizzativa ma costituisce un elemento centrale del progetto: il visitatore è chiamato a spostarsi tra contesti diversi, a costruire la propria esperienza attraverso il movimento, stabilendo un rapporto diretto tra opera, luogo e percezione urbana.
All’interno di questa struttura, ogni sede diventa parte integrante del dispositivo espositivo. Le installazioni si inseriscono in ambienti differenti — culturali, commerciali e produttivi — instaurando un dialogo con l’architettura e con la dimensione sociale dei luoghi che le ospitano. L’opera non si limita a occupare uno spazio ma entra in relazione con il contesto, modificandone temporaneamente la percezione e introducendo una nuova lettura dell’ambiente quotidiano. In questo modo la città stessa diventa un campo narrativo, un territorio attraversato da presenze scultoree che si presentano come segni disseminati nello spazio urbano.
Il progetto Fossil nasce come una serie di installazioni e sculture che riflettono su ciò che rimane quando i sistemi collassano. Baldocchi non costruisce una narrazione nostalgica del passato né propone una documentazione di ciò che è stato; il suo lavoro si concentra piuttosto su una dimensione ipotetica e prospettica. Le opere sembrano provenire da un tempo successivo al presente, come se fossero reperti sopravvissuti alla trasformazione delle strutture sociali contemporanee. L’artista costruisce così oggetti che possiedono l’apparenza di testimonianze archeologiche, ma che appartengono in realtà a un futuro immaginato.
Gli elementi che compongono la serie sono definiti “reperti”, oggetti che appaiono estratti da un contesto funzionale e trasformati in presenze autonome. Oggetti e materiali appartenenti alla dimensione quotidiana vengono rielaborati attraverso interventi formali e compositivi che ne modificano la funzione e l’identità. In questa trasformazione, l’oggetto perde la sua utilità immediata e assume una nuova condizione simbolica, diventando indizio di un possibile scenario futuro. Le sculture si collocano in una condizione di tensione latente: evocano strumenti di protezione, strutture di sostegno o dispositivi tecnici, ma allo stesso tempo suggeriscono la presenza di meccanismi di controllo. Questa ambiguità genera una percezione instabile, in cui protezione e minaccia, cura e potere, ordine e fragilità convivono all’interno della stessa forma.
Il progetto non si presenta come una serie chiusa ma come un archivio in continua espansione. Ogni nuova opera contribuisce ad ampliare un sistema di tracce che trasforma il presente in materia archeologica. In questa prospettiva, Baldocchi lavora sulla percezione temporale dell’oggetto: ciò che osserviamo non è soltanto una scultura o un’installazione, ma una possibile testimonianza di un tempo futuro, una traccia che invita a interrogare la relazione tra tecnologia, struttura sociale e memoria collettiva.
La distribuzione delle opere in cinque sedi rafforza ulteriormente questa dimensione narrativa. Le installazioni sono presentate presso Cascina Lago Scuro (Via Giacomo Pagliari 54, Stagno Lombardo), secondo il programma della manifestazione; presso Torrefazione Vittoria (Via Ferrabò 4A, Cremona), aperta dal martedì al venerdì dalle 8:00 alle 15:00 e dalle 18:30 alle 22:00, e il sabato dalle 8:00 alle 15:00 e dalle 18:30 alle 23:00; presso Utopia in Galleria (Galleria XXV Aprile, Corso Campi 1), con un’opera visibile ventiquattro ore su ventiquattro dall’esterno; presso La Sosta (Via Sicardo Vescovo 9), aperta dal martedì al sabato dalle 12:15 alle 14:00 e dalle 19:30 alle 22:00; e infine presso AutoCaviglia (Via Giuseppina 15, zona artigianale di Cremona), aperta dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00. La varietà di questi contesti contribuisce a radicare il progetto nella dimensione urbana e quotidiana, amplificando la relazione tra opera e ambiente.
La ricerca di Luca Baldocchi si colloca all’intersezione tra design d’interni, arte digitale e narrazione mixed media. Il suo lavoro costruisce mondi concettuali in cui la dimensione estetica diventa uno strumento di analisi capace di interrogare il rapporto tra realtà, tecnologia e memoria. Attraverso la trasformazione di oggetti funzionali in presenze scultoree ambigue, l’artista evidenzia alcune delle tensioni che caratterizzano la contemporaneità: la promessa di protezione che si trasforma in controllo, la relazione instabile tra ordine e fragilità, la sottile linea che separa il gesto di cura dall’esercizio del potere.


