Carmen a Venezia: Ieva Lygnugarytė riporta alla luce il bisonte dimenticato del Rinascimento

Una storia rimasta ai margini del Rinascimento europeo torna a vivere a Venezia attraverso il linguaggio dell’immagine in movimento. Dal 1 al 31 maggio 2026, l’Oratorio dei Crociferi ospita Carmen: Utopias of Belonging, installazione video dell’artista lituana Ieva Lygnugarytė, a cura di Meral Karacaoğlan.

Il progetto prende avvio da un episodio poco noto del primo Cinquecento. Nel 1523, Nicolaus Hussovianus scrisse il Poema sulla statura, la ferocia e la caccia al bisonte, un’ode dedicata al bisonte europeo e pensata come parte di un dono diplomatico del Granducato di Lituania a papa Leone X. Il testo era accompagnato da un bisonte europeo impagliato e avrebbe dovuto introdurre una regione allora percepita come periferica nel cuore culturale e politico del Rinascimento. Quel dono, però, non arrivò mai al suo destinatario: Leone X morì prima della consegna e l’episodio venne lentamente inghiottito dall’oblio.

In Carmen, Lygnugarytė recupera questa vicenda e la trasforma in una riflessione sulla visibilità culturale, sul desiderio di appartenenza e sui meccanismi con cui la storia decide cosa ricordare e cosa lasciare ai margini. Il poeta viene riportato in scena come una figura in cerca di riconoscimento oltre i confini dell’Europa nord-orientale. Nel video, il protagonista assume gradualmente le sembianze del bisonte, quasi volesse incarnare lui stesso il simbolo della propria terra e forzare l’ingresso in un canone da cui era stato escluso.

La scelta dell’Oratorio dei Crociferi non è secondaria. Lo spazio, storico e religioso, defilato rispetto ai percorsi più centrali della Venezia espositiva, amplifica i temi del progetto: marginalità, accesso, invisibilità, riconoscimento. L’opera si interroga su chi abbia il diritto di essere visto, su quali culture vengano accolte nei centri simbolici del potere e su quali, invece, restino in una zona d’ombra.

Il bisonte europeo diventa così una figura carica di stratificazioni. Non è soltanto un animale o un emblema territoriale, ma un corpo simbolico attraversato da storia, diplomazia, identità e confine. La sua presenza rimanda anche alla foresta di Białowieża, habitat del bisonte europeo, oggi situata lungo il confine tra Bielorussia e Polonia, in una regione segnata da tensioni politiche, controllo, movimento ed esclusione.

Attraverso questo slittamento tra passato e presente, Carmen costruisce un cortocircuito tra il tentativo fallito di raggiungere Roma nel Cinquecento e le geografie contemporanee dell’Europa orientale. La domanda che attraversa l’installazione non riguarda soltanto un episodio dimenticato, ma il modo in cui le culture periferiche cercano ancora oggi di essere riconosciute senza essere assorbite, semplificate o rese esotiche.

La ricerca d’archivio e le immagini in movimento si fondono in un progetto che restituisce voce a un testo rimasto nell’ombra. Carmen: Utopias of Belonging non celebra semplicemente una memoria ritrovata, ma osserva il punto fragile in cui una voce tenta di arrivare al centro e non raggiunge mai completamente la propria destinazione.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

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