Beyti Beytak: il Qatar trasforma l’ospitalità in linguaggio architettonico e si prende la scena della Biennale

Il Qatar si è preso la scena della Biennale di Venezia. Alla sua prima presentazione ufficiale, il Paese del Golfo ha giocato in grande, come nel suo stile: ieri, la Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, commissario del Padiglione del Qatar e presidente di Qatar Museums, sorella dell’attuale emiro e grande collezionista d’arte, è approdata ai Giardini per un annuncio ufficiale (già anticipato in via informale nelle scorse settimane). Il Paese del Golfo avrà il suo padiglione permanente ai Giardini della Biennale. Come chiunque sa chi si occupa di politica culturale, è una rivoluzione. Nei Giardini, considerato lo spazio più prestigioso dell’istituzione veneziana, è dal 1991 che non nascono nuovi padiglioni e nei decenni precedenti solo Australia e Corea erano riusciti nell’intento. 

La Sheikha, già cittadina onoraria della Serenissima, è stata accolta ieri dal sindaco di Venezia Luigi Bugnaro (che ha ricevuto, in quanto al vertice del comune, una donazione dal Qatar di 50 milioni di euro) e dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco che ha detto: «Questo è il giardino delle diplomazie». 

Yasmeen Lari – Heritage Foundation of Pakistan, Community Centre, 2024. Installation view: 19th International Architecture Exhibition – La Biennale di Venezia. Photo: Giuseppe Miotto – Marco Cappelletti Studio.j

La Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani ha sorriso, compiaciuta, e stretto un’infinità di mani presentando anche la mostra in due parti in programma per questa 19esima edizione della Biennale Architettura. Beyti Beytak. My Home is Your Home. La mia casa è la tua casa – questo il titolo del padiglione temporaneo, in una struttura di bambù – esplora come le forme dell’ospitalità sono espresse nell’architettura e nei paesaggi urbani del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia Meridionale. 

Realizzata da Qatar Museums e organizzata dal futuro Art Mill Museum, Beyti Beytak include un’installazione ai Giardini della Biennale e una presentazione da ACP-Palazzo Franchetti. «Dimostra – ha detto la Sheikha – l’impegno di Qatar Museums nell’amplificare le voci dei principali creativi moderni e contemporanei del mondo arabo e delle regioni vicine. Questa mostra riflette anche i nostri valori condivisi di ospitalità, comunità e appartenenza. Mentre continuiamo a dare forma ad un panorama culturale di dialogo e scambio, questa esposizione rappresenta una testimonianza del ruolo del Qatar nel promuovere la diplomazia culturale e favorire una comprensione più profonda del nostro diversificato patrimonio architettonico»

Beyti Beytak My Home is Your Home La mia casa è la tua casa Photo by Giuseppe Miotto – Marco Cappelletti Studio

Il design del padiglione temporaneo, chiamato “Community Centre” e ideato dall’architetta pakistana Yasmeen Lari, include una veranda perimetrale e una struttura a cupola sormontata da un tetto impermeabile di fronde di palma: gli eventi in programma durante la Biennale Architettura si focalizzeranno sulle tradizionali forme di ospitalità del Qatar (inclusa, ci hanno detto, l’offerta di caffè e datteri).

Negli spazi di ACP-Palazzo Franchetti, la mostra presenta invece il lavoro di oltre 30 architetti che hanno lavorato in Medio Oriente, Nord Africa e nell’Asia Meridionale per evidenziare l’eterogeneità e la creatività dei designer del mondo arabo e dei paesi del Sud globale. Per quanto riguarda il progettista, Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, Presidente di Qatar Museums, ha annunciato proprio oggi che il noto architetto Lina Ghotmeh, fondatrice e direttrice dello studio parigino Lina Ghotmeh — Architecture, è stata selezionata, a seguito di un concorso internazionale, per progettare il Padiglione ai Giardini: scommettiamo che sarà la star della prossima edizione della Biennale Arte

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Francesca Amé
Francesca Amé
Milanese, mamma di due gagliarde adolescenti, ama raccontare il bicchiere mezzo pieno della vita, senza trascurare eventuali depositi sul fondo. Da quindici anni si dedica con passione alla cronaca culturale, italiana e internazionale, e firma interviste per alcune delle principali testate italiane. Fissata da sempre con l’arte contemporanea, è anche una travel addicted iper-organizzata. Ultimamente ha tradito la corsa con il pilates. Su Instagram è @realvistodame Testate con cui collabora per reportage culturali: ilGiornale, il Foglio, Vanity Fair Italia (show e viaggi). Vogue Italia (arts), Business People, Wired.it, Jesus

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