Art Basel & UBS Report 2026: il mercato globale dell’arte torna a crescere e vale 59,6 miliardi di dollari

Il mercato globale dell’arte è tornato a crescere nel 2025, segnando un’inversione di tendenza dopo due anni di contrazione. Secondo la decima edizione dell’Art Basel & UBS Global Art Market Report 2026, le vendite globali hanno raggiunto 59,6 miliardi di dollari, con un aumento del 4% su base annua. Il rapporto, redatto da Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, offre una delle analisi più complete e dettagliate del settore, prendendo in esame gallerie, case d’asta, fiere e dinamiche globali del collezionismo.

La crescita del 2025 è stata sostenuta sia dal mercato delle gallerie sia da quello delle aste pubbliche. Le vendite dei dealer sono aumentate del 2%, raggiungendo 34,8 miliardi di dollari, mentre le aste pubbliche hanno registrato una crescita più marcata, pari al 9%, arrivando a 20,7 miliardi di dollari. Le vendite private delle case d’asta hanno invece registrato una flessione del 5%, fermandosi a poco meno di 4,2 miliardi di dollari.

Nonostante il ritorno alla crescita, il mercato rimane ancora al di sotto del picco registrato nel 2022. L’intero settore continua infatti a operare in un contesto complesso, segnato da inflazione dei costi operativi, tensioni geopolitiche e nuove barriere commerciali. Nel 2025 il volume delle transazioni è comunque aumentato del 2%, raggiungendo circa 41,5 milioni di operazioni, segnale di una domanda che resta solida.

Stati Uniti, Regno Unito e Cina dominano il mercato

Il mercato dell’arte continua a essere fortemente concentrato in tre principali hub globali. Stati Uniti, Regno Unito e Cina rappresentano complessivamente il 76% delle vendite globali.

Gli Stati Uniti si confermano il mercato leader con una quota del 44% e vendite pari a 26 miliardi di dollari, in crescita del 5%. Un ruolo decisivo è stato giocato dal ritorno delle vendite di fascia altissima: il valore delle opere vendute all’asta per oltre 10 milioni di dollari negli Stati Uniti è cresciuto di quasi il 40%.

Il Regno Unito mantiene la seconda posizione con 10,5 miliardi di dollari di vendite e una quota del 18%, segnando una crescita del 2% rispetto al 2024. La crescita è stata trainata soprattutto dalle aste pubbliche, mentre il mercato delle gallerie ha mostrato un andamento più contenuto.

In Cina, terzo mercato globale con una quota del 14%, le vendite hanno raggiunto 8,5 miliardi di dollari, con una crescita di poco superiore all’1%. Il mercato è stato influenzato dalla crisi del settore immobiliare e dal rallentamento della fiducia dei consumatori. Le aste nella Cina continentale hanno mostrato segnali di ripresa, mentre il mercato di Hong Kong, più esposto alle dinamiche internazionali, ha affrontato maggiori difficoltà.

Tra i mercati europei spicca la performance della Francia, che con 4,5 miliardi di dollari di vendite registra una crescita del 9% e aumenta la propria quota globale all’8%, diventando il principale mercato dell’Unione Europea.

Il mercato delle gallerie tra crescita moderata e costi in aumento

Le gallerie hanno registrato nel complesso un anno di stabilizzazione. Il 42% dei dealer ha dichiarato un aumento delle vendite nel 2025, mentre il 33% ha segnalato un calo e il 25% ha mantenuto livelli stabili.

Uno degli elementi più critici resta l’aumento dei costi. Le spese operative dei dealer sono cresciute mediamente del 5%, superando il ritmo di crescita delle vendite e mettendo pressione sui margini.

Interessante anche la dinamica tra i diversi segmenti di mercato. Le gallerie più piccole, con fatturato inferiore a 500.000 dollari, hanno registrato le crescite più significative. Il segmento intermedio (tra 1 e 10 milioni di dollari) ha subito una lieve flessione, mentre le grandi gallerie sopra i 10 milioni di dollari di fatturato sono tornate a crescere del 3% dopo due anni di calo.

Un dato rilevante riguarda anche la rappresentanza delle artiste. Nel mercato primario le artiste hanno raggiunto la parità del 50% tra gli artisti rappresentati, mentre nel complesso del mercato dei dealer la quota è salita al 45%, in forte aumento rispetto al 35% registrato nel 2018.

Fiere e aste: torna il peso delle vendite in presenza

Le fiere d’arte hanno rafforzato il loro ruolo nel mercato. Nel 2025 le vendite realizzate attraverso le fiere hanno rappresentato il 35% del fatturato dei dealer, la quota più alta dal 2022. La maggior parte delle vendite (circa 63%) è stata realizzata in fiere internazionali, confermando l’importanza di questi eventi per il commercio globale dell’arte.

Il settore delle aste pubbliche ha registrato una delle crescite più significative dell’anno, con un aumento del 9%. La crescita è stata trainata soprattutto dal segmento di fascia alta. Il valore delle opere vendute sopra 1 milione di dollari è aumentato del 21%, mentre quelle sopra 10 milioni di dollari sono cresciute del 30%.

Tutte le dieci opere più costose vendute nel 2025 sono state battute a New York, che ha consolidato il proprio ruolo come principale hub globale per le vendite di alto livello.

Dal punto di vista dei settori artistici, l’arte postbellica rimane la categoria più importante nelle aste, con il 31% del valore totale. Seguono l’arte moderna (24%), impressionista e post-impressionista (19%), contemporanea (14%) e Old Masters (11%). Tra questi segmenti, la crescita più forte nel 2025 è stata registrata proprio dall’arte impressionista e post-impressionista, con un aumento del 47%.

Vendite online in calo

Dopo l’espansione degli anni pandemici, le vendite online hanno registrato una contrazione, scendendo a 9,2 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2019. Il mercato di fascia alta è tornato prevalentemente alle transazioni in presenza, mentre le vendite online continuano a essere concentrate nei segmenti di prezzo medio e basso.

Le prospettive per il 2026

Le aspettative per il 2026 sono complessivamente positive. Il 43% dei dealer prevede un aumento delle vendite nel corso dell’anno, mentre il 38% si aspetta un andamento stabile. Solo il 19% anticipa una possibile flessione.

Secondo gli analisti, una delle trasformazioni più significative che influenzeranno il mercato nei prossimi anni sarà la cosiddetta “Great Wealth Transfer”: oltre 83 trilioni di dollari passeranno tra generazioni nelle prossime decadi. Con una quota crescente di ricchezza nelle mani di donne e collezionisti più giovani, potrebbero cambiare profondamente le dinamiche del collezionismo, le priorità filantropiche e il modo stesso di partecipare al mercato dell’arte globale.

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Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

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