Deodato Arte, già punto di riferimento della scena artistica contemporanea, soprattutto in ambito Pop e Street, ha inaugurato un nuovo spazio espositivo all’Aquila, in Via Marrelli 8, in collaborazione con l’Art Director Laura Dramisino. La nuova galleria approda all’Aquila in un periodo di grande rinascita e valorizzazione del capoluogo abruzzese, Capitale italiana della Cultura 2026, ponendosi come crocevia di proposte artistiche già istituzionalizzate nel panorama internazionale e nuovi progetti (Banksy, Warhol, Mr. Brainwash, Richard Orlinski, David LaChapelle, Mr. Savethewall e numerosi altri).
La Galleria apre al pubblico con una performance di Mr. Savethewall, alias del comasco Pierpaolo Perretta, che si racconta al pubblico e, tra ironia e competenza stilistica e artistica, realizza un’opera live. L’artista è noto per la sua produzione in ambito “Post Street Art” e per lo stile urban, pop, iconico, provocatorio, ironico, nel rispetto dello spazio pubblico (protezione dei muri con dei nastri rimovibili), caratteristica fondamentale della sua poetica. Lo abbiamo conosciuto meglio attraverso qualche domanda.

Cosa ti interessa di un artista?
Mi interessa l’evoluzione di un artista. Ci si può ispirare a Banksy o a Pollock, ma bisogna vedere l’evoluzione. Se un artista continua a fare il dripping di Pollock è finita. Lo diceva Picasso, a proposito dell’artista che ruba e l’artista che imita, “Ruba l’arte e poi falla tua”. C’è un bellissimo libro di Austin Kleon “Ruba come un artista”. Vuol dire: Prendi ispirazione! Trova un pigmalione ma poi continua la tua strada.
Il tuo primo pigmalione?
È stato Banksy: ho cambiato vita grazie a lui. Sul suo sito diceva: “Fate come me”. L’ho scoperto quando metteva le sue opere fake nei musei. È un genio, l’artista contemporaneo più significativo che abbiamo. Ho iniziato seguendo lui in modo liberatorio, cioè di giorno in ufficio in giacca e cravatta e di notte andando a mettere i miei lavori in strada. Dopo qualche tempo la gente li staccava, li faceva incorniciare. Il corniciaio, una volta capito chi fossi, ha deciso di fare con me una mostra e da lì è iniziato tutto, ho cambiato vita.

Il ranocchio è una sorta di Alter Ego?
Sì, di giorno vestito da gentleman in giacca e cravatta e di notte, ranocchio, animale di transizione, portafortuna, in Cina considerato attrattore di risorse economiche, animale acquatico, diurno, notturno, che va avanti, non si gira a guardare indietro, salta. E io voglio saltare in avanti. Dobbiamo cercare di essere la migliore versione di noi, senza orpelli che ci qualifichino, giacca, cravatta, orologio.
Cosa ti ha colpito di più dell’Aquila?
Innanzitutto la luce. C’è una luce abbagliante. Mi piacciono la ricostruzione, il fermento, il prima e il dopo che si fondono, la transizione data da tutte queste pezze messe per arginare delle ferite. E poi vedere in altri palazzi la ferita rimarginata. Qui puoi vedere il prima, il durante e il dopo. Mi piace questo luogo, ti spinge a farsi scoprire. Sono andato a vedere il Maxxi, i luoghi d’arte, le architetture, la fontane delle 99 cannelle . Vorrei scendere circolarmente, a spirale. Mi piace la città. Vorrei essere un drone, guardarla dall’alto e rendermi conto delle sue complessità.




