Cremona Contemporanea 2026 e le buone pratiche dell’arte diffusa

Non si tratta solo di una modalità di produzione artistica e culturale, ma di un sistema di relazioni (umane prima di tutto) che si intrecciano con i luoghi e il territorio di Cremona. Una città con una storia, le sue tradizioni e una sua anima capace di accogliere le nuove espressioni artistiche anche all’interno degli spazi più evocativi, come la Cattedrale di Santa Maria Assunta. È qui che trova la sua perfetta collocazione l’installazione luminosa “Io contengo Moltitudini” di Marinella Senatore, realizzata con la comunità di Rebibbia e inaugurata da Papa Francesco in occasione dell’apertura della Porta Santa nel carcere durante il Giubileo 2025. Il lavoro è l’esito di una relazione attivata attraverso uno scambio alla pari tra soggetti diversi, a volte agli antipodi (come racconta l’artista), in cui le frasi scritte dai detenuti e dalle detenute, che sorreggono la stella luminosa, diventano un motore di speranze: “Noi cambiamo tutti i giorni”, “Sono solo paure come il sole che di notte scompare”, “Aprire una porta dove tutti le chiudono”. Uno scambio in cui rintracciare la possibilità di una trasformazione

E Cremona Contemporanea trasforma l’idea in un progetto, attiva un processo di mutazione dello spazio cambiando la sua funzione (anche se solo per poco tempo), riempie gli spazi vuoti, apre quelli chiusi e si inserisce con rispetto, ma senza timore, in quelli più convenzionali e difficili. Quindici, tra nuove sedi e collaborazioni consolidate, che per il quarto anno sono parte del percorso diretto da Rossella Farinotti e realizzato da NOT Titled YET di Eleonora Santin, promosso dall’Assessorato al Turismo ed Eventi di Cremona con il patrocinio della Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia e con la collaborazione di Confcommercio Provincia di Cremona, inaugurato da qualche giorno e che, fino al 31 maggio 2026, abiterà la città.

Museum gallery interior with carved wall details, a black display board displaying starburst sculptures, and a pink banner featuring a yellow dog figure at center-right.
Dopo il richiamo_1_installation view at Cremona Contemporanea 2026_Palazzo Fodri_PQV Fine Art_courtesy of Cremona Contemporanea_Photo Rossetti_Chico

La manifestazione disegna per una settimana una nuova topografia cittadina (aperta a tutti e gratuita), alla scoperta di luoghi noti e sconosciuti accompagnati da un gruppo di volontari, con un booklet alla mano e, per la prima volta, con un info point stabile per ogni informazione. È la prima volta anche per i quattro curatori invitati: Valeria Mancinelli (Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelyté), Gioele Melandri (Aubrit & Beillard, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Emma Masut, Sara Ravelli), Gianluca Ranzi (Albert Pinya) e Saverio Verini (Linda Fregni Nagler, Mattia Pajè, Giulia Poppi, Federico Tosi), che insieme a Rossella Farinotti (Davide Allieri, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Giò Pomodoro, Martina Rota, Lorenzo Scotto di Luzio, Marinella Senatore), hanno selezionato gli artisti; così come è una prima volta anche la presenza di un’artista storico con l’archivio Giò Pomodoro, da cui arrivano le opere in fibra di vetro prodotte tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta (mostrate solo in occasione della mostra newyorkese del 1968 nella galleria Martha Jackson), esposte nel Palazzo del Comune e nel Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano

