Dentro “ELEMENTS”: il micromosaico di SICIS diventa esperienza sensoriale alla Milano Design Week

Gioco fra materia e bellezza, una tessera di mosaico è fatta di quattro elementi prima di diventare colore: la terra che si impasta nella base in argilla, il fuoco che trasforma la silice in vetro trasparente, l’acqua che rivela la superficie raffreddandola, l’aria che entra nei millimetri di vuoto tra tessera e tessera. Quel millimetro, che è luce, respiro, unione tra tecnica antica e design della materia, è il principio generativo da cui nasce ELEMENTS. Jewel and design, beyond form, installazione immersiva con cui SICIS trasforma il suo showroom milanese di Brera in un racconto sensoriale, durante la Milano Design Week 2026.

Da diversi anni SICIS partecipa al Salone Internazionale del Mobile di Milano con la presentazione della sua prima collezione Next Art nel 2010, design d’autore per oggetti d’arredo interpretati da veri e propri artisti; da quel momento l’impegno con l’interior design diventa un appuntamento fisso. Per questa edizione, nello showroom di Milano la novità è anche espositiva con un allestimento che prevede quattro ambientazioni e atmosfere distinte coniugando arredi insieme a pezzi iconici della linea SICIS Jewels, curata da Gioia Placuzzi, COO e Direttore Creativo del brand. Un dialogo che non è accostamento ma continuità — la stessa padronanza della materia che nelle grandi superfici musive diventa architettura, qui si concentra in un gioiello da indossare.

Storia e memoria convivono nel ritmo di un percorso contemporaneo che mescola arte, suono, gioiello e materia: l’autenticità di un brand nato nel 1987 a Cannuzzo di Cervia, cresciuto nel mondo senza perdere la propria radice nell’arte del mosaico.

Lo showroom di Via Fatebenefratelli è un forte segnale urbano che crea un dialogo con la boutique inaugurata nel 2014 in Via della Spiga nel quadrilatero della Moda. Per la settimana dedicata al design, le vetrine richiamano lo sguardo dei passanti con grandi serigrafie artistiche, rappresentazioni del focus espositivo studiato per l’interno attraverso i quattro elementi primordiali: Acqua, Terra, Aria e Fuoco.

Gli elementi primari sono il linguaggio universale della bellezza, li riconosciamo istintivamente, li sentiamo prima ancora di nominarli, è il sentimento che guida Gioia Placuzzi a costruire uno scenario innovativo ed armocromatico utilizzando le gradazioni dei quattro colori-elementi per rivestire i totem espositivi dedicati ai gioielli. Il lusso trasforma la mostra in esperienza diretta: al centro di ciascun ambiente — custodito in una moderna bacheca multisensoriale — ogni gioiello iconico di SICIS Jewels racchiude tecnica e design con coerenza moderna in una fusione perfetta tra forma naturale e suono percepito. La natura è fonte ispirativa sia come tema decorativo sia come forma organica vegetale o zoomorfa: il leopardo della Tanzania per la collezione Damisa (Fuoco), l’uccello amazzonico per Quetzal (Aria), il fiore delle regine per Iris Mauve (Terra), la flora marina per Anemone (Acqua). Il visitatore resta colpito dalla forma — il gesto d’arte applicata al decoro che trova nel micro mosaico la sua più alta espressione — mentre ascolta il crepitio del fuoco o lo scorrere dell’acqua: l’esperienza si fa teatro di sensazioni.

ELEMENTS porta al centro del Fuorisalone un fil rouge che attraversa tutta la storia del brand ravennate: dallo studio del metodo antico del mosaico romano alle realizzazioni più prestigiose per il mondo del lusso con grandi superfici musive all’interno di palazzi e hotel — il Ritz di Parigi, il Burj Al Arab, il Bellagio di Las Vegas — fino al tema dell’ esperienza artistica in collezioni di interior design, home decor e jewels design che si posizionano nella ricerca di una bellezza raffinata e distintiva.

La curiosità per il micromosaico nasce con la passione del suo fondatore, Maurizio Leo Placuzzi, che iniziò a collezionare esemplari negli anni Novanta. Mostrata in anteprima a Basilea con pezzi unici di alta gioielleria realizzati dal designer Roger Thomas, la linea Jewels è stata ufficialmente presentata alla fiera Couture di Las Vegas nel 2012. L’idea della nuova linea prende forma davanti ad alcuni gioielli ottocenteschi, manufatti con arte applicata al micromosaico, visibili in una delle raccolte private più importanti del mondo, le Gilbert Galleries, spazi permanenti recentemente ampliati all’interno del Victoria and Albert Museum di Londra. Oggi la linea rappresenta una eccellenza di lavorazione artistica italiana in cui ogni pezzo è un capolavoro da indossare: unico, raro, autentico. Il micromosaico è una tecnica antica molto complessa in cui vetro e minerali vengono fusi insieme per essere riformulati in sottili bacchette, tagliate successivamente in sezione perpendicolare dando vita ai microframmenti: ricerca, cura, attenzione, pazienza.

Nel design non sono mai state costruite esperienze in cui interior e jewelry si unissero in racconto sensoriale. L’incontro tra la tecnica millenaria e le pietre preziose è un dialogo tra unicità e desiderio. Migliaia di tessere in vetro di pochi millimetri, composte a mano formano superfici che mutano con la luce: il micromosaico in Elements non è più scenografia né rivestimento, ma tecnica che rende la materia viva, trasformando l’ornamento in struttura tridimensionale: sapere artigianale, ricerca artistica, innovazione che moltiplica il gesto. La natura non è sfondo ma vocabolario: ogni gioiello nasce da una forma osservata, studiata, restituita in micromosaico. Collane, anelli, bracciali e orecchini in oro, titanio, diamanti bianchi e tanzaniti cambiano colore e intensità a seconda dell’elemento che abitano — come se la materia ricordasse da dove viene.

L’Aria è dentro la collezione Quetzal, dove libertà e leggerezza del volo emergono nell’intreccio fra metalli e tessere colorate — verde smeraldo, rosso rubino, acquamarina — che richiamano il piumaggio del quetzal splendente, uno degli uccelli più belli e rari del pianeta prossimo alla minaccia per la perdita del suo habitat.

Il Fuoco è il protagonista di Damisa, collezione che incarna tre aspetti femminilieleganza, istinto, forza — tradotti in forma di leopardo che avvolge il gioiello. Toni ambrati, rossi intensi e ori incandescenti accendono ogni curva della collezione con un movimento silenzioso simile a quello di un felino in agguato o di una fiamma che lentamente si spegne: qui il micromosaico è fuoco trattenuto.

Red velvet necklace display bust with a leopard pendant against a fiery lava backdrop.

La Terra respira nella collezione Iris Mauve dove ametiste viola e diamanti affiorano dall’oro bianco come petali della corolla e le tessere di vetro evocano la delicatezza e precarietà della natura. Un respiro che scende in profondità e si avverte in chi si ferma a guardare: è un invito a riconoscere da dove si viene.

L’Acqua ispira la collezione Anemone, collocata nell’ambiente rilassato ed intimo del sonno e dei rituali del corpo: perle dei mari del Sud, diamanti, micro mosaico ondeggiano insieme con linee fluide imitando l’andamento del mare. L’oceano è la bussola, composto da infinite gocce come migliaia di minime parti il cui assemblaggio produce un’unica, inconfondibile superficie.

L’arte si confronta quotidianamente con la rarità. I gioielli esposti sono nuovi archetipi: portano con sé la memoria delle risorse che li hanno generati, in un tempo in cui memoria e sostenibilità non sono più scontate. SICIS le custodisce in una tessera di vetro.

SICIS al Salone del Mobile di Milano

L’eccellenza di SICIS è attraversare livelli diversi senza separarli: il decorativismo nei quadri, il rigore negli arredi home living, la maestosità nelle quinte e nelle porte rivestite in mosaico artistico, la luce nei gioielli impreziositi dal mosaico minuto. L’esposizione è ridotta all’essenziale per valorizzarli tutti: materia e suono sono parti di un racconto senza mediazioni.

Sic Immensos Clarosque Inceptos Somniavi. Così ho sognato opere grandiose che tutti riconosceranno. Maurizio Leo Placuzzi sapeva già che terra, fuoco, acqua e aria non erano solo quattro elementi ma un universo di idee racchiuse in un centimetro quadrato. Quella frase latina che ha battezzato il brand nel 1987 rimane la stessa. Cambia solo la forma del sogno: questa volta è piccola, preziosa, indossabile. Quattro elementi e migliaia di tessere, gioielli che portano dentro di sé l’eco della propria origine.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Francesca Passeri
Francesca Passeri
Architetto non convenzionale, Francesca Passeri ha lavorato nel design e nella moda iniziando il suo percorso all’interno del gruppo Max Mara dove sviluppa skills creative nella progetazione visual retail e nella comunicazione. Dal 2012 gestisce il brand di accessori per il capo double face MHUDI ( www.mhudi.it) da lei fondato con una precisa filosofia che oggi risulta vincente: il recupero consapevole di tessuti inutilizzati e una manifattura italiana locale che incentra le produzioni con carattere di esclusività attraverso un design consapevole per una bellezza etica senza sprechi. Docente in International brand management all’Università di Bologna, gestione d’impresa, visual retail e tecnica delle produzioni tessili presso diverse realtà formative italiane, Francesca Passeri come consulente studia progetti concreti di valorizzazione del talento portando le sue competenze alla scoperta della moda circolare. Con il suo recente format U.P.S.Y. project fondato nel 2022 ed inserito all’interno del XI Volume Innovatori Responsabili dell’Emilia Romagna, condivide la sua visione della creatività autentica e sostenibile con l’obiettivo di rendere attuali nuove forme manifattura creativa ed artigianale utilizzando gli scarti. E’ contributor editoriale per alcuni magazine fra cui Artuu e da qualche anno membro del direttivo di rén collective per seguire progetti di formazione rivolti alle giovani generazioni oltre a redarre contenuti sui temi della contemporaneità.

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