Bastiaan Woudt porta a Milano ‘The Shape of Absence’: ritratti, pellegrinaggi e la geometria del vuoto

C’è un momento, davanti a certe fotografie di Bastiaan Woudt, in cui il soggetto smette di essere una persona e diventa una forma pura — un’architettura di luce e ombra che abita lo spazio con la stessa autorità di una scultura. È questo il paradosso visivo al centro di The Shape of Absence, mostra personale del fotografo olandese che inaugura anche un capitolo importante per MC2Gallery: il ritorno a Milano con una nuova sede nel cuore del Design District, in Via Pietro Maroncelli 7. Il vernissage è fissato per il 10 settembre 2026 alle ore 18:00, con la presenza dell’artista, e la mostra resterà aperta fino al 27 settembre 2026, dal mercoledì alla domenica con orario 10–19.

Curata da Vincenzo Maccarone e Claudio Composti, la mostra si configura come una piccola retrospettiva che mette in dialogo tre nuclei di lavoro: la produzione classica dei ritratti, una selezione di opere inedite e la serie Henro, il progetto più recente e forse più radicale nella ricerca dell’artista. Woudt, classe 1987, autodidatta cresciuto a stretto contatto con i maestri della fotografia novecentesca e con la storia dell’arte classica, ha costruito in meno di un decennio un linguaggio immediatamente riconoscibile: figure umane ridotte all’essenziale, immerse in fondi che virano verso neri profondi e materici — la densità dell’inchiostro di china, si potrebbe dire — dove ogni dettaglio narrativo, sociale o temporale viene deliberatamente eliminato. I volti e le silhouette non appartengono a nessun luogo e a nessun tempo; fluttuano in uno spazio metafisico che dialoga in modo esplicito con il rigore della scultura modernista.

La serie Henro nasce da un’esperienza fisica e spirituale ben precisa: il percorso dei 88 templi sull’isola giapponese di Shikoku, uno degli itinerari di pellegrinaggio più antichi e impegnativi dell’Asia orientale. Woudt lo ha affrontato in bicicletta insieme al fratello, coprendo oltre 1.200 chilometri attraverso le quattro prefetture dell’isola. Ma il dato biografico conta fino a un certo punto: quello che interessa, nell’economia del progetto, è la trasformazione di un tragitto fisico in un’esperienza meditativa dell’occhio. Le immagini di Henro portano il minimalismo già presente nei ritratti verso una zona ancora più rarefatta, dove la figura umana e il paesaggio sacro perdono nitidezza fino a diventare eco, traccia, memoria — qualcosa di simile, visivamente, a un disegno a matita lasciato incompiuto. Lo sfondo acquista lo stesso peso specifico del soggetto, e il vuoto smette di essere assenza per farsi intervallo carico di significato, in una risonanza precisa con l’estetica dello spazio nella tradizione visiva giapponese.

Il progetto Henro è stato raccolto in una monografia omonima pubblicata nel 2026 in edizione limitata di 750 copie — l’ennesima in una bibliografia già considerevole, che include titoli come One, Hidden, Mukono, Amsterdam Portraits, Peak, Rhythm, Twist e Champions, a conferma di quanto la pratica editoriale sia per Woudt parte integrante del processo creativo e non semplice appendice commerciale. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Rijksmuseum di Amsterdam e del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, oltre che in numerose collezioni private internazionali; i suoi lavori hanno occupato le copertine di Vogue, Harper’s Bazaar, Esquire e Numéro, senza che questo transito nel sistema della moda abbia mai intaccato la coerenza e la densità della sua ricerca.

La scelta di inaugurare la nuova sede milanese con una mostra di Woudt non è neutra: il Design District di Brera, con la sua vocazione a ospitare gallerie internazionali e studi di progetto, si conferma uno degli assi portanti del mercato dell’arte contemporanea in città, e MC2Gallery sceglie di posizionarsi con un nome che ha già una riconoscibilità globale ma che in Italia non ha ancora avuto la visibilità che merita. The Shape of Absence è un titolo che funziona su più livelli: descrive il gesto formale di Woudt — dare forma a ciò che manca, costruire la presenza attraverso la sottrazione — ma dice anche qualcosa del tipo di attenzione che queste fotografie richiedono. Non si guardano di passaggio.

Per informazioni: [email protected] — www.mc2.gallery — Tel. +39 339 663 2187

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