Il progetto Faville comprende Palazzo Fodri che dal 2024 ospita le accademie diventando luogo di sperimentazione intrecciandosi con le tracce della storia passata della Galleria PQV e quella contemporanea, che quest’anno è curata da Nicola Ricciardi. Dopo il richiamo, la mostra del Politecnico delle Arti di Bergamo si interroga sul rapporto tra animale e uomo tra le ironiche rappresentazioni del carlino di Olmo Erba, della talpa dal naso stellato oppure nella scrofa processata nel 1386 in Normandia a cui si è ispirata Eleonora Molignani, e nell’assenza degli animali dalle gabbie di Roberto Picchi che restano vuote. Appuntamenti consolidati: i talk di BAR Cremona di Giorgio Galotti (con Diego Perrone e Daniele Milvio), all’Enoteca Cremona e i Progetti OFF, e la riattivazione dell’opera di Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman, un carro-uccello realizzato in occasione della residenza salentina di Red Lab Gallery, con un intervento scultoreo di Flavio Favelli a Palazzo Raimondi.

Roberto de Pinto_2_installation view at Cremona Contemporanea 2026_Palazzo Stanga Trecco_courtesy of Cremona Contemporanea_Photo Rossetti_Chico

Cremona è una città con molte chiese che qui diventano un dispositivo in grado di accogliere anche i linguaggi artistici più sperimentali: dall’installazione sonora di Lorenzo Scotto di Luzio nell’ex Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, in cui i messaggi di attenzione che attraversano i non-lieux di matrice augiana (stazioni, aeroporti, centri commerciali) sono amplificati all’interno di uno spazio sicuro come quello della chiesa, alle distopiche creazioni di Davide Allieri tra immagini totemiche che sembrano nuovi sistemi di comunicazione e una capsula rossa svuotata all’interno nell’ex Chiesa di San Benedetto, riaperta dopo anni per l’occasione, fino a presenze all’interno di un bozzolo pronte a schiudersi, ma questa volta nel bunker del dopoguerra sotto un condominio di Via Grado 19.

Presenze “gassose”, formazioni inaspettate prodotte da Giulia Poppi con bruciature sui disegni e nella materia, colonizzano gli eleganti spazi di Palazzo Stanga Trecco insieme al suo lampadario di pizzo che pare atterrato dal soffitto. Sembrano atterrate sul parquet anche le fragili figure di Mattia Pajè, sebbene più umane, insieme ad alcuni disegni sia in questi spazi che nel palazzo comunale, mentre gli autoritratti di Roberto de Pinto superano la superficie realizzata con la tecnica dell’encausto per popolare la sala rosa illuminata dalle vetrate, nell’installazione ambientale tra un groviglio di corpi e di elementi vegetali. 

Il corpo nella rappresentazione pittorica di Emma Masut è quasi un’apparenza delicata e misteriosa, che si fa più realistica nella figura che sorregge un bambino nel quadro di Miriam Cahn, indagando tematiche che affliggono la contemporaneità, come la tragedia umana della guerra, la migrazione, la vulnerabilità. Più meccanico invece il gesto ripetitivo della scultura di Sara Ravelli nelle vetrine visibili ventiquattro ore su ventiquattro di RobolottiSei, che simula uno schiaffo interrogandosi sulle modalità dell’individuo di reagire agli stimoli esterni, mentre gli occhi di Jimmy Milani osservano il pubblico da FasArchitetti nell’ex stalla del Palazzo Zaccaria Pallavicino (oggi studio di architettura e luogo aperto alla città con un programma di incontri, concerti e appuntamenti), in cui sono presenti sia un lavoro di Roberto de Pinto sia una serie di disegni degli artisti selezionati per questa edizione. A Palazzo Stanga Trecco, è ancora il corpo (umano e delle opere) che attraversa il piano nobile, tra il labirinto realizzato appositamente per questo spazio da Jimmy Milani, in cui la trasparenza del vetro permette visioni e passaggi seguendo gli interventi pittorici, e i video che scorrono nelle sale accanto in una dimensione quasi ipnotica, di Jelena Jureša (presente anche a Palazzo Raimondi) Lina Lapelyté e Francesca Grilli tra memoria e ritualità, gioco e performance intrecciando traiettorie collettive. 

