È nato prima l’uovo o la gallina? Un’interpretazione di Entrevidas di Anna Maria Maiolino 

Camminare sulle uova”, “rompere le uova nel  paniere”, “gallina dalle uova d’oro”, “cercare il pelo  nell’uovo”, quanto hanno a che fare le uova con la  vita umana? L’uovo come simbolo di nascita, scrigno di un nuovo essere, nella sua forma primaria assoluta.  

Anna Maria Maiolino (Scalea, 1942) – Leone d’Oro alla  Carriera 2024 – aveva pensato ad una passeggiata tra le uova quando, nel 1981 a Rio de Janeiro decise di mettere in atto la sua interpretazione della difficile situazione politica brasiliana segnata dall’ascesa al  potere del Generale João Figueiredo.  

Diventa allora così chiaro interpretare Tra le vite [Entrevidas]* come espressione artistica di vivere lo spazio come un campo minato, sorprendendosi (oppure no?) della fragilità delle vite che si incontrano lungo il tragitto, che siano la nostra o quella di coloro  che ci circondano. Il senso di precarietà unisce colui  che sovrasta e i vessati: le vite come le uova, che dipendono dall’equilibrio di chi si destreggia tra loro, che al tempo stesso rischia di inciampare rovinosamente. 

© Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie, Photo Hans-Georg Gaul

In assenza di parole, assistiamo alla coreografia di danzatori mentre ci chiediamo se sia presente o meno una logica dietro alla successione di passi, o  solo una fortunata coincidenza di idea e movimento. D’altronde questo è anche il quesito che ci tormenta:  vi è una logica nel nostro percorso di vita o  semplicemente una sequela di eventi più o meno fortunati? È la vita stessa che sceglie, o siamo noi  messi di fronte alla vita che scegliamo?

© Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie, Photo Hans-Georg Gaul

Anche la danza, come l’uovo, è simbolo di vita. Se pensiamo alla serie de “La Danza” di Henri Matisse  (1909-1910), le cinque figure antropomorfe  protagoniste volteggiano innocentemente sul confine  tra terra e cielo, tra finito e infinito, tra la dimensione  del corpo e la dimensione dell’idea. Riconosciamo la stessa precarietà dei movimenti dei piedi nudi dei cinque nei passi dei nostri danzatori tra le uova che, se nell’opera del maestro francese diventa vortice incessante e desideroso di proseguire, nella  performance di Maiolino può continuare all’infinito  facendosi spazio tra le vite sottostanti. 

La lotta tra la vita e la morte così poeticamente  inscenata trascende il suo primo significato di contestazione politica ed è ancora oggi simbolo di  resistenza tra le asperità in una coreografia improvvisata, ma necessaria. 

*La performance è stata riproposta al Castello di Rivoli lo scorso 18 Maggio 2024 con la collaborazione  della Compagnia EgriBiancoDanza e il Dipartimento Educazione del museo, nell’ambito dell’International Museum Day 2024 promosso da ICOM (International  Council of Museums).

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Carlotta Verrone
Carlotta Verrone
Carlotta Verrone (1997) è laureata in archeologia e storia dell’arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Frequenta il master internazionale in management dell’arte e della cultura presso la Rome Business School. Ha una passione per la scrittura e predilige l’arte italiana del Novecento. Ha esperienza come consulente per la comunicazione, ufficio stampa e pubbliche relazioni per l’arte. Attualmente collabora con Fondazione per la Cultura di Torino.

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