CYFEST 17 a Venezia: Natura Naturans racconta le forze creative e distruttive della tecnologia contemporanea

Fino al 31 agosto a Venezia, CREA – Cantieri del Contemporaneo sull’Isola della Giudecca, ospita l’International Media Art Festival CYFEST 17, organizzato dalla Fondazione CYLAND in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il Centro Studi di Arte Russa, Centroasiatica e Caucasica (CSAR) e Weave. Giunto alla sua diciassettesima edizione, il festival itinerante di Media arte intitolato Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape indaga le molteplici forze creatrici delle tecnologie rivelate nella pluralità delle espressioni artistiche. Specchio di questo pluralismo sono le opere di oltre venti artisti contemporanei messe in dialogo con lavori di inizio Novecento appartenenti alla collezione Frants. Dalle prime composizioni e riflessioni sul movimento e sul cinetismo, l’esposizione traccia un percorso attraverso una forza generativa comune, che ha spinto artisti a indagare nuove rappresentazioni cent’anni fa e continua a ispirare innovazioni artistiche ancora oggi.

CYLAND MediaArtLab è un progetto nato nel 2007 ad opera della Frants Gallery. Al momento della fondazione era l’unico laboratorio-residenza russo di media art; è poi divenuto una piattaforma internazionale per la promozione di nuove forme d’arte. Per questo motivo il progetto si propone di riunire artisti e curatori indipendenti interessati alla promozione di nuovi linguaggi, presentati nelle esposizioni annuali del CYFEST. Dopo la mostra a Salonicco, quella a Venezia, traccia una traiettoria di indagine che riconosce nei primi decenni del Novecento e nelle avanguardie russe un’attenzione alla processualità e alla creazione di nuove composizioni, temi riscontrabili oggi nei linguaggi contemporanei e nelle possibilità offerte dalla tecnologia. La mostra riflette anche sulle possibili – e probabili – trasformazioni degli equilibri naturali causate dallo sviluppo tecnologico, affrontando le urgenze climatiche e concettuali del presente.

Andy Barrt, The Snow Flower of the North, sculptural performance. CYFEST 17, CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice, Italy, 2026. Ph_ Anton Khlabov

Un esempio è l’installazione di Tuula Närhinen, che specula su possibili forme aviarie nate da studi anatomici e naturalistici – nuove forme di vita che si nutrirebbero di rifiuti di plastica – oppure la riflessione sullo scioglimento dei ghiacciai proposta da Jaanika Peerna. Installazioni come quelle di Mariateresa Sartori e Dmitriy Shishov mettono in relazione l’oggettività meccanica con l’intervento umano o naturale, trasformando energia in restituzione tecnologica o visiva. Le energie sottese sono le stesse esplorate nel cinetismo delle installazioni di Elena Gubanova e Ivan Govorkov, che riprendono la sperimentazione d’avanguardia declinandola in chiave contemporanea. I disegni cinetici automatizzati di Anna Frants richiamano una tradizione originaria di cinema, fotografia e movimento, reinterpretata in chiave distopica. Allo stesso modo, le ricerche su luce, suono e movimento nei video di Natalia Lyakh cercano un fil rouge archetipico, capace di legare – nella comprensione ma anche nel controllo – tutti gli esseri umani. Letture altrettanto distopiche della realtà provengono dal collettivo AES+F, che propone una sospensione della realtà in una natura fiabescamente inquietante trasformata dal digitale.

Il progetto CYFEST non è solo un’indagine multiforme, ma una speculazione che parte da una radice comune. L’intento è quello di una valorizzazione del processo, dell’affermazione dell’importanza della relazione rispetto al singolo prodotto finito. Per la sua natura collettiva e per la riunione di più menti transdisciplinari, Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape presenta il groviglio di relazioni e forze che dialogano tra loro, con la natura e con il pubblico. Che si creda o meno alle teorie dei nodi d’energia di Hartmann, all’inconscio collettivo di Jung o a una trasposizione di forme ed energie che attraversano le epoche, l’interesse dell’esposizione è mostrare possibili manifestazioni di queste energie, mettendole in relazione con un uso della tecnologia sempre più tendente al distopico

Person with curly red hair in an orange jacket uses a handheld scanner to examine a glass display case filled with white curved objects, likely in a gallery or showroom.
Alexei Kostroma, EGGSHELL NANO 163, 2017. CYFEST 17, CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice, Italy, 2026. Ph_ Anton Khlabov

La mostra ci pone davanti al dopo, di fronte a un presente che ha il sapore di futuro e che è sempre più vicino di quanto previsto. In occasione dell’apertura del festival è stato presentato Afterwards. Art in the Time of Change, in collaborazione con la casa editrice CURA, che racconta la reazione dell’arte di fronte all’accelerata evoluzione tecnologica. Centrale è il concetto di ucronia, ripreso nel testo dalle teorie di Charles Renouvier: Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape mostra una realtà alternativa, una ricostruzione fittizia ma liminale alla realtà – tanto passata quanto presente -. Di fronte a queste energie sottese che legano tempi, spazi e modalità, quale sarà il ruolo dell’artista nel futuro presente? 

