Art Basel Qatar 2026: debutto a Doha per la fiera globale con un progetto monumentale di Jenny Holzer

Con l’apertura ufficiale a Msheireb Downtown Doha, Art Basel inaugura per la prima volta nella sua storia una fiera nella regione MENASA (Medio Oriente, Nord Africa e Asia Meridionale), segnando un passaggio cruciale nell’evoluzione internazionale della manifestazione e nel panorama del mercato dell’arte. Presentata in collaborazione con Qatar Sports Investments (QSI) e QC+, l’edizione inaugurale di Art Basel Qatar si svolge dal 5 al 7 febbraio 2026, con giornate di anteprima riservate il 3 e 4 febbraio.

La fiera riunisce 87 gallerie internazionali e presenta opere di 84 artisti, più della metà provenienti proprio dall’area MENASA. Un format espositivo volutamente alternativo alla consueta suddivisione in stand caratterizza l’allestimento tra gli spazi di M7 e il Doha Design District, privilegiando presentazioni monografiche che permettono una fruizione più mirata e immersiva delle opere. La direzione artistica della prima edizione è affidata a Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer e Global Director of Fairs di Art Basel, e a Wael Shawky, nominato Artistic Director di questa edizione, che hanno scelto il tema “Becoming” come chiave concettuale, immaginando un format in continua evoluzione e dialogo con il territorio ospitante.

In occasione della serata inaugurale, Art Basel e Visit Qatar, main partner della fiera, hanno presentato in anteprima SONG, nuova installazione di Jenny Holzer ideata per il Museum of Islamic Art (MIA) di Doha. L’opera, decimo intervento della sezione Special Projects, ha trasformato la facciata principale e il cortile interno del museo attraverso una doppia proiezione sincronizzata, accompagnata da una spettacolare performance notturna con oltre 700 droni. L’intervento visivo si sviluppa a partire dai testi di due figure centrali della letteratura araba contemporanea: il poeta palestinese Mahmoud Darwish, la cui scrittura ha lasciato un segno profondo nella coscienza culturale araba, e la poetessa e regista emiratina Nujoom Alghanem, nota per il suo linguaggio diretto e intimo. In “SONG”, i versi vengono tradotti in immagini luminose, trasformando lo spazio urbano in campo poetico, tra ritmo, presenza e interruzione.

L’opera rimarrà visibile tutte le sere fino alla chiusura della fiera, proiettata sulla facciata principale del MIA, offrendo un’esperienza pubblica che unisce architettura, parola e tecnologia in un unico gesto visivo. Con questa iniziativa, Art Basel consolida la relazione con un territorio che da anni investe in cultura, creando una piattaforma capace di connettere la produzione artistica regionale con il proprio network globale e contribuendo allo sviluppo di un ecosistema creativo a lungo termine.

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