Interior of a church or chapel featuring a gilded, frescoed ceiling with religious scenes, framed by ornate stucco; modern scaffolding and circular panel structures rise from the floor, with cables hanging across the space.
Davide Allieri_1_installation view at Cremona Contemporanea 2026_Ex Chiesa di San Benedetto_courtesy of Cremona Contemporanea_Photo Rossetti_Chico

Da un villaggio in rovina in terracotta di Federico Tosi sul tavolo di una sala del Palazzo Comunale, alle rovine reali del Monastero del Corpus Domini in cui la natura ha preso il sopravvento occupando lo spazio, inserendosi nelle nervature della struttura, nel giardino selvatico che ingloba un’opera di Marinella Senatore, mentre “We Rise By Lifting Others” illumina una stanza di questo luogo che ha accolto le persone in difficoltà nel corso della sua storia, in perfetta sintonia con la pratica dell’artista. È il paesaggio naturale che si incastra tra le fratture della muratura nella stanza di Martina Rota con un’immagine fotografica di una farfalla tagliata in due parti, oppure all’esterno nel chiostro con l’installazione di mimose pudiche, fiori che si chiudono se li si tocca e che mantengono una certa distanza. Una distanza sottesa anche nell’oggetto della maschera con una sua duplice funzione e finzione, riprodotte in terracotta oppure tessute sull’arazzo di grande formato di Albert Pinya

Se dal doppio dello specchio Linda Fregni Nagler fotografa immagini riprese dai giornali indagando la relazione interspecifica tra uomo e animale e le dinamiche della deformazione, anche della realtà, il duo composto da Aubrit e Beillard (Angélique Aubrit e Ludovic Beillard), per la prima volta in Italia, non offre vie di fuga con un set che simula una prigione popolata da presenze fantoccio che si attivano con una performance; come dispositivo di sosta diventa la panca pensata da Valerio Nicolai insieme al grande letto e alle opere pittoriche nel Teatro di via Bissolati 35 abbandonato. 

Colorful rectangular frame structures in blue and pink arranged in a zigzag line across a classical white room with ornate walls and doors.
Dopo il richiamo_1_installation view at Cremona Contemporanea 2026_Palazzo Fodri_PQV Fine Art_courtesy of Cremona Contemporanea_Photo Rossetti_Chico

L’opulenza del Palazzo Vescovile si apre al pubblico con la sua imponente scalinata, i pavimenti a scacchi bianchi e neri, gli affreschi, le colonne dipinte dove l’ironica scultura di Federico Tosi (artista presente con alcune piccole sculture che raffigurano le dita umane a Palazzo Stanga Trecco), un posacenere di ceramica pieno di mozziconi di sigarette, rompe la severità del luogo. Nella galleria dei ritratti maschili le suore di Valerio Nicolai (che in realtà sono uomini), il volto-maschera di Miriam Cahn e la scultura rossa di Giò Pomodoro, costruiscono una traiettoria tra soggetti e cromatismi coloristici, come la talare (rossa) dei cardinali.Cremona Contemporanea è l’esito di buone pratiche e di una scelta precisa: il decentramento prospettico rispetto a soluzioni più facili o più sensibili ad accogliere la contemporaneità, dimostrando come sia possibile costruire un dialogo reale con il territorio e con i suoi luoghi inserendosi negli interstizi della storia senza mai sovrastarla, ma fornendo strumenti e linguaggi nuovi in grado di scoprirla e rileggerla.

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Elena Solito
Elena Solito
Scrive storie di persone e “non luoghi” dell’arte. In particolare è interessata a indagare l'esperienza estetica come fatto antropologico, capace di dilatare il suo spazio fisico e concettuale, attivando dialoghi inattesi e sottraendosi agli spazi più tradizionali. La scrittura acquisisce una dimensione autonoma, diventando materiale di osservazione e di riflessione intorno a possibili (e non univoche) narrazioni della contemporaneità. Autrice indipendente, membro editoriale di Formeuniche, contributor per Made In Mind.

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