A San Quirico d’Orcia la scultura torna a misurarsi con il paesaggio, non come semplice presenza monumentale, ma come dispositivo capace di orientare lo sguardo e rileggere i luoghi. Il 25 luglio 2026 è stata inaugurata la 55ª edizione di Forme nel Verde, istituita da Mario Guidotti nel 1971 e considerata la prima e più antica rassegna di arte ambientale in Italia. Realizzata con il sostegno del Comune di San Quirico d’Orcia e in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery, la manifestazione sarà visitabile fino al 1° novembre.
Al centro dell’edizione di quest’anno si trova la mostra di Gianfranco Meggiato, In Itinere. L’Uomo Quantico in cammino… Un viaggio interiore lungo la Via Francigena. Le opere accompagnano il visitatore attraverso San Quirico, inserendosi in un tessuto urbano segnato da secoli di attraversamenti e instaurando un dialogo con piazze, giardini e architetture che da oltre 1150 anni accolgono il passaggio dei pellegrini. Il percorso prende avvio nei cinquecenteschi Horti Leonini, prosegue nel centro storico e raggiunge Palazzo Chigi Zondadari, dove viene presentato in anteprima internazionale un corpus di 30 disegni inediti.

Le forme dinamiche delle opere di Meggiato, sospese tra materia e vuoto, entrano in dialogo con l’armonia delle architetture storiche e con il paesaggio della Val d’Orcia, trasformando il percorso espositivo in un’esperienza di osservazione e di ascolto.
Lo stesso Meggiato ha spiegato che il vero tema della mostra è il viaggio interiore dell’uomo alla scoperta della propria natura. Il cammino attraverso il paesaggio della Val d’Orcia si trasforma in una domanda aperta: che cosa stiamo realmente cercando mentre ci dirigiamo verso una meta? Ogni vero viaggio custodisce un’altra direzione, invisibile e più profonda: quella che conduce alla scoperta di sé stessi. La Via Francigena diventa così metafora di un’esperienza universale: il cammino dell’uomo dentro la propria coscienza.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce la riflessione di Meggiato sui concetti della fisica quantistica: per l’artista la coscienza e le frequenze emesse dall’essere umano sono in grado di influenzare la realtà e la consapevolezza di sé rappresenta il primo passo per riconoscere il legame profondo tra individuo, universo e tutto ciò che lo circonda.
L’edizione di quest’anno è stata affidata alla direzione artistica di Carlo Pizzichini, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, che nel suo discorso di inaugurazione ha sottolineato il legame tra le opere, il territorio valdorciano e il pensiero dell’artista, definendo Meggiato un “uomo quantico”, capace di riconoscere che ogni cosa è in relazione con un’altra, che nulla è separato e che tutto respira insieme. Un principio che si rispecchia anche nella struttura stessa della mostra, diffusa nel tessuto urbano ma al tempo stesso compatta nel suo significato.
Domenico Piraina, Direttore della Direzione Cultura del Comune di Milano, ha elogiato il ruolo pionieristico di San Quirico d’Orcia nell’ambito dell’arte ambientale, evidenziando come il lavoro di Meggiato si inserisca in una riflessione più ampia sul rapporto tra arte, scienza e spiritualità. Nella sua lettura, le sculture dell’artista restituiscono una visione della realtà fondata su relazioni, energia e vuoto, invitando lo spettatore a superare una percezione esclusivamente materiale del mondo e a interrogarsi sul vero significato dell’esistenza.
Su questa stessa idea di apertura e condivisione si è concentrato l’intervento del sindaco di San Quirico d’Orcia, Mario Bartoli, che ha sottolineato il valore della mostra come esperienza capace di unire dimensione personale e collettiva. Ribadendo l’importanza di investire nei giovani, nell’accessibilità e nella cultura, ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’arte come strumento di partecipazione. In questa prospettiva si inserisce l’introduzione di un totem aptico installato a Palazzo Chigi, pensato per rendere il percorso espositivo più inclusivo e consentire anche ai visitatori con disabilità di entrare in relazione con le opere.

Accanto al percorso dedicato a Meggiato, un’area di Palazzo Chigi Zondadari rende omaggio ai novant’anni del grande vignettista di satira politica Emilio Giannelli, con la mostra Alle belle statuine, un’esposizione di piccole sculture caricaturali in terracotta. Giannelli ha plasmato politici, figure ecclesiastiche, persone comuni e povera gente con la stessa immediatezza con cui traccia le sue vignette, trasferendo nella tridimensionalità della terracotta il linguaggio ironico e satirico che da sempre caratterizza la sua produzione.
A completare il percorso della 55ª edizione è Young 2026, progetto espositivo dedicato al talento emergente under 35, ospitato nelle sale del Palazzo. L’iniziativa riunisce le opere di venti studenti provenienti da dieci Accademie di Belle Arti italiane, realizzate attraverso una pluralità di materiali, tecniche e linguaggi. Per la realizzazione di questa iniziativa è stato fondamentale il sostegno di Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS Cyber, industria italiana leader nella cybersicurezza, da sempre impegnata nella valorizzazione dei giovani talenti e nella promozione della loro creatività.
Con quest’ultima edizione di Forme nel Verde, San Quirico d’Orcia rinnova la propria vocazione a luogo d’incontro tra arte contemporanea, territorio e patrimonio storico. Attraverso il dialogo tra le sculture di Gianfranco Meggiato, l’omaggio a Emilio Giannelli e il progetto dedicato ai giovani artisti, la manifestazione propone un percorso che intreccia memoria, ricerca e sperimentazione. Un invito a vivere il territorio come spazio di riflessione e scoperta, dove la creatività diventa occasione di confronto tra generazioni, linguaggi e visioni, valorizzando il profondo legame tra uomo, natura e cultura.




