Cronache dal viaggio breve, il risultato della residenza di Margherita Morgantin su un treno regionale

15.289.000 minuti. È questo il tempo collettivo impiegato da tutti i viaggiatori sulla rete di trasporto pubblico Trenord, in un solo giorno. Compreso quello di Margherita Morgantin (Venezia, 1971), artista visiva, che ha trascorso un periodo di residenza sulla rete ferroviaria regionale, sostenitore del progetto, coadiuvato dalla gallerista e curatrice Rossana Ciocca. La restituzione di questa esperienza è stata presentata a Casa degli Artisti nell’Atelier intitolato a Nagasawa. Un viaggio breve, come definisce lo stesso titolo Cronache di un viaggio breve, di 2000 chilometri, seguendo il caso, sulla rotta di una intricata rete di infrastrutture che attraversa città, paesi, spingendosi fino alla Svizzera. 

Morgantin ha percorso gli itinerari durante il giorno, guardando dal finestrino il susseguirsi dei diversi paesaggi, e documentando quei cambiamenti con immagini fotografiche, video e disegni. I disegni sono parte di un diario di viaggio, che integra e aggiorna l’atlante dei comuni italiani dei primi del 900, nell’opera Nuova Italia dalla A-Z, contenuti nelle teche museali accanto alle nuove annotazioni. L’esplorazione sulle rotaie avviene anche di notte, per l’artista. Buia, silenziosa, solitaria, in cui riconoscere gli sguardi delle donne, che si incrociano in cerca di rassicurazioni. Ha sostato talvolta in alcuni di quei luoghi, per poi ripartire verso una delle tante destinazioni che la tratta ferroviaria consente. 

Margherita Morgantin Allestimento Casa degli Artisti phDS Immagine Studio

In una delle ispezioni presso i depositi di Trenord a Novate Milanese, ha trovato una scritta sulla facciata Stazione di trasformazione e conversione”, diventata emblema del viaggio e soggetto dell’opera STAZIONE1. È stata la prima stazione nel 1929 a essere elettrificata, che trasforma l’energia da alta tensione adattandola al voltaggio necessario ai treni. In quella che è stata la sua stazione di sosta temporanea presso Casa degli Artisti, un light box riproduce la scritta, messa in dialogo con cinque cuscini, raffigurazione della natura incontrata (cieli, acque, colline, campi). 

È anche un incontro tra discipline il suo, che consente un racconto complesso e profondo. L’artista lavora utilizzando un linguaggio non univoco. Il disegno di derivazione accademica, per via degli studi in architettura. Il testo come oggetto di analisi e riflessione di pratiche da lei adottate, e poi il video, l’installazione e l’azione performativa. C’è tutta la sua poetica in questa esperienza durata un mese, e iniziata il 29 agosto, di cui resta traccia visiva e sonora, nelle opere prodotte. Morgantin registra tutto ciò che vede, traccia segni e annotazioni, recuperando anche i suoni e le voci che hanno accompagnato i suoi tragitti. Le voci dei viaggiatori, le comunicazioni nelle stazioni e sui treni, ma anche i dati tecnici, e i rumori.

In viaggio con Margherita ph Filippo Romano

Un insieme eterogeneo che genera una narrazione sonora, prodotta in collaborazione con Beatrice Goldoni e Simone Schiavo, attivata nel corso della presentazione della chiusura del progetto. Attraverso l’uso di osservatore rialzato#2 (una sedia di ferro molto alta che consente la visione diretta su un monitor che trasmette in tempo reale le partenze dei treni dalla stazione di Milano Porta Garibaldi), Schiavo legge alcune delle tracce raccolte dall’artista. Una selezione di segni variabili, apparentemente discontinui, ascoltati in una condizione di isolamento del pubblico con l’utilizzo di cuffie.

Margherita Morgantin Allestimento CdA courtesy Casa degli Artisti

Una modalità che rievoca la quotidianità del viaggio breve, in uno spazio che non è un non spazio, come sostiene Paolo Garavaglia, Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Sostenibilità di Trenord, e in un tempo che non è tempo perso. Al contrario rappresenta l’opportunità di riappropriazione di uno spazio mobile, e di un tempo in cui ritrovare una rinnovata libertà. 

Morgantin è un’artista che lascia tracce (di vita proprie e altrui), nel tentativo di una ricollocazione di senso all’interno di una dimensione collettiva, attivando una riflessione intorno alle dinamiche umane. Un viaggio è fatto di paesaggi, di scorci, di incontri, di soste e di coincidenze, che seppur nella loro brevità, raccontano le tante storie della società contemporanea. 

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