Eugenio Viola torna al Madre: una direzione nel segno dell’esperienza internazionale

Eugenio Viola è il nuovo direttore del Madre di Napoli. La nomina, annunciata il 17 luglio 2026 a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, riporta nel museo un curatore che ne conosce profondamente la storia, la struttura e il rapporto con il territorio. Viola succede a Eva Fabbris, alla guida dell’istituzione dal 2023, e assume un incarico triennale al termine di una selezione pubblica che ha raccolto circa trenta candidature, cinque delle quali arrivate al colloquio finale.

La sua nomina rappresenta prima di tutto un ritorno consapevole. Nato a Napoli nel 1975, Viola ha lavorato al Madre dal 2009 al 2016, ricoprendo diversi incarichi curatoriali e partecipando a una fase decisiva nella definizione dell’identità del museo. Dal 2013 si è occupato anche dello sviluppo e della ricerca legati alla collezione, contribuendo al progetto Per_formare una collezione, pensato per costruire progressivamente un patrimonio capace di raccontare l’arte contemporanea attraverso il dialogo con Napoli e la Campania.

In quegli anni ha curato o co-curato esposizioni dedicate a figure come Boris Mikhailov, Francis Alÿs, Vettor Pisani, Giulia Piscitelli e Daniel Buren. Una pratica curatoriale fondata sulla relazione fra opera, spazio e contesto, con particolare attenzione alle ricerche performative, alle politiche del corpo e ai linguaggi capaci di interrogare le trasformazioni sociali. Il suo legame con la scena napoletana è emerso con chiarezza anche in Sette Stagioni dello Spirito, il progetto di Gian Maria Tosatti sviluppato in diversi luoghi della città e successivamente confluito nel percorso che avrebbe condotto i due al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.

Dopo l’esperienza al Madre, il profilo di Viola ha acquisito una dimensione sempre più internazionale. Tra il 2017 e il 2019 è stato Senior Curator del Perth Institute of Contemporary Arts, in Australia, dove ha lavorato a progetti dedicati, fra gli altri, a Kimsooja, Amalia Pica e Cassils. Dal 2019 al 2026 ha diretto artisticamente il Museo de Arte Moderno de Bogotá, confrontandosi con una scena culturale complessa e con le prospettive dell’arte latinoamericana. Nel 2022 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, affidando per la prima volta l’intero spazio a un unico artista, Gian Maria Tosatti. Più recentemente ha diretto la XXIV Bienal de Arte Paiz in Guatemala, riunendo artisti provenienti da diversi continenti intorno ai temi della coesistenza e dell’interdipendenza.

Questa traiettoria rende la nomina particolarmente significativa. Viola torna a Napoli dopo aver osservato il sistema dell’arte italiana da una prospettiva esterna, maturata fra Oceania e America Latina. Porta con sé una rete internazionale, una conoscenza diretta delle dinamiche museali globali e un interesse costante per le pratiche artistiche che intrecciano identità, politica, memoria e trasformazione sociale.

La sfida sarà tradurre questa esperienza in una visione capace di valorizzare le caratteristiche specifiche del Madre. Il museo occupa una posizione particolare: è un’istituzione regionale con ambizioni internazionali, inserita in una città dotata di una storia artistica straordinaria e di un tessuto contemporaneo vivace, articolato fra fondazioni, gallerie, spazi indipendenti e collezioni private.

Il ritorno di Viola può quindi favorire una nuova relazione fra radicamento territoriale e apertura globale. La conoscenza pregressa dell’istituzione permette di evitare una fase iniziale di semplice orientamento; l’esperienza acquisita all’estero offre invece strumenti per ripensarne il ruolo nel Mediterraneo e nei circuiti internazionali.

La sua direzione sarà valutata attraverso la qualità del programma, la crescita della collezione, il rapporto con gli artisti e la capacità di rendere il Madre un luogo realmente attraversato dalla città. La nomina stabilisce però un punto di partenza chiaro: Napoli sceglie un curatore che dal Madre ha avviato il proprio percorso internazionale e che ora vi ritorna con l’obiettivo di aprire una nuova fase della sua storia.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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