Non più solo farmaci e protocolli clinici, ma esperienze estetiche, bellezza, patrimonio culturale. L’arte, da sempre strumento di conoscenza ed evoluzione, sta conquistando uno spazio sempre più riconosciuto anche all’interno delle politiche di cura, benessere mentale e welfare. Un percorso che in Italia si sta finalmente strutturando con l’obiettivo di diventare politica pubblica e non più episodica.
Il protocollo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute
Il primo aprile 2026 il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Ministro della Salute Orazio Schillaci hanno firmato un protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute. L’accordo riconosce musei, biblioteche, archivi e luoghi della cultura come attori nei percorsi di cura, dalla museoterapia all’arteterapia, dalla musicoterapia alla presenza dell’arte nelle strutture sanitarie. L’intesa prevede la promozione di studi scientifici e attività sperimentali, percorsi formativi per il personale sanitario e culturale, la costituzione di un Comitato scientifico paritetico tra i due Ministeri e il monitoraggio delle buone pratiche. Tra le realtà coinvolte nell’accordo il Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli di Roma, l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e il progetto Art4ART realizzato con il MAXXI.
CoopCulture e Gemelli Isola: il progetto attivo a Roma
Proprio in questo solco, CoopCulture e Fondazione Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ETS di Roma hanno siglato un protocollo d’Intesa per integrare l’esperienza culturale nei percorsi terapeutici e assistenziali dei pazienti. La collaborazione, gratuita, è attiva a Roma, presso il Centro di eccellenza oncologica radioterapica, medica e diagnostica per immagini dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, nell’ambito del programma Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy). CoopCulture ha ideato e sviluppato il modello culturale del progetto, curando contenuti, tecnologie e progettazione dell’esperienza. Da gennaio 2026 sono operativi dispositivi immersivi digitali (visori, smartphone e auricolari) che consentono ai pazienti di accedere a virtual tour e immagini in alta definizione di luoghi d’arte. Tra i percorsi disponibili, un viaggio virtuale alle Terme di Caracalla. Il progetto prevede anche visite guidate mensili gratuite presso luoghi d’arte del Lazio, aperte a pazienti e personale sanitario. Il calendario 2026 ha già incluso visite alla Galleria Corsini, alle Case romane del Celio, a Palazzo Merulana e alla mostra “Bernini e i Barberini” alle Gallerie Nazionali. Incluse nel programma anche tappe agli Scavi di Ostia Antica, al Pantheon, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Palazzo Barberini, al Passetto di Borgo, al Museo delle Navi di Fiumicino, al Castello di Giulio II e al Ghetto ebraico.
Il protocollo dura 12 mesi e prevede un sistema di monitoraggio anonimo dell’impatto delle attività sul benessere dei pazienti. “Siamo profondamente convinti che la cultura possa essere una vera e propria risorsa di benessere, capace di accompagnare e sostenere anche i percorsi più difficili”, ha sottolineato Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture. “Con questo protocollo, CoopCulture rafforza il proprio impegno per una cultura accessibile, generativa e utile, che entra negli ospedali non come intrattenimento, ma come strumento concreto di cura. Portare bellezza in corsia significa riconoscere il potere trasformativo dell’arte e restituire centralità alla persona, al di là della malattia”.

Il faro acceso della ricerca per orientare nuovi percorsi
Da tempo la comunità medica e scientifica italiana e internazionale studia i benefici dell’esperienza culturale sulla salute. Bellezza e arte come strumenti per affrontare solitudine, ansia e disagi psicologici anche come forma di prevenzione: sta emergendo con sempre maggiore forza l’idea che la cultura possa diventare uno strumento concreto di cura del malessere psicologico. Il concetto di riferimento è quello di “prescrizione sociale”, un modello riconosciuto dall’OMS che prevede un approccio alla cura basato sull’integrazione di attività culturali, sociali e creative nei percorsi di assistenza, accanto alle tradizionali terapie mediche e ospedaliere. Sul piano della ricerca italiana, lo studio MINERVA (Museo, Innovazione, Neuroscienze: Effetti Reattivi e reazioni psichiche al Valore Artistico), promosso da Palazzo Maffei tra maggio e novembre 2024, in collaborazione con il Centro OMS per la ricerca in Salute Mentale dell’Università di Verona, si è focalizzato proprio sul ruolo dei musei come spazi di salute pubblica. Su 103 partecipanti che hanno seguito tre visite guidate a cadenza settimanale, il distress psicologico è sceso dal 67% al 56%, l’ansia moderata o grave dal 13,6% al 6,8%, la depressione moderata-grave dall’8,8% al 4,8%. Il benessere psicologico medio è aumentato da 13,88 a 15,88. Tra l’89% e il 98% dei partecipanti ha valutato l’esperienza positivamente. Il progetto è stato citato dalla Commissione Europea nel documento “Culture and Health. Time to act” come unica buona pratica italiana.
Più recentemente il progetto ASBA (Anxiety, Stress, Brain-friendly museum Approach), coordinato dall’Università di Milano-Bicocca con un team di ricercatori della Statale, ha misurato l’effetto di diverse attività museali su oltre 350 partecipanti: un percorso di mindfulness all’interno di un museo riduce ansia e stress del 25%, mentre arteterapia e visite guidate li riducono del 20% circa. Dopo aver approfondito l’impatto sui cittadini adulti e sul personale museale, il progetto ha avviato nel 2026 una terza fase dedicata al benessere degli adolescenti. A Napoli, l’Università Suor Orsola Benincasa, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e con il coordinamento del professor Gennaro Catone, neuropsichiatra infantile e professore associato di Psicologia clinica, ha coinvolto ragazze con anoressia nervosa in remissione parziale, accompagnandole in visite museali e laboratori tematici progettati per favorire inclusione e benessere. Ancora in Italia, la rete torinese dei musei, tra cui il Museo Egizio, la GAM e il Castello di Rivoli, ha attivato collaborazioni con UGI per garantire accessi gratuiti e aperture straordinarie ai bambini in cura oncologica, con laboratori online per chi non può spostarsi dall’ospedale Regina Margherita di Torino.
Castello di Rivoli, ha attivato collaborazioni con UGI per garantire accessi gratuiti e aperture straordinarie ai bambini in cura oncologica, con laboratori online per chi non può spostarsi dall’ospedale Regina Margherita di Torino.




