Un palcoscenico al posto delle pareti, e delle piante al posto del pubblico. Ludovico Calanna, artista catanese, porta la sua ricerca pittorica al Teatro Palmento Arena di Ragalna con la mostra personale De natura (et homine), in programma il 19 e 20 settembre 2026. Il vernissage è fissato per sabato 19 settembre alle ore 18:00; domenica 20 settembre lo spazio sarà aperto dalle 9:00 alle 20:30. La sede è in Via Paternò 30, Ragalna, nel cuore del territorio etneo.
L’allestimento è il primo elemento che colpisce di questo progetto: le opere pittoriche non vengono appese alle pareti, come da convenzione espositiva, ma disposte direttamente sul palcoscenico del teatro. Le poltrone della platea, invece, ospitano delle piante fornite dal Vivaio Belverde di Belpasso. Il risultato è un capovolgimento dei ruoli tradizionali: il visitatore si muove tra le opere mentre la vegetazione occupa il posto solitamente riservato agli spettatori, trasformandosi — come recita la logica del progetto — in spettatore silenzioso che osserva chi guarda. È una scelta scenografica che non resta puramente formale, ma orienta l’intera lettura dell’esperienza.
La pittura di Calanna affronta temi che attraversano buona parte della riflessione artistica contemporanea sul rapporto tra essere umano e natura: fragilità, resilienza, rinascita. Concetti che la scelta del luogo — un teatro, spazio storicamente deputato alla messa in scena delle tensioni umane — contribuisce ad amplificare. L’idea di unire la sacralità dello spazio teatrale al linguaggio dell’arte contemporanea non è nuova in assoluto, ma l’operazione che Calanna costruisce a Ragalna ha una specificità geografica e culturale precisa: l’area etnea come possibile polo per una sperimentazione espositiva che esca dai circuiti canonici delle gallerie e dei musei.
Il progetto si muove su due piani distinti ma intrecciati. Da un lato c’è una riflessione ambientale: il rapporto tra uomo e natura viene restituito nella sua ambivalenza, in un alternarsi di prevaricazione e aiuto reciproco che difficilmente si risolve in una narrazione rassicurante. Dall’altro c’è una dimensione territoriale più esplicita, con l’ambizione di affermare l’area etnea come luogo capace di promuovere e ospitare arte contemporanea, al di fuori dei grandi centri urbani. Un’ambizione che, per realizzarsi, richiede continuità oltre che visibilità — e che questa mostra, nella sua brevità, può al più indicare come direzione.
Per informazioni: [email protected] — [email protected]. Il progetto è seguito anche su Instagram: @denaturaethomine.