CYFEST 17 in Venice: Natura Naturans Explores the Creative and Destructive Forces of Contemporary Technology

Until 31 August, CREA – Cantieri del Contemporaneo, on Venice’s Giudecca Island, is hosting the International Media Art Festival CYFEST 17, organised by the CYLAND Foundation in collaboration with Ca’ Foscari University of Venice, the Centre for Studies in Russian, Central Asian and Caucasian Art (CSAR), and Weave. Now in its seventeenth edition, the travelling media art festival, titled Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape, investigates the multiple creative forces of technology as they emerge through a plurality of artistic expressions.

This pluralism is reflected in the works of more than twenty contemporary artists, presented in dialogue with early twentieth-century pieces from the Frants Collection. Moving from the earliest compositions and reflections on movement and kineticism, the exhibition traces a path shaped by a shared generative force: the same impulse that led artists to explore new forms of representation a century ago and that continues to inspire artistic innovation today.

CYLAND MediaArtLab was founded in 2007 by Frants Gallery. At the time of its creation, it was Russia’s only media art laboratory and residency; it later developed into an international platform dedicated to promoting new artistic forms. For this reason, the project seeks to bring together independent artists and curators interested in advancing new languages, presented through CYFEST’s annual exhibitions.

Following the exhibition in Thessaloniki, the Venice edition outlines a trajectory of research that identifies, in the first decades of the twentieth century and in the Russian avant-gardes, a strong interest in process and in the creation of new compositions. These themes can also be found in contemporary languages and in the possibilities offered by technology today. The exhibition further reflects on the possible — and increasingly probable — transformations of natural balances caused by technological development, addressing the climatic and conceptual urgencies of the present.

One example is Tuula Närhinen’s installation, which speculates on possible avian forms developed from anatomical and naturalistic studies: new life forms capable of feeding on plastic waste. Jaanika Peerna, meanwhile, offers a reflection on the melting of glaciers. Installations by Mariateresa Sartori and Dmitriy Shishov place mechanical objectivity in relation to human or natural intervention, transforming energy into technological or visual outcomes.

The underlying energies are the same as those explored in the kinetic installations of Elena Gubanova and Ivan Govorkov, who revisit avant-garde experimentation through a contemporary lens. Anna Frants’s automated kinetic drawings evoke an early tradition of cinema, photography and movement, reinterpreted in a dystopian register. In a similar way, Natalia Lyakh’s investigations into light, sound and movement seek an archetypal connecting thread capable of uniting — through both understanding and control — all human beings.

Equally dystopian interpretations of reality come from the AES+F collective, which proposes a suspension of the real within an unsettling, fairy-tale-like natural environment transformed by digital technology.

CYFEST is not only a multifaceted investigation, but also a form of speculation rooted in a common origin. Its aim is to emphasise process and affirm the importance of relationships over the individual finished product. Through its collective nature and its gathering of multiple transdisciplinary perspectives, Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape presents an intricate network of relationships and forces that interact with one another, with nature and with the public.

Whether or not one believes in Hartmann’s theories of energy nodes, Jung’s collective unconscious, or in the transmission of forms and energies across different eras, the exhibition’s central interest lies in revealing possible manifestations of these forces and placing them in relation to a use of technology that increasingly tends towards the dystopian.

The exhibition confronts us with what comes afterwards, placing us before a present that already carries the flavour of the future and appears much closer than previously expected. On the occasion of the festival’s opening, Afterwards. Art in the Time of Change was presented in collaboration with the publishing house CURA. The publication examines the response of art to the accelerated evolution of technology.

Central to the project is the concept of uchronia, drawn from the theories of Charles Renouvier. Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape presents an alternative reality, a fictional reconstruction positioned at the threshold of both past and present reality. Faced with these underlying energies connecting different times, spaces and modes of expression, what role will the artist play in the future that is already becoming our present?

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi consegue la laurea in Comunicazione e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Si trasferisce a Venezia, dove segue un programma curatoriale e frequenta il corso di Laurea Magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici presso l’Università Ca’ Foscari. Prediligendo contenuti e ricerche sul contemporaneo, lavora come copywriter freelance e attualmente collabora come contributor per Art-Frame Magazine (Venezia) e Artuu.

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