Andrea Benetti a Pietrasanta: quando la pittura rupestre dialoga con l’arte contemporanea

C’è una domanda che attraversa millenni e che ancora non trova risposta definitiva: cosa volevano dire davvero quei segni tracciati sulle pareti delle grotte? È da questa inquietudine antica che parte PY43 · Órigo – Materia tempore subsidit, mostra personale di Andrea Benetti ospitata dalla Art Gallery Il Cesello di Pietrasanta, in Via Stagio Stagi, dal 5 al 20 settembre 2026. Il vernissage è fissato per il 5 settembre alle 18.30; la mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.30 alle 23.00.

Curata da Laura Luciano, l’esposizione presenta una selezione di opere appartenenti prevalentemente al ciclo Astrattismo delle Origini, nucleo centrale della ricerca di Benetti da anni. L’artista è noto anche come autore del Manifesto dell’Arte Neorupestre, presentato nel 2009 in occasione della 53ª Biennale di Venezia presso l’Università Ca’ Foscari: un riferimento biografico e teorico che non è solo una credenziale, ma il fondamento metodologico dell’intera poetica. Il titolo latino della mostra — Materia tempore subsidit, la materia che si deposita nel tempo — suggerisce già la direzione: non un’archeologia delle forme, ma una sedimentazione viva, in corso.

Il punto di partenza è un’osservazione tanto semplice quanto produttiva: accanto alle celebri raffigurazioni naturalistiche della pittura rupestre — animali, cacce, figure — compaiono segni geometrici, simboli essenziali, strutture astratte che sembrano anticipare sviluppi artistici emersi soltanto migliaia di anni dopo. Dal Simbolismo all’Astrattismo, fino a certe esperienze dell’arte concettuale, la pittura delle origini appare come un laboratorio di possibilità ancora aperto. Benetti non propone una rilettura nostalgica né uno sguardo da etnologo: prende quei segni sul serio come linguaggio, e li mette in circolazione nel presente.

Le opere in mostra costruiscono un lessico visivo in cui convivono figure antropomorfe e zoomorfe stilizzate, elementi geometrici e simboli archetipici. Tori, cavalli, figure umane, cuori: forme che perdono la funzione narrativa per diventare unità di un sistema comunicativo autonomo, capace di mettere in dialogo la memoria delle origini con la sensibilità contemporanea. Non è un gesto romantico verso il passato, ma una verifica: quanto di quel pensiero simbolico è ancora attivo? La risposta, implicita nel lavoro di Benetti, è che lo è moltissimo — e che la comunicazione digitale, con il suo universo di icone ed emoji che condensano emozioni e azioni in immagini essenziali, ne è la conferma più immediata e paradossale.

La mostra è organizzata dalla Art Gallery Il Cesello e da Italian Art Promotion, con il patrocinio del Comune di Pietrasanta, di Atelier 15 e del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, e con il sostegno di Theoria – Milano. Pietrasanta, città storicamente vocata alla scultura e all’arte internazionale, è una sede coerente per una ricerca che ragiona sulla persistenza del linguaggio visivo attraverso i supporti e le epoche: un luogo dove la materia — marmo, bronzo, pigmento — ha sempre parlato prima delle parole.

Per informazioni: [email protected] — www.andreabenetti.com

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