Flavio Favelli a Gibellina con 500, il murale sulle banconote tra arte pubblica e memoria

Ogni moneta è un patto di fiducia. La teniamo in mano, la scambiamo, la conserviamo, la dimentichiamo nei cassetti, ma il suo potere nasce sempre da un accordo collettivo: credere che quella carta valga qualcosa. Flavio Favelli parte da qui, da un oggetto quotidiano e insieme misterioso, per il nuovo intervento pensato per Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. L’opera si intitola 500, è curata da Cristina Costanzo e sarà presentata al pubblico il 4 luglio 2026, al termine della residenza artistica dell’artista in città.

Favelli, nato a Firenze nel 1967, arriva a Gibellina dentro un programma che continua a interrogare il rapporto tra arte pubblica, memoria urbana e identità collettiva. La città siciliana, ricostruita dopo il terremoto del Belice e trasformata nel tempo in un laboratorio unico di arte contemporanea, offre all’artista un contesto particolarmente denso. Qui lo spazio pubblico porta con sé una storia stratificata, fatta di ricostruzione, utopia, ferite, architetture e opere che abitano il paesaggio quotidiano. In questo scenario, Favelli sceglie il muro: una superficie semplice solo in apparenza, esposta allo sguardo di tutti, destinata a entrare nella vita ordinaria dei cittadini.

Il murale sarà realizzato in un’area comunale prospiciente piazza 15 Gennaio, luogo simbolico della memoria e dell’identità di Gibellina. La scelta non è neutra. Il muro, nello spazio pubblico, agisce in modo diretto: non chiede l’ingresso in un museo, non prevede la protezione della distanza espositiva, non separa l’opera dalla vita. Raccoglie sguardi quotidiani, attraversamenti, abitudini, discussioni. Diventa una presenza stabile dentro la città, una forma di immagine che non si contempla soltanto, ma si incontra.

L’opera 500 prosegue una ricerca che Favelli conduce dal 2012 sulla pittura murale, attraversando contesti diversi e generando spesso un confronto acceso sul senso dell’immagine pubblica. Il punto centrale della sua indagine riguarda il cortocircuito tra opera, immagine e interpretazione. Cosa accade quando un’immagine viene ingrandita, copiata, spostata dal proprio supporto originario e portata nello spazio urbano? Quale valore conserva, quale valore perde, quale valore acquista? Favelli lavora proprio su questa ambiguità, trasformando la riproduzione in uno strumento critico.

Per Gibellina l’artista sceglie due banconote: quella da 500mila lire e quella da 500 euro. Il murale raffigurerà il recto e il verso di entrambe, mettendo a confronto due immagini monetarie cariche di implicazioni storiche, economiche e simboliche. La 500mila lire è una carta moneta rara, poco conosciuta, con la più bassa circolazione nella storia della Repubblica, ma considerata un capolavoro numismatico per qualità artistica e sistemi di sicurezza. È dedicata a Raffaello Sanzio: sul verso appare La Scuola di Atene, mentre sul recto compaiono l’autoritratto dell’artista e un particolare del Trionfo di Galatea. La moneta diventa così una piccola pinacoteca tascabile, un dispositivo di memoria nazionale affidato alla circolazione economica.

La 500 euro, invece, appartiene a un immaginario diverso. È il taglio più alto della moneta europea, ancora in circolazione ma destinato progressivamente a scomparire. Le sue immagini rappresentano architetture mai esistite: sul recto facciate contemporanee, sul verso un ponte strallato sospeso da funi e piloni. Un’architettura ideale, anonima, quasi progettata per essere di tutti e di nessuno. Favelli legge in quel ponte anche un’eco del ponte di Messina, immagine politica, promessa infrastrutturale, fantasma ricorrente del dibattito italiano.

Portate su un muro di Gibellina, queste due banconote cambiano scala e significato. Da oggetti di scambio diventano immagini monumentali. Da strumenti economici diventano superfici di memoria. Il gesto apparentemente neutro del copiare e ingrandire si rivela un’operazione complessa, capace di interrogare il rapporto tra arte e denaro, tra fiducia e potere, tra valore simbolico e valore materiale.

Con 500, Favelli inserisce nella città una domanda visiva potente: che cosa scegliamo di riconoscere come valore? La risposta resta aperta, affidata allo sguardo quotidiano di chi attraverserà piazza 15 Gennaio.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Joseph Kosuth e i 28 metri di neon al Museo del Novecento

La nuova installazione permanente realizzata dall'artista americano per il Museo del Novecento - una scritta al neon di ventotto metri intitolata Vedere le cose - non si limita ad aggiungere un'opera alla collezione del museo, ma modifica piuttosto il modo in cui ci rapportiamo allo spazio che la ospita e, soprattutto, alla città che la circonda

Infinito Cabinet: miti, oggetti e narrazioni nella Wunderkammer di Maria Cristina Crespo

Tra gli eventi collaterali di una Biennale Arte che sussurra e riverbera l'intima bellezza delle espressioni corali, Infinito Cabinet di Maria Cristina Crespo, organizzato da Eclettica Cultura dell'Arte e a cura di Giusy Caroppo, racconta le infinite storie dell'essere umano. Miti, leggende e narrazioni si intrecciano, tra realtà e finzione, tra passato e presente, tra opera e oggetto, all'interno di uno spazio raccolto, saturo ed eterogeneo, creando una Wunderkammer di storie e simboli.

A Civitanova Marche la grafica di Fares Cachoux attraversa guerre, identità e contraddizioni del presente

La grafica, quando rinuncia alla decorazione e sceglie la precisione, può diventare uno degli strumenti più incisivi per leggere il presente. È su questa capacità di condensare tensioni politiche, ferite collettive e questioni sociali in immagini immediate che si fonda la ricerca di Fares Cachoux, artista franco-siriano protagonista della sua prima mostra personale in Italia. Dal 13 agosto al 3 novembre, lo Spazio Multimediale San Francesco di Civitanova Marche ospita …Oltre, progetto curato da Cristina Falco ed Enrico Lattanzi e organizzato dal Museo MAGMA insieme a Cartacanta APS.
Redazione Artuu
Redazione Artuu
I migliori Articoli della Redazione di Artuu

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui