Debutta l’Arte maledetta con “Il ritratto che non vuole essere fotografato”

Debutta oggi “L’Arte Maledetta”, la nostra rubrica estiva dedicata ai misteri, alle leggende e alle opere che il tempo non ha mai del tutto domato.
Per tutta l’estate vi racconteremo storie d’arte oscure, inquietanti, piene di stranezze e coincidenze che sfidano la logica.
Perché l’arte, come la vita, ha le sue zone d’ombra. E noi vogliamo portarvici dentro.

Il nostro primo racconto? Una tela che ancora oggi fa rabbrividire chi la incontra: quella del generale Bernardo de Gálvez.

“Il ritratto che non vuole essere fotografato“

Nella penombra di un corridoio al Grand Galvez Hotel di Galveston, Texas, pende da oltre un secolo il ritratto del generale spagnolo Bernardo de Gálvez, figura chiave della Guerra d’Indipendenza americana e visconte di Galveston, città che porta il suo nome.

Il quadro lo raffigura a mezzo busto, vestito elegantemente, con una medaglia appuntata sul petto e un bastone cerimoniale nella mano destra. Sullo sfondo, una tenda scostata lascia intravedere il mare e un vascello in navigazione. Un’impostazione solenne, degna di un sovrano o di un alto ufficiale di corte.

Ed è qui che nasce il primo mistero: nessuno sa chi abbia dipinto quest’opera.
L’autore è rimasto sconosciuto, una stranezza per un ritratto ufficiale di un personaggio così rilevante e celebrato. Una piccola ombra di ignoto che ha avvolto l’opera fin dalla sua comparsa.

Ma non è tutto. Quel quadro — dicono — non è come gli altri.

Chi passa davanti alla sua immagine avverte un brivido inspiegabile. C’è chi racconta di un’improvvisa sensazione di gelo, chi giura di aver visto gli occhi del generale muoversi, seguendo i visitatori nel corridoio. Ma il vero mistero riguarda le fotografie.

Nessuno riesce a fotografarlo senza ottenere strani riflessi, figure indistinte o bagliori inspiegabili. E le guide hanno un consiglio per i più temerari: prima di scattare, bisogna chiedere ad alta voce il permesso a Bernardo de Gálvez.
Solo allora — forse — l’immagine risulterà nitida.

Una leggenda locale?
Forse. Ma nel 2012 un turista scattò una foto senza chiedere il consenso. Quando riguardò l’immagine, dietro la spalla di un altro visitatore comparve una mano sconosciuta. In quella parte della stanza, in quel momento, non c’era nessuno.

Il quadro resta lì, a guardare.
E chissà che quest’estate, qualcuno di voi non decida di mettersi alla prova.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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