Alla Pelanda del Mattatoio di Roma Renzogallo riparte dalle ceneri: una mostra tra memoria industriale, giornali bruciati e soglie rosse

Il 9 giugno 2026 ha aperto al pubblico RENZOGALLO. OLTRE LE CENERI, personale ospitata all’interno della Galleria delle Vasche, negli spazi della Pelanda, al Mattatoio di Roma. La mostra, curata da Aldo Iori, ha visto la partecipazione attiva dell’artista in tutto il processo di progettazione, in particolare nell’assetto espositivo della Galleria, dove Renzogallo ha scelto di rendere visibili le vasche in ghisa ancora presenti, memoria tangibile dell’archeologia industriale del complesso. Da questa riflessione prende avvio l’esposizione: un percorso guidato verso la consapevolezza che, per attuare il cambiamento, è necessario partire dalle ceneri.

Nato a Roma nel 1943 da madre spagnola e padre italiano, Lorenzo Gallo intraprende i suoi primi studi d’arte al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida di Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Afro e Gastone Novelli. Dopo aver ampliato gli studi in architettura e design, si interessa anche al teatro d’avanguardia, coniugando le arti visive con l’azione teatrale. Docente di liceo, accademia e università, ha realizzato numerose opere pubbliche in Italia e in vari paesi europei e vanta una notevole attività espositiva in gallerie d’Arte e Musei di tutto il mondo.

Abstract red metal sculpture on a red carpet in a white gallery with beige arched ceiling and black overhead lighting.
Renzogallo, L’ombra delle idee, 2018 – 2026, giornali, legno, smalti/newspapers, wood, and enamel paint, Oltre le ceneri, Mattatoio, La Pelanda, installation view, Ph. Alessandro Vasari, Roma 2026

Rosso, bianco e nero sono la triade cromatica più iconica della cultura spagnola: energia, spiritualità ed eleganza che attraversano le opere di Renzogallo fin dai primi dipinti, sculture e installazioni. In esse la materia si svela a chi le guarda senza sorprese, nel silenzio, lasciando che sia l’anima a risuonare. In particolare, Oltre (2026) è l’opera site-specific, il cui ruolo è centrale in tutta la mostra: un lungo corridoio attraversabile, posto al centro della navata, composto da alti scatolari di ferro zincato e verniciato di rosso. Camminando lungo il sentiero segnato si affronta un viaggio solcato dall’incontro graduale con le altre opere in mostra, preziosi compagni di viaggio.

A sinistra ci si imbatte in Oltre #1 e Oltre#2 (2023), due grandi tele composte di giornali bruciati di cui rimane solo il grigio scuro della cenere: è l’eco delle notizie che invadono la nostra quotidianità, portando con sé il fumo di palazzi in fiamme, la distruzione di intere città, il grido di popoli in fuga. Sulla destra, nella prima sala laterale, si scorge L’ombra delle idee (2018 – 2026), un diretto riferimento all’opera di Giordano Bruno: strutture in legno simili ad architetture urbane poste su uno strato di giornali che le separa dal pavimento, di nuovo dipinte di rosso, energia, spinta verso il futuro. Il nero delle scritte stampate è ancora visibile, memoriale per il mondo presente, caos da cui emergono le strutture ordinate dell’artista, spazi da attraversare, nuove realtà possibili.

Red vertical metal posts create a jagged barrier in an industrial gallery space with a high ceiling and exposed beams.
Renzogallo, Oltre, 2026, scatolare di ferro zincato e verniciato a polveri 3 elementi / galvanized iron box structure with powder coating 3 elements, Oltre le ceneri, Mattatoio, La Pelanda, installation view, Ph. Alessandro Vasari, Roma 2026

Nella sala adiacente le stesse strutture ritornano nella serie 2020 (2020), venti disegni che Renzogallo traccia come un diario di viaggio, una pagina al giorno. Due linee verticali chiuse in superficie da una orizzontale costituiscono la forma madre che l’artista ripete su ogni foglio, un gesto tecnico che si fa rituale; la forma ricorda i portali d’ingresso tipici delle religioni orientali, spesso dipinti di rosso, soglie di purificazione che separano il mondo terreno da quello divino, il sacro dal profano.

Echi di filosofie e culture lontane si riscontrano anche in Yoni e Zenshin (2014): la prima è una parola in sanscrito traducibile con “fonte” o “origine”, simbolo dell’energia femminile divina, utero cosmico che genera tutta la vita; la seconda è una parola giapponese che esprime l’atto di migliorare, evolversi ed andare oltre, ma anche il momento in cui si sprigiona la massima energia utilizzando tutto il corpo, tipico della pratica delle arti marziali. Sono due pietre miliari che si aggiungono concettualmente alla struttura centrale, punti vitali di appoggio e di slancio insieme.

Prima di arrivare alla meta, Rosso (2017) obbliga a fermarsi qualche istante: la tela è divisa in due parti, una più grande ricoperta di raso rosso, l’altra dipinta di bianco, una piccola pausa per prendere atto del percorso fatto finora e recuperare energia, forza e ardore. Una volta terminato il viaggio, superato l’ultimo portale rosso, ecco comparire Oltre le ceneri scorre lento un sogno (2022), omonima frase scritta più volte accanto all’opera, speranza che si fa concreta nelle parole ripetute, visione lucida di ciò che viene dopo

Visitare Oltre le ceneri significa muoversi al di là del visibile, verso un mondo nuovo, più puro, lasciando alle spalle il vecchio, ma senza mai dimenticare ciò che è stato: è così che le ceneri si fanno materia viva, polvere modellabile da cui far rinascere una creatura capace di volare di nuovo.

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Anna Maddalena
Anna Maddalena
Sono nata a Roma nel 1999 e sono laureata in Studi Storico-artistici all'Università La Sapienza. Attualmente sono una studentessa laureanda in Comunicazione e Didattica dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma. In questi anni ho svolto alcuni tirocini come assistente in diverse gallerie d'arte contemporanea e ho collaborato con associazioni culturali per la realizzazione di vari eventi espositivi. Il mio obiettivo è acquisire più esperienza possibile sul campo per intraprendere la carriera di curatore d'arte.

1 commento

  1. Grazie a Anna Maddalena per il bell’articolo sulla mia mostra al Mattatoio di Roma, galleria delle vasche, puntuale nella lettura e, principalmente nella comprensione delle mie motivazioni più profonde. L’arrivo non è per me lo scopo del Viaggio ma il percorso stesso del viaggio. Grazie ancora per averlo ben indicato.
    Renzogallo

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