Art Basel presenta Zero 10: una nuova piattaforma dedicata all’arte digitale a Miami Beach 2025

Art Basel annuncia Zero 10, una piattaforma dedicata all’arte digitale che debutterà durante Art Basel Miami Beach 2025 (5–7 dicembre, con anteprima VIP il 3 e 4 dicembre). Sviluppato con il supporto di OpenSea, partner ufficiale della fiera, il progetto nasce per consolidare il dialogo tra il mondo dell’arte digitale e quello del mercato tradizionale, creando uno spazio condiviso tra artisti, gallerie e collezionisti.

Il nome Zero 10 fa riferimento alla storica mostra “0,10” organizzata da Kazimir Malevič nel 1915 a San Pietroburgo, considerata un punto di svolta per l’avanguardia del XX secolo. Allo stesso modo, la nuova piattaforma intende ridefinire il modo in cui l’arte digitale viene esposta, interpretata e collezionata, introducendo un approccio curatoriale che integra la sperimentazione tecnologica nelle strutture istituzionali e di mercato.

La prima edizione, curata da Eli Scheinman, riunisce 12 realtà internazionali: AOTM, Art Blocks, Asprey Studio, Beeple Studios, bitforms gallery, Fellowship, Heft, Visualize Value, Nguyen Wahed, Onkaos, Pace Gallery e SOLOS. In collaborazione con UBS, partner globale di Art Basel, sarà inoltre esposta DOKU – Heaven (2022) di Lu Yang, proveniente dalla UBS Art Collection, un video che combina motion capture e animazione 3D per esplorare i confini tra corpo digitale e dimensione spirituale.

La nascita di Zero 10 rappresenta un passo strategico nella politica di Art Basel verso l’inclusione dell’arte digitale come parte integrante del panorama artistico contemporaneo. L’obiettivo è creare una piattaforma stabile e riconosciuta che favorisca la crescita del settore, fornendo alle gallerie e agli artisti strumenti curatoriali e strutture di mercato adeguate. Il progetto si inserisce nella più ampia visione della fiera, che negli ultimi anni ha avviato iniziative dedicate al rapporto tra arte e tecnologia, come il Digital Art Council, il programma Digital Dialogues e la presentazione di progetti digitali nelle varie edizioni internazionali. Anche strumenti come l’app di Art Basel basata su intelligenza artificiale e l’espansione delle edizioni digitali nello shop ufficiale contribuiscono a consolidare questa direzione.

Il lancio di Zero 10 coincide con una fase di forte crescita del mercato dell’arte digitale. Secondo il The Art Basel and UBS Survey of Global Collecting 2025, il 51% dei collezionisti con alto potere d’acquisto ha acquistato almeno un’opera digitale nel biennio 2024–2025, rendendo il settore il terzo per volume di spesa. Questo dato evidenzia un’evoluzione strutturale nelle abitudini di collezionismo e conferma l’interesse crescente verso i linguaggi artistici basati su tecnologie digitali.

L’edizione inaugurale della piattaforma riflette la varietà e la complessità delle pratiche artistiche che oggi rientrano nel campo digitale. Fellowship presenta No Me Olvides di Itzel Yard (IX Shells), un’opera generativa che trasforma frammenti d’archivio provenienti da diverse regioni del mondo in composizioni visive e sonore sul tema della memoria e dell’identità culturale. bitforms gallery propone una panoramica sull’evoluzione dell’arte generativa, con opere che spaziano dai disegni computerizzati di Manfred Mohr ai lavori basati su reti neurali di Casey Reas e alle performance digitali di Maya Man, delineando come il codice informatico sia diventato un vero linguaggio artistico.

Asprey Studio, in collaborazione con il collettivo etiope Yatreda, presenta una reinterpretazione dell’Akodama, una corona tradizionale dell’altopiano di Amhara, ricreata attraverso processi di modellazione digitale e realtà aumentata. Pace Gallery propone un’installazione della serie Glass di James Turrell, un lavoro che utilizza luce e spazio come materia percettiva. Beeple Studios esplora la relazione tra automazione, identità e immagine, mentre Nguyen Wahed riunisce tre figure centrali dell’estetica digitale contemporanea — XCOPY, Kim Asendorf e Joe Pease — in una riflessione sulle architetture visive e concettuali del mondo digitale.

La piattaforma si presenta come un’estensione naturale dell’ecosistema Art Basel, in cui la ricerca tecnologica diventa parte integrante delle dinamiche artistiche, commerciali e curatoriali. Zero 10 intende costruire un punto di incontro tra i diversi attori del settore, favorendo una visione condivisa sul futuro dell’arte digitale.

Il debutto a Miami Beach rappresenta solo la prima tappa di un percorso che proseguirà con nuove edizioni in altri contesti internazionali, tra cui Art Basel Hong Kong 2026. L’iniziativa mira a stabilire una presenza costante della digital art all’interno del circuito globale, contribuendo a ridefinire le modalità con cui l’arte contemporanea viene prodotta, esposta e collezionata.

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