Dopo lo “scivolone” sui gay nei seminari, lo street artist Evyrein prende in giro il Papa

Dopo l’ennesima gaffe di Papa Francesco che, in questo caso, ha colpito l’ampio gruppo LGBTQ+ con una frase decisamente discutibile, cioè “nei seminari c’è troppa frociaggine”, pronunciata proprio durante l’assemblea generale a porte chiuse lo scorso 20 maggio a Roma con oltre 200 vescovi italiani e che toccava il tema di accoglienza o meno dei seminaristi dichiaratamente omosessuali, i commenti, i meme, gli sfottò e i distinguo di gran parte dell’opinione pubblica (per la maggior parte decisamente contrariata dall’infelice battuta del Papa) hanno fatto il giro del web. Insomma il Pontefice, ancora una volta, si è fatto notare da tutti, ma questa volta non proprio in positivo.

Giorni dopo, sono anche arrivate le scuse da parte della Santa Sede: “il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine riferito ad altri”. Troppo tardi, forse: nel frattempo, infatti, lo street artist Evyrein, originario di Schio, ha cominciato a studiare il caso per creare il suo ultimo murale.

Infatti, l’artista, e di lui un po’ come Banksy sappiamo ben poco, la notte del 29 maggio, ha dedicato un murale a Sua Santità, intitolato Scivolone, a Padova. Anche la collocazione dell’opera è tutt’altro che casuale: è situata proprio sulle mura del Seminario Maggiore Vescovile di Padova. Il murale ritrae una fotografia del Papa all’interno di quella che sembrerebbe una cornice ottocentesca, che ricorda vagamente le antiche fotografie che troviamo nelle case dei nostri nonni, e la scritta in un rosso sangue “Papa Frocesco”. È un divertente gioco di parole che riassume, in modo provocatorio, tutto il ‘macello’ papale ma, questo è certo, non è sicuramente la prima volta che Evyrein ritrae uno scandalo riportandolo sui muri.

C’è ad esempio da ricordare il caso che ha coinvolto la coppia (o l’ormai ex coppia) più popolare d’Italia, cioè quella di Fedez e Chiara Ferragni con il Pandoro Gate: l’artista aveva “immortalato” la signora Ferragni con il pandoro Balocco in mano e, con l’altra, Fedez; in alto l’enorme scritta, anche questa di un rosso acceso, “Attenzione pickpocket” (un chiaro riferimento alle borseggiatrici che bazzicano nelle metropolitane di Milano o a Venezia fermate dai paladini della giustizia). E non è mancata anche l’operazione fatta nel centro storico di Padova, dove ha raffigurato Uma Thurman con in mano un autovelox: un ironico inno alle azioni di Fleximan (qui trovate l’articolo completo).

Sicuramente, se siete nei paraggi, questo ultimo lavoro vale la pena di essere ammirato… ammesso che qualche censore della strada non lo abbia già censurato.

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Alfonso Umali
Alfonso Umali
Alfonso Umali (Milano 2001). Studente all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha partecipato a numerosi progetti artistici, con performance, manifestazioni di arte pubblica, laboratori e live painting. Ha incentrato la sua attività soprattutto su temi sociali e ambientali. Ha collaborato come assistente di galleria presso Galleria Vik Milano e con diversi artisti come social manager. Ha collaborato come giornalista free lance, trattando di arte e musica, su “Arte In magazine” e altre riviste di settore.

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